Intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, l'ex portiere Emiliano Viviano ha voluto parlare dei primi mesi di Amorim al Milan
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La pausa per le nazionali regala il tempo necessario per analizzare con molta lucidità i primi mesi al Milan di Ruben Amorim. Tra i temi più discussi, infatti, c'è stata la gestione dei singoli e le recenti novità tattiche viste prima della sosta. Emiliano Viviano, ex portiere di Serie A, ha voluto analizzare il cambio di passo dei rossoneri ai microfoni di Cronache di Spogliatoio.
Milan, le parole di Viviano
Secondo l'ex portiere, la chiave di questa prima fase di stagione risiede proprio nella flessibilità e nell'umiltà dimostrate dall'allenatore portoghese:"Secondo me Amorim ha preso una scelta intelligente e umile. Noi qui abbiamo parlato delle difficoltà del Milan in fase di costruzione. Io vedevo il Milan, almeno personalmente e a mio parere, molto più in difficoltà con la palla che senza, e il lavoro che faceva senza palla mi piaceva. Lui invece aveva affrontato più l'argomento della fase di non possesso, perché una delle poche indicazioni dettagliate che aveva dato riguardava Modric."
A far discutere di più è stata proprio la gestione del centrocampista croato. Un giocatore con le caratteristiche di Modrić, infatti, necessita di un contesto tattico fatto su misura per lui, proprio per non finire sotto pressione per quanto riguarda il piano fisico. Va ricordato comunque che l'ex centrocampista del Real Madrid è arrivato alla veneranda età di 41 anni:
"Dopo la partita abbiamo detto che per fare un determinato tipo di calcio con Modric si fa ovviamente più fatica: se allarghi il campo, lui ha più metri da coprire e, per via dell'età, va in sofferenza. In realtà, secondo me, ha messo sul piatto della bilancia le due cose e ha pensato: 'Ok, però Modric con la palla mi dà delle opzioni che altrimenti non ho'. Quindi ha cambiato modulo, si è coperto di più da quel punto di vista e ha scelto di privilegiare la gestione del pallone."
I frutti di questo cambiamento si sono visti nell'ultima partita contro il Lecce, dove il Milan ha saputo dimostrare una certa fluidità e solitudine difensiva diversa rispetto alle precedenti prestazioni come quella nella vittoria sofferta contro il Venezia:
"È una cosa che hanno fatto bene, perché poi il Milan ha dei talenti: ora è rientrato Pulisic, che non è da sottovalutare, e c'è Moreira che garantisce una gamba importante. Le alternative non mancano. È ovvio che l'avversario era il Lecce, quindi non si tratta di una prova definitiva, però le partite vanno comunque giocate e vinte in quel modo. Fino ad ora avevamo visto un Milan ad alti e bassi, a fasi alterne, con momenti in cui andava in sofferenza: persino col Venezia aveva subito molto, nonostante la vittoria. Quindi dico molto bene, ma stiamo comunque parlando di un progetto totalmente nuovo che necessita inevitabilmente di tempo".
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