Il commovente retroscena svelato da Rodney Strasser, ex centrocampista del Milan, su Vozinha: la stoia dentro l'ultimo Mondiale

- Milano
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Nel calcio, come nella vita, le storie più belle sono quelle scritte da chi non ha mai smesso di crederci realmente, anche magari quando la carta d'identità sembrava dire il contri. Ne sa qualcosa Rodney Strasser, ex giocatore del Milan e campione d'Italia nel 2011, che sui propri canali social ha voluto regalare ai tifosi un retroscena che riguarda proprio Vozinha, portiere di Capo Verde.

Milan, il retroscena di Strasser: "Racconto una breve storia su Vozinha"

Strasser ha svelato un retroscena inedito, legato ai giorni precedenti al debutto della Nazionale Capoverdiana. V0zinha, classe '86, si trovava davanti ad un bivio difficilissimo: la scadenza del contrario e la paura del ritiro.
«Racconto una breve storia su Vozinha. Siamo amici da anni, e prima di giocare la sua prima partita ai Mondiali, mi ha chiesto se potevo usare le mie conoscenze per aiutarlo a trovare un club per altri uno o due anni perché aveva 40 anni e il suo contratto era terminato. Gli ho detto: ‘Fratello, vai e dai il massimo ai Mondiali. Sei un grande portiere. Gli ho detto che avresti giocato sul palco più grande del mondo, fratello. Mostra al mondo cosa sai fare, e dopo il torneo tutto cambierà’. È esattamente quello che è successo. Per me, è stato il miglior portiere di questo Mondiale, e ora è il portiere più seguito al mondo. La lezione è semplice: non arrenderti mai. Credi, abbi fede, lavora sodo e resta costante. Non importa la tua età, da dove vieni o la tua situazione, la tua vita può cambiare. Continua solo a credere. Grazie, Capo Verde. Il mondo è fiero di voi ragazzi».
Parma FC Presents New Signing Rodney Strasser

Il messaggio dell'ex centrocampista rossonero si chiude con una bellissima riflessione che si trasforma in una lezione di vita: mai arrendersi, nonostante l'età. In un calcio dominato da algoritmi e contatti multimilionari, la storia di Vozinbha ci ricorda il motivo per cui ci siamo innamorati di questo sport.

La sua storia, infatti, dimostra che il Mondiale sa essere ancora quella terra magica in cui le gerarchie si azzerano e dove un 40enne svincolato, con la valigia iena di speranze, può trasformarsi in un vero e proprio eroe

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