La leggenda rossonera difende la scelta sulle vacanze del portiere e promuove il nuovo corso: "Rúben Amorim ha idee forti. Gonçalo Ramos? Presto per giudicare"

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Milan, la stagione all'orizzonte: Amorim ha gli uomini giusti? (screen Gazzetta.it)

Milan, la stagione all'orizzonte: Amorim ha gli uomini giusti?

Il momento delicato del Milan riceve l'analisi autorevole di una leggenda rossonera. Roberto Donadoni, storico pilastro del grande Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per fare il punto sul nuovo corso guidato da Rúben Amorim. Dall'assenza di vittorie nella tournée internazionale al caso mediatico legato al rientro posticipato di Mike Maignan e Adrien Rabiot, l'ex ala rossonera ha tracciato la rotta in vista del debutto ufficiale in Serie A.

Donadoni smonta il caso ferie: «Maignan e Rabiot? Serve stacco mentale»

Il dibattito più acceso a Milanello riguarda il supplemento di vacanze concesso al portiere e al centrocampista francese dopo le fatiche del Mondiale. Donadoni, forte della sua enorme esperienza gestionale, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche dei tifosi, pur evidenziando l'importanza del ruolo di capitano rivestito dall'estremo difensore:
«Si tratta di accordi tra il club e chi ha preso parte al Mondiale. Un po’ di stacco ci vuole perché la stanchezza mentale può essere più pesante di quella fisica. Se vengono gestiti nel modo giusto, giorni extra di riposo possono essere un vantaggio. Certo, se Maignan fosse rientrato prima avrebbe dato un input importante soprattutto perché c’è un nuovo allenatore e il capitano ha un ruolo chiave, ma bisogna capire lo stress psicologico di una stagione complessa conclusa con una doppia delusione. Sono convinto che arriveranno pronti».
Roberto Donadoni, ex giocatore AC Milan, ha parlato dei rossoneri a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola

L'ex centrocampista della Nazionale ha poi aggiunto una battuta sul valore tecnico dei due transalpini in vista della stagione 2026-2027, augurandosi ironicamente un'annata meno laboriosa per il portiere rossonero: «Due come loro alzano l’asticella perché sono top. Da milanista mi auguro che Maignan non faccia la differenza, perché vorrebbe dire che è sollecitato di meno rispetto all’ultima stagione. Rabiot resta uno dei perni della squadra, in qualunque posizione giochi».

Il giudizio sulle amichevoli estive e il nuovo modulo di Rúben Amorim

Donadoni ha analizzato anche il cammino pre-campionato del Diavolo, reduce da una serie di risultati opachi contro big europee come il Chelsea. Secondo l'ex tecnico, i test estivi a migliaia di chilometri dall'Italia non devono tramutarsi in un ingiustificato campanello d'allarme, poiché si tratta di "pseudo-esibizioni" condizionate da una preparazione atletica approssimativa.

La fiducia nel nuovo allenatore Rúben Amorim e nelle sue idee tattiche improntate al pressing alto rimane totale, così come l'importanza delle ultime mosse di mercato gestite da Gerry Cardinale e dalla dirigenza:

L'identità tattica: «È un tecnico nuovo al quale va dato tempo. Quando viene chiesta la riconquista alta del pallone e un calcio offensivo, i giocatori hanno bisogno di abituarsi. La conferma di Luka Modrić è un punto di partenza importante per il gruppo».
I nuovi acquisti: «Mario Gila e Gonçalo Ramos sono calciatori di indubbio valore, porteranno una ventata di entusiasmo, ma per un giudizio complessivo sul calciomercato è ancora presto».

La provocazione a Rafael Leão: «Ora serve continuità»

In chiusura, un passaggio obbligato sul futuro e sulle spalle del numero 10 rossonero, Rafael Leão, al centro di continui 'rumors' di mercato sull'asse con la Turchia. Per Donadoni, l'eventuale permanenza a Milano deve trasformarsi nella scintilla definitiva per la maturazione del talento portoghese: «Se non arriverà un’offerta che accontenti tutti, proseguire deve essere uno stimolo per Rafa: dovrà dimostrare che chi lo ha criticato ha sbagliato. Il talento lo ha, ma per riuscirci gli serve molta più continuità rispetto al passato. Tocca a lui».

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