L'elogio a Ignazio Abate e la provocazione sugli algoritmi: l'intervista all'ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani
Intervistato dal 'Corriere di Torino', Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan ha commentato l'approdo di Ignazio Abate sulla panchina granata. Ma non solo: il 'Condor' si è anche lasciato andare ad un commento sull'uso degli algoritmi per selezionare i giocatori che è subito diventato virale.
Le parole di Galliani su Abate al Torino
"Ignazio ha grandi qualità umane ed è l’uomo giusto per i granata. Gli ho già mandato il mio in bocca al lupo. Complimenti al Torino, ha fatto un’ottima scelta e non se ne pentirà affatto. Abate saprà portare i granata stabilmente nella parte sinistra della classifica”.
Abate ha messo la firma sul nuovo contratto biennale che lo legherà al Torino fino al 30 giugno 2028. Per l'ex terzino rossonero si tratta della prima esperienza su una panchina di Serie A. Il calendario ha già fissato un incrocio immediato con il suo passato: il debutto ufficiale avverrà proprio contro il Milan.
La carriera da allenatore di Abate
Abate ha iniziato il lavoro da allenatore nel 2021 a Milanello, dove ha guidato l'Under 15 fino alla finale scudetto per poi passare alla Primavera, con cui ha raggiunto una semifinale e una finale di Youth League. Chiusa l'esperienza milanista per via delle scelte di Zlatan Ibrahimovic legate alla nascita del Milan Futuro, Abate ha allenato la Ternana in Serie C nella stagione 2024-2025, ma è stato esonerato mentre si trovava al secondo posto in classifica. Nell'ultima stagione in Serie B ha condotto la Juve Stabia fino ai playoff, uscendo in semifinale contro il Monza.Galliani, quanti aneddoti su Abate
Nel corso dell'intervista, Galliani ha ripercorso alcune delle tappe principali della carriera di Abate da giocatore.“Le prime qualità di 'Igna', come l’ho sempre chiamato, sono proprio quelle umane. L’ho conosciuto al Milan quando aveva appena 13 anni. Poi è andato via in prestito, giocando anche nello stesso Torino, prima di essere riscattato e restare dieci anni in rossonero. Non lo abbiamo mai voluto perdere. Anche dopo le esperienze a Napoli ed Empoli avevo insistito molto per il suo ritorno a Milano. All’inizio della carriera giocava come ala destra. Successivamente Ariedo Braida disse che doveva fare l’esterno a tutta fascia. Ignazio è sempre stato un ragazzo davvero in gamba".
Il rapporto di Galliani con gli algoritmi
Prima di chiudere la chiacchierata, Galliani ci ha tenuto a ribadire di non aver mai fatto uso di algoritmi nella sua carriera da dirigente."Io non utilizzo gli algoritmi per valutare i profili nel calcio. Dopo cinquant’anni passati in questo mondo, so riconoscere da solo i bravi giocatori e i bravi allenatori. I dati non dicono tutto. Quando presi Kaká spendendo cinque milioni di euro, nessuno immaginava che sarebbe diventato il fuoriclasse che tutti abbiamo ammirato".
Gli algoritmi sono davvero utili?
Un algoritmo può essere utile se usato come strumento, ma l'occhio umano è ancora determinante per scovare i talenti e identificare i giocatori adatti alla squadra. Il candidato Head of Football del Milan Markus Krösche rappresenta un esempio virtuoso di come utilizzare questo modello. Come raccolto dalla nostra redazione, infatti, il dirigente tedesco usa i dati per restringere il cerchio dei candidati, ma senza rinunciare a una rete di scout internazionale. Nella filosofia di Krösche, la decisione finale deve sempre essere presa dall'operatore umano. Se bastassero gli algoritmi, spendere milioni di euro per pagare lo stipendio a un direttore sportivo o a un capo scout sarebbe inutile.© RIPRODUZIONE RISERVATA