Il proprietario Gerry Cardinale racconta le prospettive del Milan e fa chiarezza sul ruolo di Zlatan Ibrahimovic all'interno del club

- Milano
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Dopo la conferenza stampa di poche settimane fa, Gerry Cardinale è tornato a parlare apertamente del Milan nel corso di una lunga intervista rilasciato al 'Wall Street Journal'. Il patron di RedBird è partito dall'impatto con il mondo dello sport in Italia, per poi svelare alcuni dei suoi piano futuri per il club rossonero. Ai microfoni del quotidiano statunitense, Cardinale si è espresso anche su Zlatan Ibrahimovic, raccontando qualcosa in più sul loro rapporto e facendo chiarezza sul ruolo dello svedese.

Milan, l'intervista a Gerry Cardinale

Gerry Cardinale ha iniziato dalle differenze tra Europa e Stati Uniti nel modo di interpretare lo sport, analizzando la posizione dei tifosi e il contesto mediatico.
"Ci è voluto un po' di tempo per adattare la mentalità americana al contesto europeo. Negli Stati Uniti lo sport è vissuto come intrattenimento. In Europa, invece, i tifosi sono puristi e si sentono i veri proprietari del club, un aspetto che va assolutamente rispettato. Per me, però, è proprio lo spettacolo a finanziare lo sport. I network media pagano cifre altissime per i diritti televisivi e in cambio pretendono un prodotto di altissimo livello."
Gerry Cardinale

Le parole di Cardinale su Ibrahimovic

Successivamente, il proprietario del Milan ha spiegato quali sono le mansioni di Ibrahimovic all'interno del club.
"Ibrahimović lavora direttamente per RedBird e non solo per il Milan. In Europa è stato difficile far passare questo concetto. Quando l'ho incontrato ho capito subito che al Milan mancavano leadership e mentalità vincente. Gli ho chiesto di fare il salto dal campo al mondo degli affari, e lui mi ha risposto con chiarezza che sarebbe rimasto sempre sé stesso. Inizialmente il suo compito doveva essere più ampio all'interno del nostro fondo, ma i cambiamenti societari lo hanno portato a diventare fondamentale per il Milan. Zlatan mi aiuta a prendere decisioni sul piano calcistico e a muovermi in un ambiente complesso. Inoltre ha un talento unico, tanto che scherzando gli ho persino detto che sarebbe perfetto come cattivo in un film di James Bond".

Il dialogo con Amorim

Cardinale ha raccontato anche un aneddoto su Amorim, svelando una loro conversazione sullo sviluppo del talento nei giocatori.
"Qualche tempo fa ho inviato un messaggio ad Ruben Amorim dopo una partita per chiedergli se fosse possibile allenare i giocatori a tentare determinate giocate di qualità senza paura. Lui mi ha risposto che la qualità c'era già, serviva soltanto insegnare loro ad avere più coraggio. Questa risposta mi ha fatto riflettere parecchio."

Milan, Cardinale: "Vogliamo giocare per vincere"

Cardinale alza l'asticella: ecco cosa vuole cambiare al Milan.
"Abbiamo deciso di resettare la cultura del club per tornare a vincere con continuità. Quando Zlatan mi ha chiesto cosa rappresentassimo, non ho saputo rispondere. In passato abbiamo giocato per non perdere, mentre adesso vogliamo giocare sempre e solo per vincere. Per questo motivo abbiamo accelerato e fatto tantissimi cambiamenti nell'ultimo mese e mezzo."

Il confronto tra Serie A e Premier League

Il patron di RedBird chiude con un paragone tra Serie A e Premier League, sollevando le criticità del sistema calcio italiano e offrendo alcune possibili soluzioni.
"Il Milan conta 650 milioni di tifosi nel mondo e ha una storia gloriosa, ma tutto il movimento italiano si è fermato proprio come ha fatto Hollywood prima dell'arrivo di Netflix. Oggi la Premier League è diventata la Netflix del calcio e incassa quattro miliardi di euro all'anno dai diritti TV, contro l'unico miliardo incassato dalla Serie A. Bisogna continuare a innovare le strutture e le basi per tornare veramente competitivi."

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