La Verità svela i dettagli dell'accordo quinquennale di Ibrahimović: lo stipendio da un milione e il piano di stock option legato al futuro valore del club.
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Con la definizione del nuovo organigramma collegiale varato da Gerry Cardinale, una delle domande più frequenti tra gli addetti ai lavori riguarda l'esatta collocazione strategica di Zlatan Ibrahimović. Lo svedese manterrà il ruolo di Senior Advisor, ma le sue reali competenze spaziano ben oltre la semplice consulenza di campo. A fare totale chiarezza sui dettagli riservati del suo accordo con RedBird è un'inchiesta approfondita del quotidiano La Verità, che ne svela l'impatto sull'area sportiva, commerciale e finanziaria del club.
Un ruolo trasversale: dalla governance allo spogliatoio
Secondo quanto rivelato dalla ricostruzione giornalistica, il contratto che lega Ibrahimović a RedBird non lo limita a essere un consulente esclusivo del proprietario Cardinale. Lo svedese agisce come consulente strategico a supporto dell'intera catena di comando, interfacciandosi direttamente con l'amministratore delegato e con il Presidente Paolo Scaroni. Il suo raggio d'azione è volutamente trasversale, toccando l'area sportiva, lo sviluppo commerciale e i progetti speciali del club.
Ibra non possiede il potere di firma o l'ultima parola sulle nomine apicali della società – prerogativa che Cardinale ha accentrato su di sé – ma la sua opinione vanta un peso specifico enorme nelle decisioni quotidiane. L'accordo stabilisce infatti che la sua attività di consulenza copra quattro macro-aree tecniche:
- Valutazione della rosa: analisi tecnica dei calciatori già in organico.
- Reclutamento dei talenti: supporto strategico nello scouting e nella scelta dei nuovi acquisti.
- Gestione delle giovanili: supervisione della filiera del vivaio in sinergia con la linea verde.
- Mentalità e motivazione: gestione psicologica del gruppo squadra per plasmare la leadership nello spogliatoio.
Il fattore commerciale: brand ambassador sull'asse Milano-USA
Sul fronte aziendale, Ibrahimović viene sfruttato da RedBird come un potentissimo brand ambassador globale, con un focus prioritario sul mercato degli Stati Uniti d'America. Il fondo americano ha la facoltà di inserire l'ex attaccante in operazioni di co-marketing e sinergie con i propri partner istituzionali nei settori strategici dello sport, dei media e dell'intrattenimento. Questa forte esposizione commerciale rappresenta il primo canale economico attraverso cui lo svedese monetizza la sua collaborazione con il fondo di Cardinale.Stipendio e opzioni azionarie: l'accordo finanziario nel dettaglio
L'aspetto più clamoroso dell'inchiesta de La Verità riguarda l'architettura economica del contratto di Ibrahimović. L'accordo prevede un ingaggio fisso pari a un milione di euro all'anno per cinque anni. Lo svedese non ha immesso capitali propri nel club in modo diretto, ma ha ottenuto un sofisticato piano di opzioni d'acquisto future (stock option) strutturato su due livelli di valorizzazione aziendale:- Primo livello: il diritto di acquistare 5 milioni di dollari in azioni del Milan al prezzo del passaggio di proprietà del 2022 (quando Elliott cedette il club a RedBird sulla base di una valutazione di 1,2 miliardi di euro).
- Secondo livello: la facoltà di acquistare ulteriori 10 milioni di dollari in azioni a un prezzo pari al doppio di quello di acquisizione del 2022. Questa opzione scatterà qualora il valore complessivo dell'asset Milan dovesse raggiungere o superare i 2,4 miliardi di euro.
L'obiettivo del nuovo stadio e la crescita del brand
Si tratta di un traguardo finanziario ambizioso, raggiungibile nel medio periodo solo attraverso la realizzazione del nuovo stadio di proprietà e l'espansione dei ricavi commerciali globali. Questo meccanismo crea un perfetto allineamento di interessi tra Ibrahimović e la proprietà americana: più cresce il valore reale della società sul mercato, maggiore sarà il guadagno finanziario potenziale dello svedese al momento dell'esercizio delle sue opzioni azionarie. Ciò spiega perché il flop della mancata qualificazione in Champions League nella passata stagione sia stato un colpo durissimo da digerire anche per gli interessi economici dello stesso Ibra.© RIPRODUZIONE RISERVATA