Rafael Benítez analizza la corsa Scudetto 2026/27 su La Gazzetta dello Sport. I colpi di Inter e Juventus e il verdetto sul nuovo Milan di Rúben Amorim
- Milano
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L'ex allenatore dell'Inter e del Napoli Rafael Benítez ha parlato a La Gazzetta dello Sport anche della corsa Scudetto in vista dell'inizio della Serie A 2026/27.
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"L’Inter ha stravinto il titolo e ora ha inserito spessore atletico con Stones ed energia con Spence e Jones. Chi ha lo scudetto sul petto deve essere considerato favorito per diritto ma qui siamo in presenza anche di altro, alla luce degli interventi di Marotta e di Ausilio: c’è un organico larghissimo, tra campo e panchina, con gente come Lautaro, Thuram, Pio Esposito, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco, Barella che danno forza e questi tre acquisti che portano la cultura della Premier League. Direi che è stato un lavoro ben fatto".
Per Benítez il Napoli è leggermente staccato rispetto alle prime posizioni.
Il parere sulla nuova Juventus di Luciano Spalletti
Poi il parere sulla Juventus e sul nuovo corso tecnico impresso in panchina:"Riparte e ha avuto modo di progettare con Spalletti i rinforzi, ha messo Kolo Muani e Alajbegovic davanti, dove già aveva Yildiz. In difesa, hanno aggiunto Vicario e Lucumi. E Spalletti è stato quello che ha riportato lo scudetto a Napoli dopo 33 anni. Non lo riterrei un dettaglio, anzi".
La rivoluzione del Milan e il grande dubbio su Rafael Leão
Rafael Benítez ha parlato anche della rivoluzione sul mercato messa a punto dal Milan: "Devono aver avvertito la necessità. Il mutamento è stato generale, sia in società che in panchina con Amorim che in campo".Uno dei colpi più importanti per tutta la Serie A è stato l'arrivo di Ramos: la prima punta portoghese è stata pagata più di 70 milioni di euro. Altro colpo cruciale è Gila.
Ecco il giudizio finale dell'ex allenatore del Liverpool sui singoli innesti rossoneri:
- Gonçalo Ramos è una garanzia assoluta all'interno dell'area di rigore.
- Diego Moreira consente di provare varie soluzioni tattiche sulla trequarti.
- Gila dà il contributo ad un settore in cui certe carenze si sono avvertite nella scorsa stagione.
"Ma qui l’interrogativo più grosso riguarda Rafael Leão: che cosa succederà, resterà o andrà via? E questo discorso un po’ sposta l’analisi. Però siamo in presenza di un club che ha fatto la storia del calcio mondiale con Sacchi e Capello, certe tracce restano, e anche certe tendenze".
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