Dal paragone tra Gerry Cardinale e Silvio Berlusconi agli aneddoti su Gianni Rivera: la divertente intervista all'attore Diego Abatantuono
- Milano
Milan, abbiamo capito come decide Cardinale: tre indizi svelano il suo piano sul mercato
Intervistato ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport', il comico e tifoso rossonero Diego Abatantuono ha parlato a lungo di Milan. Nel corso della chiacchierata, l'attore milanese ha affrontato diversi temi riguardanti il mondo rossonero: dalla demolizione di San Siro a Gerry Cardinale, passando per Ruben Amorim e la nuova fede per il Como.
Milan, l'intervista a Diego Abatantuono
Abatantuono ha iniziato con un paragone scomodo tra Gerry Cardinale e Silvio Berlusconi:"L’unica cosa che Cardinale e Berlusconi hanno in comune è l’elicottero. Punto. Per adesso non ne vedo nessun’altra, poi però sarò pronto anche a essere smentito e chiedere scusa. Cioè, scusa anche no, non dico mica niente di che".
Sui problemi di questo Milan
Il comico 71enne si è dichiarato scontento della gestione di Cardinale alla guida del Milan:"Un fondo fa gli interessi degli azionisti, però la squadra è dei tifosi. Una volta c'erano i presidenti che erano anche appassionati: Berlusconi, Moratti… Era un altro modo di fare calcio. In Cardinale e Ibrahimovic non ho mai visto fare gli interessi del Milan, l’ho capito quando hanno mandato via Pioli e Maldini. Da quel momento sono arrivate figure aziendaliste, magari anche competenti, però erano persone che stavano al gioco, sapevano che sarebbero rimasti lì solo un anno o poco più. Come possono riconquistarmi? Giocando bene e facendo l’interesse dei tifosi".
Le parole su Amorim e sul mercato
Spazio anche al nuovo tecnico Ruben Amorim e al mercato, temi su cui Abatantuono non si è dimostrato particolarmente preparato:"Questo Amorim non lo avevo mai sentito in vita mia. Ma non per cattiveria, semplicemente perché non faccio il giornalista e conosco solo quelli più famosi. È arrivato Ramos dal Psg e ha pure già segnato, dovrebbe essere bravo anche se lì stava in panchina. Vediamo un po’ come si muovono durante la stagione, a quel punto farò i miei calcoli".
La nuova fede per il Como
Abatantuono ha confessato di essere diventato un tifoso del Como negli ultimi anni:"Intanto tifo Como. Da un paio d’anni sono diventato loro tifoso. Mi piace il gioco, mi piace l’allenatore, il presidente è mega ricco e ben venga. Se tutti i ricchi distribuissero un po' saremmo a cavallo. Se hanno 100 miliardi, che ne ballassero 50 in giro. Puoi farlo costruendo ospedali, scuole, oppure facendo felice una tifoseria. A Como stanno facendo così. Dicono: 'Eh ma il presidente è pieno di soldi e così è facile'. Ma a me che me ne frega? Io sono quello che va a vedere la partita e vuole divertirsi. I giocatori non li conoscevo, però dietro evidentemente c’è una struttura come si deve".
Abatantuono su Rivera
Bellissime parole su Gianni Rivera, con cui Abatantuono ha condiviso la palazzina durante l'infanzia:"Il giocatore a cui sono più legato è Gianni Rivera. Quando ero piccolo con la mia famiglia ci siamo spostati da Giambellino a piazza Velasquez, mamma e papà avevano un negozio lì. Abitavamo in un palazzo al secondo piano e in quel periodo era venuto a stare lì anche Rivera, lui era al settimo. Ero piccolino, lo vedevo spesso, facevo però finta di niente perché non mi piaceva passare per quello che chiedeva l’autografo. Dicevo: se non mi saluta lui, io non lo saluto. Detto questo, ora vado con l’aneddoto".
Il divertente aneddoto su Rivera
Arriva anche un divertente aneddoto sul 'Golden Boy':"Ero in casa con mio nonno, a un certo punto gli cade il portafoglio, lo raccolgo e ci vedo dentro due foto, una di Rivera e una di Padre Pio. Gli chiedo: 'Ma chi sono?'. E lui: 'Uno è un uomo che fa miracoli, l’altro è un popolare frate pugliese'".
Sulla demolizione di San Siro
Abatantuono si è apertamente schierato contro alla demolizione di San Siro:"San Siro mi manca già adesso perché non vado da tanto tempo. Detto questo buttarlo giù è uno scempio, così come lo è stato buttare giù le scuderie e il trotto. Era una delle zone più belle di Milano, andava valorizzata per com’era. Poi ormai tutti sono fissati col nuovo stadio".
L’interessante discorso sul nuovo stadio
Per concludere, Abatantuono ha offerto una disamina sul nuovo stadio di Milan e Inter, considerato tutt'altro che necessario dal comico milanese:"È un discorso di priorità, un po’ come il Ponte sullo Stretto. Vai a costruire una cosa di questo tipo tra due posti in cui non ci sono strade come si deve, dove ci vuole mezza giornata per fare duecento chilometri. Capisci? Lo stesso vale per le squadre: prima bisogna mettere a posto le cose che non vanno, e ce ne sono tante, poi si dovrebbe pensare allo stadio. Prendi il Como, ha uno stadio che un pezzo sembra Gardaland e l’altro Disneyland. Eppure sono arrivati in alto".
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