Il Milan ha scelto Ruben Amorim per la panchina: ecco l'analisi di Stefano Borghi
Il Milan ha deciso finalmente chi sarà il prossimo condottiero a sedersi sulla panchina rossonera. Dopo più di due lunghe settimane di casting, i rossoneri hanno scelto Ruben Amorim, profilo internazionale che certifica le qualità ricerche dalla proprietà americana. Come riferito da Romano, l'accordo è stato ormai raggiunto, ma l'arrivo del portoghese non cancella la nube di incertezza attorno al club.
Milan, le parole di Borghi
A tracciare un quadro ben preciso ci ha pensato il noto giornalista Stefano Borghi, che attraverso il proprio canale YouTube ha voluto analizzare l'approdo del tecnico lusitano, senza però usare giri di parole. Borghi, infatti, riconosce la bontà della scelta tecnica, riconoscendo il forte impatto mediatico e tattico che Amorim avrebbe sul club:“Habemus Tecnicum. Il Milan ha individuato l'allenatore per la prossima stagione e il nome non è un nome interlocutorio, è un nome molto importante, è il nome di Ruben Amorim. Adesso voglio fare un discorso con voi riguardo alla carriera, al calcio, alle prospettive di Amorim sulla panchina del Milan, però tutto arriva comunque con conseguenza di un concetto di base, di una serie di tematiche di base che rimangono e rimangono inevitabilmente, perché il Milan fin qui è stato un qualcosa di sbalorditivo e negativo.
Se da un lato l'arrivo dell'ex United e Sporting accende molta curiosità a riguardo del suo stile di gioco, dall'altra parte l'intera operazione si inserisce in un contesto societario non proprio positivo. La riflessione del giornalista, poi, si è spostata sulle macerie lascite dall'ultima stagione sotto la guida di Allegri.
Quel fallimento, infatti, ha generato una vera e propria epuraazione interna che ha spostato qualsiasi tipo di equilibrio:
Flop all'ultima giornata di campionato, sconfitta incredibile in casa con il Cagliari, fuori dalla Champions League, piazza pulita, via l'allenatore, via il direttore sportivo, via l'amministratore delegato, tutti fuori, nessuno dentro. Società completamente svuotata in mano esclusivamente al proprietario Gerry Cardinale e al suo socio, nonché advisor Zlatan Ibrahimovic, entrambi negli Stati Uniti”.
L'arrivo di Amorim, perciò, rappresenta il primo tassello fondaamentale di una ricostruzone che non potrà limitarsi solamente al campo. Il tecnico portoghese, personalemnte parlando,a vrà bisogno di una struttura solida alle spalle per lavorare nel mlgiore dei modi.
La palla ora passa alla proprietà, chiamata a colmare quelle ultime lacune presenti all'interno della dirigenza, in modo da evitare che il nuovo allenatore si trovi da solo in mezzo alla tempesta, cosa che, nelle ultime stagioni invece è già successa.
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