L'ex esterno brasiliano: "Diego Moreira ha grande talento, Samuel Chukwueze dovrà fare il terzino. In Italia si può vincere, l'Inter non fa paura".
Diego Moreira si allena in vacanza con la maglia del Milan: l'indizio di mercato che in pochi hanno colto
La gloriosa storia del Milan sulle corsie esterne è scritta a lettere d'oro da interpreti leggendari. Tra questi c'è sicuramente Serginho, l'indimenticato "Concorde" brasiliano che in nove stagioni rossonere (1999-2008) ha collezionato 281 presenze, 24 gol e una bacheca stracolma con uno Scudetto e due Champions League. Intervistato in esclusiva dall'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, l'ex laterale ha analizzato a fondo la complessa rivoluzione tattica in atto a Milanello sotto la guida di Rúben Amorim.
Il battesimo di Diego Moreira e l'enigma Rafael Leão
Il primo argomento affrontato dall'ex fuoriclasse brasiliano non poteva che essere l'ultimo, oneroso sbarco a Milano sulla fascia sinistra. "L'acquisto di Diego Moreira piace soprattutto alla dirigenza, ed è quello che conta", ha spiegato Serginho. "Per fare un investimento simile sono certo che sia stato studiato in ogni mossa. Aver speso tanto significa riconoscergli un grande talento. La qualità è innegabile, ora deve diventare un giocatore 'da San Siro', uno stadio difficile per tutti. Io tifo per lui".
Spostandosi sul connazionale e compagno di reparto Rafael Leão, al centro di fitti intrighi di mercato, il brasiliano sposta il focus sulla volontà del numero 10: "La domanda dovrebbe essere un’altra: cosa intende fare Rafa del suo futuro? Qualsiasi cosa deciderà, dovrà esserne convinto. Resta uno dei più forti, anche se con i suoi limiti. Credo che il rendimento della scorsa stagione sia stato pregiudicato dal modulo, non ha caratteristiche da punta che gioca spalle alla porta. Con Amorim e il nuovo modulo può starci eccome. Se ha voglia di impegnarsi, gli basterà poco per riconquistare il pubblico".
I nuovi compiti di Chukwueze e il duello con Saelemaekers
L'analisi di Serginho si fa particolarmente acuta quando scende nei dettagli del nuovo 3-4-2-1 di Amorim, un sistema fluido che richiede sacrifici estremi agli esterni, specialmente a Samuel Chukwueze. "Lo seguivo già al Villarreal ed era fortissimo. Nel Milan lo è stato di meno, ma ora merita una seconda chance. Certo, nel nuovo sistema dovrà cambiare il suo modo di giocare: avrà maggiori compiti difensivi, dovrà rientrare di più, con movimenti quasi da terzino destro. In pre-campionato ha attaccato bene ma ha anche sofferto in difesa. Dovrà imparare a essere più pronto".Proprio in virtù di questo riequilibrio tattico, il brasiliano fotografa il duello interno con Alexis Saelemaekers: "Per il belga si tratta di giocare in un ruolo che conosce, con movimenti ormai consolidati. Per Chukwu sarebbe una novità assoluta e richiede tempo; finora ha potuto provarlo in un solo mese di allenamento".
Fiducia nel nuovo ciclo: "Questo Milan vale l'Inter"
Nonostante la confusione fisiologica legata ai numerosi cambiamenti in corso tra cessioni e nuovi arrivi, Serginho promuove l'operato della società e fissa gli obiettivi per la stagione che sta per prendere il via con la trasferta di Torino. "Ci vorrà tempo affinché la squadra entri nella mentalità dell'allenatore e affinché Amorim si cali nella cultura italiana. L'Italia dà poche possibilità di sbagliare, ma ho visto un allenatore che ha idee chiare".© RIPRODUZIONE RISERVATA