I primi giorni da calciatore del Milan, il ruolo nella difesa a tre e le richieste di Amorim: le parole di Mario Gila dal Flagship store di Milano

- Milano
Milan, Gila: "Ecco perché ho scelto il Milan. Sono molto emozionato"

Milan, Gila: "Ecco perché ho scelto il Milan. Sono molto emozionato"

Nel pomeriggio, Mario Gila ha incontrato i tifosi al Flagship Store di Via Dante (MI). Tra autografi, foto ed entusiasmo del popolo rossonero, il difensore spagnolo classe 2000 ha concesso anche alcune dichiarazioni interessanti sui suoi primi giorni a Milano. L'ex centrale della Lazio ha parlato del suo impatto con il mondo Milan, prima di svelare alcuni dettagli tattici sul calcio di Amorim e il suo possibile ruolo nella difesa a tre del tecnico portoghese.

Milan, le parole di Mario Gila dal Flagship store

Queste le prime impressioni di Gila sul Milan.
"Sono molto contento a Milano. Da quando Sono arrivato mi sto trovando molto bene, grande gruppo. Siamo una famiglia, dai magazzinieri allo staff. Sto ancora a Milanello, non ho trovato casa. La grandezza del Milan mi piace. Ci sono servizi unici a Milanello. Amorim fa un gioco moderno, anche se non l’ho fatto molto negli ultimi anni posso crescere come giocatore”.
Mario Gila

Gila su Amorim

Ampio spazio al rapporto con Ruben Amorim. Come svelato dallo stesso Gila, il tecnico portoghese è stato fondamentale per convincerlo ad accettare la corte del Milan.
“Abbiamo parlato un po’ del modo di vedere il calcio, su cosa siamo d’accordo e del suo stile di gioco. Anche di cosa ho fatto io in passato. Abbiamo confrontato le idee e abbiamo un’idea uguale del calcio. Mi è piaciuto molto. È stato anche lui in parte a spingermi per scegliere il Milan. Non è il momento migliore del Milan, ma mi piace: andare in squadre che stanno già vincendo, non è soddisfacente a mantenere il livello. Arrivare dove la gente vuole crescere è più bello”.

I giovani compagni di squadra

Gila ha parlato anche dei giovani come Andrej Kostic, Christian Comotto, Francesco Camarda e Alphadjo Cissé, che si stanno allenando con la Prima Squadra a Milanello.
“Ci sono ragazzi con grande potenzialità. Sono ragazzi giovani, ma hanno la testa pronta per il salto di qualità. Si vede quando lavorano per una piazza come il Milan. C’è responsabilità, possono fare il salto quest’anno e aiutarci”.

Il ruolo di Gila nella difesa a tre di Amorim

Centrale o braccetto? Amorim sta sperimentando molto in allenamento per capire quale sia il ruolo più congeniale alle caratteristiche di Gila. Ecco qualche dettaglio svelato dal difensore spagnolo.
“Mi ha provato nel ruolo sia di centrale che di braccetto. Entrambe le posizioni mi piacciono, sono diverse. Centrale è più di posizionamento e gestione palla, con un’uscita che aiuti in costruzione e coprire gli spazi. Si vede la mia velocità. Da braccetto posso essere più arrogante e aggressivo, mi piace. Dipende dalla partita, se controlli o no, se mi piace. Però gioco dove mi mette, sono stili diversi e mi piacciono entrambi”.

Il retroscena sui contatti con Allegri e Tare

Prima del licenziamento dello scorso 25 maggio, anche Massimiliano Allegri e Igli Tare avevano parlato con Gila per portarlo al Milan. Il difensore spagnolo ha raccontato il retroscena.
“Vero che Allegri mi voleva. Poi sono andati via, ma è arrivata la chiamata di Amorim e vedere questa voglia di averti, soprattutto al Milan, non ha prezzo. Una squadra con storia, enorme, l’ho capito già in questi giorni. Ci ho messo poco a decidere. Mi è piaciuta l’accoglienza e penso di poter fare la scelta giusta”.

Le parole su Cardinale

Gila ha svelato di non aver parlato con Gerry Cardinale prima di arrivare a Milano.
“Non ho parlato con Cardinale prima, ci ho parlato dopo. È stato molto veloce tra il loro avvicinamento e la mia scelta, non ha avuto neanche il tempo di chiamarmi. Avevo chiaro di voler venire qui. Mi ha detto che era contento”.

L'accoglienza a Milanello

Gila si è espresso anche sui compagni di squadra che lo hanno accolto a Milanello.
“Gabbia mi ha accolto bene. Mi sembra un leader, poi i ragazzini come Camarda e Bartesaghi. Ci ho legato e sto spesso con loro”.

Il calcio offensivo di Amorim

Il calcio offensivo di Amorim convince Gila, che ha spiegato di trovarsi a suo agio con l'idea di gioco del tecnico portoghese.
“Mi piace il discorso di andare in attacco e lasciarci in situazioni difficili per noi. È il calcio attuale. Se attacchi la squadra bene, la difesa lavora bene. Il calcio è così, se vuoi andare in attacco devi vendere qualcosa. Magari la sicurezza difensiva, con uno contro uno. Devi giocartela. Questi sono i giocatori bravi, che valgono tanto. Il calcio sta diventando questo e dobbiamo ambientarci, ci porterà risultati positivi”.

La gestione dei momenti

Per concludere, Gila ha voluto parlare anche dell'aspetto psicologico, considerato fondamentale per performare ai massimi livelli.
“Penso che sono un giocatore che quando è in un momento molto positivo della partita guadagna troppa fiducia, si piace troppo e vuole fare troppo. Sono cose che vengono con la maturità, la gestione dei momenti. Anche quando fai le cose molto bene devi essere tranquillo e gestire la fiducia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti