"Non commetterò gli stessi errori". Il duro sfogo del patron rossonero su infortuni, sul mercato, le mosse per il futuro. Blindato Ruben Amorim
Cardinale arrivato all'evento per il lancio del progetto del nuovo stadio | VIDEO
Il Milan tornerà in campo domani contro l'Inter per il primo derby stagionale: i rossoneri arrivano dopo il KO interno contro il Bologna. Il numero uno del club Gerry Cardinale è voluto intervenire prima della partita con una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport' in cui, per prima cosa, ha voluto confermare a tripla mandata la fiducia a Ruben Amorim:
"Sono contento e ho piena fiducia in lui. Nel finale di Top Gun , il “mio” film, c’è una grande battuta: “Non abbandono la mia spalla (il pilota dell’aereo d’appoggio, ndr )” dice Tom Cruise. E io non abbandono Ruben. Non è assolutamente in pericolo. Resterò al suo fianco (lo ripete due volte, con forza, ndr ) e non commetterò gli errori commessi negli ultimi anni. È il mio tecnico e continueremo a lavorare insieme finché non riusciremo a fare il salto di qualità. Non puoi vincere se passi continuamente da un allenatore all’altro. Amorim l’ho scelto io. Se avessi commesso un errore, lo ammetterei, ma non penso di averlo commesso. Ha imparato molto da quello che è accaduto al Manchester United e l’ho ingaggiato perché mi ha spiegato gli errori fatti lì. Ha la cultura giusta, è un leader, un manager e un allenatore preparato. A Milanello si respira un’aria diversa da quella degli ultimi 4 anni. Il merito è suo. Sta imparando delle cose e la squadra deve trovare la propria coesione, capire come si possano ruotare i giocatori continuando a vincere. Per me un pareggio equivale a una sconfitta. Un punto non è lo scopo del gioco: i tre punti lo sono. Solo con le vittorie possiamo colmare il gap con le prime".
Parole molto importanti quelle di Cardinale: serviva un attestato di fiducia verso Amorim dopo le tante critiche ricevute, specialmente sui social, ma non solo. Cardinale ha commentato anche il gioco dell'allenatore portoghese:
"Nei giorni prima di ogni partita lo chiamo e gli chiedo: “Come posso aiutarti? Di cosa hai bisogno?”. Lui mi rassicura dicendomi: “Ci penso io, boss”. Sa che ci sono, ma sa anche fare il suo lavoro. Non ha bisogno che gli stia con il fiato sul collo: ha tutto sotto controllo ed è un vero professionista che fa crescere le persone. Sta gestendo i ragazzi e sta allenando bene il gruppo. Non penso che questo succedesse prima (stoccata ad Allegri, senza nominarlo, ndr ). Mi si è accesa una lampadina quando Ibrahimovic qualche mese fa mi ha chiesto: “Che cosa rappresenta il Milan?”. Da allora penso praticamente ogni giorno a queste parole, in tutto quello che facciamo. Questo gruppo, in cui tutti si sostengono a vicenda, senza giochi di potere nello spogliatoio, mi piace: tutti si stanno ammazzando per vincere. Per capirlo basta guardarli negli occhi. Negli anni precedenti mi chiedevo: “Perché sono io il più arrabbiato se non vinciamo?”. Adesso non mi sento più così: ragazzi e staff sono arrabbiati quanto me".
Le sensazioni sul Derby e l'obiettivo Scudetto
"Come dice Amorim, guardo al derby come a una “semplice” partita. Senza pensare che, in caso di vittoria, ci avvicineremmo in classifica. Dobbiamo fare il nostro lavoro, giocare a calcio, segnare e migliorare su tutto. Rispetto Marotta e l’organizzazione del suo club che, anche quando Inzaghi se n’è andato, non hanno perso un colpo. Un po’ come il Liverpool che ha fatto una stagione da record con Slot al posto di Klopp. È quello a cui aspiro per noi. L’Inter ha tutto il diritto di essere dove è ora. Se lo sono guadagnato e li rispetto per questo. Sento la competizione con loro? Eccome! Mi fanno perdere il sonno? Assolutamente sì. La competizione va bene e sono fiducioso che riusciremo ad arrivare a quel livello. È soltanto questione di tempo prima che diventeremo migliori, che solleveremo quel trofeo (la coppa dello scudetto, ndr ). Non sarà facile e non ci verrà regalato niente. So molto bene cosa c’è in palio domani e so quanto siano forti. E non vedo l’ora che arrivi il derby. Non sto più nella pelle".
Per il Milan, ovviamente, sarebbe un passaggio fondamentale vincere la gara di domani sera, anche se l'Inter parte favorita, visto che ha 7 punti di vantaggio e in campionato ha sempre vinto finora, tranne il pareggio contro la Roma. Cardinale ha parlato anche dei risultati ottenuti fino a questo momento:
"Io non sono mai contento. Mi spiego meglio: sono contento quando vinciamo una partita, ma questo non significa niente. Chiedetemi se sono contento quando alzerò un trofeo o vinceremo uno scudetto. Allora vi dirò che sono davvero contento. Adesso abbiamo ancora molto lavoro da fare e in più ultimamente ci sono stati gli infortuni che mi hanno fatto agitare. Quindi ora sono agitato e costantemente concentrato su dove possiamo migliorare. Ho un lavoro da fare e non mi fermerò finché non avremo ottenuto quello che vogliamo. Chiunque mi conosca e abbia lavorato con me, sa che sono sempre insoddisfatto finché non arrivo all’obiettivo".
E poi ha aggiunto che secondo lui il Milan può lottare per lo Scudetto:
"È assolutamente possibile, al cento per cento. E lo dico senza voler essere arrogante. Mi sveglio ogni mattina sperando in un piccolo spiraglio, ovvero che l’Inter cominci a pareggiare invece di vincere e che noi cominciamo a mettere insieme una serie di successi. Vincere è l’unica cosa che mi interessa, ma pensiamo a una partita alla volta, a guadagnare terreno su chi ci sta davanti, giornata dopo giornata".
Grande fiducia quindi di Cardinale verso la squadra e il lavoro di Amorim anche se l'unico trofeo vinto dal Diavolo sotto la sua gestione resta la Supercoppa Italiana di un paio di stagioni fa:
"Sono agitato per i quattro anni che ho perso. Voglio creare un’organizzazione calcistica di livello mondiale, con le persone giuste. Ho la sensazione che ancora il Milan non stia funzionando a pieno regime. Il mio desiderio è ottenere un cambiamento molto rapido, ma so che questo non è compatibile con il calcio. “Dovrai essere paziente” mi dicono. Io però... non lo sono. E così la scorsa estate ho preso Moreira, dopo Ramos e Gila. Sono operazioni che ho fatto io, con gli altri proprietari, e le difendo".
L'emergenza infortuni e le strategie per il calciomercato di gennaio
Il Milan ha subito tantissimi infortuni in questo mese specialmente: contro il Bologna erano assenti- Pietro Terracciano
- Gila
- Gabbia
- Rabiot
- Loftus-Cheek
- Chukwueze
- Saelemaekers
- Moreira
- A cui si è aggiunto Tomori che si è infortunato proprio contro i rossoblù.
Per questo momento ci si aspetta un mercato di gennaio intenso da parte del Milan. Cardinale ne parla così:
"Dobbiamo continuare a migliorare la rosa perché in estate non sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Stiamo ricostruendo la squadra e, anche se mi piacciono i nuovi arrivati, quelli che sono rimasti e... i nomi di cui mi sono liberato, probabilmente ci vorranno un altro paio di sessioni di mercato per completare tutto. Siamo arrivati soltanto a un quarto del percorso e la priorità è costruire una squadra che abbia la capacità di affrontare gli infortuni. Se partecipi alle coppe europee e giochi... l’Amorim Ball (dice proprio così, ndr ), ovvero un calcio ad altissimo ritmo, con transizioni rapide, in cui tutti corrono tra i 9 e gli 11 chilometri a partita, hai l’obbligo di ruotare gli uomini. Per questo a gennaio sul mercato continueremo a essere aggressivi, opportunisti e a rinforzare la nostra panchina. Il mio stile è quello di muovermi con decisione e rapidamente. Per me conta ottenere ciò che vogliamo, giocatori... da Milan. Non sperpererò denaro, ma quando mi metto in testa di prendere un calciatore, faccio tutto ciò che posso per riuscirci".
Krösche sembrerebbe essere il primo candidato per il ruolo di nuovo head of football del Milan. Cardinale ne parla così:
"Non sono vicino a un annuncio e non ho fretta. La scelta del responsabile dell’area sportiva è una delle più importanti dopo la transizione iniziata il 25 maggio, quando ho licenziato tutti e ho preso in mano la guida del club. Sto parlando con Krösche e con altre persone, i migliori nel calcio. Con una stagione che finisce a maggio e un mercato che comincerà a giugno, non voglio avere fretta. Adesso sto gestendo la società in maniera diretta e mi piace, ma non posso farlo per sempre perché ho anche un altro lavoro. In più ci sono persone molto più qualificate di me. A maggio però dovevo rifondare il Milan e solo uno come me poteva riuscirci. Arriverà un responsabile dell’area sportiva, ma sarà un tassello all’interno di una struttura organizzativa molto più articolata. Una persona che dovrà lavorare con me. Faremo tutto insieme perché non consegnerò più le chiavi della società a un direttore sportivo o a un responsabile dell’area sportiva".
Il nuovo stadio, i giocatori preferiti e le voci societarie esterne
Ovviamente spazio anche al nuovo San Siro (il Generali Stadium) presentato ieri a Milano:"È un progetto a cui lavoriamo da quattro anni, una priorità. Il nuovo San Siro è una tappa fondamentale per l’Italia, un Paese dove sembrava impossibile riuscire realizzare nuove strutture. Dobbiamo trovare il modo di riportare la Serie A al livello che le compete. Perché una Serie A più forte significa anche un Milan più forte. L’unico modo per competere con la Premier League è iniziare a trasformare il proprio profilo economico. Credo che un club come il Milan e i suoi tifosi meritino un’infrastruttura di questa qualità. Questo stadio rappresenta una dichiarazione fortissima da parte mia e di RedBird di quanto tutto questo sia importante per noi. Stiamo facendo tutto il possibile per tornare ai vertici. La tappa raggiunta con lo stadio è importante, ma non c’è stadio al mondo che per me valga quanto una vittoria nel derby contro l’Inter".
Ci sono dei giocatori che hanno impressionato fino a questo momento Gerry Cardinale:
"È una domanda pericolosa, perché devo voler bene a tutti i miei... “figli”: Pulisic lo adoro; idem Rabiot, Moreira, Gila, che è una bestia, Hutchinson, Ramos, Maignan che è il nostro leader... E potrei citarli tutti i miei ragazzi".
RedBird è interessata ad acquistare l’Al Nassr?
"Ci sono state conversazioni per valutare l’opportunità dell’Al Nassr e mi hanno contattato per esaminarla, ma siamo a uno stadio preliminare. Lavoro molto in Medio Oriente: mi piacerebbe incontrare Ronaldo perché mi incuriosisce capire che cosa potrebbe voler fare quando smetterà di giocare e quale sarà il suo interesse futuro nel club saudita. Continuerò a valutare le possibilità del multi-club, fermo restando che ho già il Tolosa e il Milan".
Risponde Cardinale che poi chiude con la corsa alla presidenza della Figc tra Galliani e Malagò:
"Stimo entrambi. Non è una questione di nomi, ma piuttosto di quello che vogliono fare".
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