"Amorim mi piace molto, ma serve pazienza". L'ex rossonero Albertini traccia la strada per il Milan e lancia la provocazione sul giovane talento del futuro

- Milano
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Il Milan ha iniziato con 7 punti conquistati nelle prime tre gare di campionato. A parlare dell'inizio stagionale dei rossoneri ci ha pensato anche l'ex calciatore del Diavolo Demetrio Albertini che ha parlato a La Gazzetta dello Sport.

Si aspettava la Lazio in testa davanti al Milan?

"Onestamente no, non me l’aspettavo: una sorpresa anche se dopo tre partite è evidentemente presto per dare giudizi. Sono stupito perché certo non può passare inosservato quanto sta succedendo a Roma, con tutte le difficoltà dell’ambiente esterno che potrebbero ripercuotersi sul gruppo, allenatore, staff e giocatori, e invece sembra proprio non stia succedendo".
Milan, Albertini: "Amorim mi piace molto. Vorrei ci fosse più coraggio nel lanciare i ragazzi"

Amorim deve riportare il Milan in Champions League. Può essere un obiettivo fattibile per i rossoneri? Ecco il pensiero di Albertini:

"La difficoltà è nel ripartire da zero, e purtroppo è già successo troppe volte negli ultimi anni. Allenatore, uomini, progetto tattico: tutto nuovo e per forza di cose servirà tempo, specie di fronte alle difficoltà che probabilmente arriveranno. Il progetto deve essere sostenuto con fiducia a prescindere. Amorim mi piace molto, finalmente c’è l’idea di poter vedere una squadra spregiudicata, un atteggiamento più spavaldo dei singoli. Chiaro che avere tanti giocatori portati all’uno contro uno può aprire anche a qualche criticità difensiva ma, ribadisco, andrà sostenuto".

Il fattore tempo e il paragone con il Como

Serve comunque tempo perché è un progetto completamente nuovo quello che sta iniziando Ruben Amorim: il cambio tattico rispetto a quanto visto con Massimiliano Allegri è davvero enorme e non è per nulla automatico. Il Como che sta brillando in Italia e in Europa non è nato in un giorno ed è servito tanto lavoro e tanta pazienza. La Serie A gliela concederà?

Albertini risponde così:

"Deve. Certi cambiamenti non si vedono in un mese: a dicembre, magari, capiremo quanto sia attecchita la nuova mentalità sul gruppo. Dobbiamo imparare a essere più pazienti sia con gli allenatori che con i giocatori: oggi più che mai abbiamo bisogno di un calcio emozionale e per questo occorre tempo: non potendo più permetterci Messi, Haaland o Mbappé, dobbiamo costruire qualcosa di nostro. E il processo richiede tempo e fiducia".

Corsa Scudetto, l'impatto di Gonçalo Ramos e il fattore Camarda

Troppo presto quindi per pensare a un Milan in lotta per lo Scudetto?
"Deve giocare per rientrare in Champions, obiettivo già difficile. Ci sono sei squadre per quattro posti: Inter, Roma, Napoli, Juve, Como e Milan. Inter e Roma davanti a tutte, in lotta per lo scudetto, il Milan provi almeno a stare più in cima possibile e sognare. Anche il mercato è stato da Champions. In Europa League non parte favorito ma sì, può arrivare in fondo. L’Europa è sempre un percorso formativo".

In estate è arrivato un grande attaccante ovvero Gonçalo Ramos. Ecco cosa ne pensa Albertini:

"Al Venezia ha fatto un gol da vero bomber, con un grande taglio e una straordinaria velocità di esecuzione. Deve essere supportato al meglio perché con gol e prestazioni dimostri tutto il suo valore. Bene Ramos dunque, ma vorrei vedere anche Camarda".

Contro la Juventus ha fatto fatica è vero, ma non sono arrivati neanche palloni giocabili ed è stato ben difeso dalla tattica di Luciano Spalletti. Camarda, invece, non ha ancora giocato in stagione, ma sarà molto importante specialmente da ottobre in poi, quando il Milan avrà un calendario infernale.

Albertini ha parlato anche dei giovani rossoneri:

"Vorrei ci fosse più coraggio nel lanciare i ragazzi. Amorim ha dimostrato di averlo avuto in passato e di fare le sue scelte non in base all’età o a gerarchie prestabilite, ma puntando su chi reputava pronto per giocare, giovane o meno. A Camarda darei una chance, così come a Comotto di cui mi parlano tutti molto bene ed è bravissimo. Un allenatore che arriva dall’estero ha questa cultura e più facilità nel prendere certe decisioni: qui da noi, specie negli ultimi anni, è sempre stato complicato".

Come detto, il Milan avrà bisogno di tutti con l'Europa League in arrivo e tantissime partite in pochi giorni: impossibile non iniziare le rotazioni e coinvolgere praticamente tutti i calciatori della rosa.

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