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Demetrio Albertini (Hall of Fame Milan): news, curiosità e storia ieri/oggi

Demetrio Albertini

  • Nazionalità:italiana
  • Età:52 (23 agosto 1971)
  • Altezza:1.80 m
  • Peso:75kg
  • Piede:destro
  • Valore di mercato:0 mln

TROFEI VINTI

Campionato italiano
5
Milan: 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999
Super Coppa Italiana
3
Milan: 1992, 1993, 1994
Coppa Italia
1
Lazio: 2003-2004
Campionato spagnolo
1
Barcellona: 2004-2005
Champions League/Coppa Campioni
3
Milan: 1988-1989, 1989-1990, 1993-1994
Super Coppa Europea
2
Milan: 1989, 1994
Coppa Intercontinentale
2
Milan: 1989, 199
Campionato Europeo U21
1
Italia: 1992

PROFILO

HALL OF FAME AC MILAN: DEMETRIO ALBERTINI

Demetrio Albertini nasce a Besana in Brianza (MB) il 23 agosto 1971. Centrocampista centrale di grande personalità ed intelligenza tattica, è il “Metronomo” (suo soprannome) del Milan nell’ultimo decennio degli anni '90, club con il quale vince cinque scudetti e una Champions League nel 1994 oltre ad altri successi in Italia ed Europa. Terminata la carriera al Milan, Albertini si fa apprezzare in altri club in Italia e Spagna.

Campioni Rossoneri: Albertini nelle Leggende del Milan

Cosa fa oggi Albertini? Dopo aver dato l’addio all’attività agonistica, diventa dirigente della Federcalcio Italiana. Con la Nazionale, Demetrio Albertini è stato campione europeo Under 21 nel 1992 e vicecampione del Mondo con la Nazionale Maggiore nel 1994.

 

CARATTERISTICHE

Centrocampista centrale – o regista classico - dotato di ottima visione di gioco, potente e preciso lancio, pregevole assist-man con un buon tiro dalla distanza, Demetrio Albertini si distingue per una brillante sagacia tattica che lo porta a saper dettare con precisione i tempi di gioco alla squadra e a saper interpretare i diversi scenari tattici nel corso di un match tanto da essere definito “Metronomo”.

 

CARRIERA ALBERTINI

Demetrio Albertini è stato uno dei migliori centrocampisti centrali della storia recente del Milan: piedi alla Dino Sani e tenacia alla Carlo Ancelotti, Demetrio ha cercato, sempre con molta umiltà, di carpire i segreti di tutti i campioni con cui ha giocato nel corso della sua brillante carriera. Per Demetrio la maglia del Milan è stata davvero una seconda pelle, con la quale ha vissuto momenti esaltanti e momenti più difficili, senza tuttavia perdere mai l’amore per i colori rossoneri.

Nelle giovanili del Milan

Albertini, undicenne nelle giovanili del Milan, vive dapprima gli anni difficili della presidenza Farina indossando la maglietta alla rovescia per i repentini cambi di sponsor e approda alla prima squadra nel momento in cui si materializzano i più bei sogni dell’era berlusconiana. Apprezzato da tutti per la grande educazione dentro e fuori dal campo oltre che per il sorprendente talento tattico, Demetrio incassa con malcelata insofferenza i complimenti che raramente si traducono in minuti giocati.

Albertini sfida il diktat di Berlusconi

Pur di poter esprimere il proprio talento in mezzo ai grandi, dopo aver convinto tutti i tecnici delle giovanili, Albertini sfida il diktat di Berlusconi (“resta al Milan altrimenti ti perderai”) e a 19 anni scende in serie B per prendere in mano le redini del centrocampo del Padova, squadra nella quale la stella di Demetrio non tarda a brillare. 28 presenze e cinque gol nella stagione 1990-91 sono più che sufficienti perché Albertini sia definito da uno sponsor come “miglior speranza italiana nello sport” e per far sì che il Milan, che ha guardato con attenzione ai progressi di Demetrio nella serie cadetta, decida di riprenderselo in vista della nuova stagione.

Capello esalta la qualità di Albertini

Arrigo Sacchi ha appena lasciato la panchina del Milan a Fabio Capello. Il pragmatico tecnico friulano impiega pochissimo tempo ad intuire ed a valorizzare le qualità del giovane centrocampista brianzolo. Nel giro di qualche mese Demetrio Albertini è titolare di centrocampo, a fianco di Frankie Rijkaard e soffiando il posto a Carlo Ancelotti, nel Milan della stagione 1991-92 che, senza alcuna sconfitta all’attivo, conquista il dodicesimo scudetto. Albertini è una splendida realtà del calcio italiano: esordisce in nazionale nel 1991 (a poco più di vent’anni) e prosegue il trionfale cammino nel Milan, conquistando altri due titoli nelle stagioni 1993 e 1994. Demetrio definisce la stagione 1993-94 come la “più significativa” della sua carriera.

Il metronomo degli Invincibili

Metronomo di centrocampo del Milan degli Invincibili, Demetrio, complice la partenza di Rijkaard, è leader della zona nevralgica del campo: lo affianca Marcel Desailly, colosso francese con grinta e sostanza da vendere ma dalla tecnica tutt’altro che sopraffina. Così Albertini è ora padrone assoluto del centrocampo milanista: dai suoi piedi si dipanano tutte le azioni di quel Milan roccioso e concreto che conquista un favoloso double vincendo il terzo titolo italiano consecutivo (14.della storia rossonera) e la quinta Coppa dei Campioni trionfando ad Atene sul Barcellona.

La bravura di Demetrio si esalta finalmente anche in campo internazionale: Albertini trascina con le sue prestazioni (ed il fondamentale gol su calcio piazzato al Monaco nella semifinale di ritorno a San Siro) il Milan alla vittoria finale di Atene, contribuendo al trionfo con un delizioso assist per il gol del 4-0.

In Nazionale e nel Milan di Zaccheroni

E assist deliziosi sforna anche in Nazionale, con la quale arriva in quel magico 1994 in finale di Coppa del Mondo sfiorando un’epica vittoria. Albertini prosegue negli anni seguenti la propria avventura con il Milan: ancora campione d’Italia con Capello nel 1996, Demetrio è coinvolto nelle due successive stagioni negative del Milan per poi vivere con mister Alberto Zaccheroni, che stravede per lui al punto da definirlo “giocatore ideale”, una stagione di rinascita conquistando nel 1999, stavolta da senatore, un inaspettato quanto meritato scudetto.

L'infortunio e l'addio al Milan

Demetrio è punto fermo del Milan e della Nazionale sino al 2002, anno in cui l’infortunio al tendine d’Achille lo estromette dalla rosa dei Mondiali e accelera la fine del rapporto con il Milan, nel quale Mister Ancelotti sovente gli preferisce l’astro nascente Andrea Pirlo. Albertini, amareggiato per il trattamento riservatogli al Milan, decide di vivere altre esperienze, tutte di breve durata ma sufficienti a farsi amare come uomo e campione

Le altre esperienze tra Spagna e Italia

E' regista nel centrocampo dell’Atletico Madrid, leader alla Lazio e prezioso cervello nel Barcellona dell’amico Rijkaard, raggiunto dopo una fugace sosta all’Atalanta. Demetrio si ritira dal calcio giocato nel 2005

 

ALBERTINI E LA POLITICA DEL CALCIO 

Nel Giugno 2006 scoppia Calciopoli e, in uno dei momenti più bui del calcio italiano, Albertini, stimato per la sua personalità e serietà, viene chiamato a fare il vice commissario straordinario della FIGC sotto il timone di Guido Rossi, rassegnando però il 19 settembre dello stesso anno le dimissioni.

Nel 2007 diventa vice presidente della FIGC, sotto Giancarlo Abete. Viene confermato nel 2013, ma l'anno successivo rassegna le dimissioni per l'impossibilità di arrivare a fare riforme importanti nel calcio.

A luglio del 2014 contende a Carlo Tavecchio, senza successo, la presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio. Per Albertini si schierarono invano l'AIC, l'AIAC e l'AIA, le componenti tecniche (calciatori, allenatori e arbitri) della FIGC, ma perde in terza votazione con quasi il 37% dei voti.

Nel 2015 diventa coadiutore dei curatori fallimentari del Parma Calcio, mentre nel 2019 assume la carica di presidente del Settore Tecnico della FIGC, venendo riconfermato il 9 giugno 2021. Il 19 luglio seguente consegue la qualifica da direttore sportivo

 

COSA FA OGGI ALBERTINI

Oggi l'ex centrocampista del Milan è amministratore unico della Dema4 Srl, agenzia di sport marketing ed eventi con sede a Milano. Dal 2018, insieme a Pierluigi Casiraghi e Lorenzo Alfieri, porta avanti il progetto City Padel Milano, tornei di padel organizzati nei campi allestiti ai piedi delle torri in zona Garibaldi a Milano, mentre nel 2020 scrive il libro 'Ti racconto i campioni del Milan', in cui racconta cinquanta fuoriclasse della storia del club rossonero.

 

LA VITA PRIVATA DI DEMETRIO ALBERTINI

Nel 1994 Demetrio Albertini conosce la modella Uriana Capone, che due anni dopo diventerà sua moglie. Dal matrimonio della coppia nascono due figli: Federico e Costanza. Il figlio di Albertini, Federico, si è cimentato in vari sport come la scherma e il basket ma non ha intrapreso una carriera nel calcio come il padre. A questo proposito e della sua famiglia, Albertini ha dichiarato:

Federico ha provato nei dopo scuola a giocare a calcio insieme ai compagni di classe ma poi ha scelto il basket e la scherma. Ho visto in lui sempre molta passione, da vero sportivo. Il fatto che non giochi a calcio lo vedo come un bicchiere mezzo pieno, visto che non deve sostenere il paragone con suo padre.

E poi ancora sulla sua infanzia e i primi calci al pallone:

Mia mamma, quando ero ragazzino e mi allenavo a Milano, mi accompagnava 3 volte alla settimana con i mezzi pubblici. La famiglia mi ha trasmesso il senso del sacrificio, l’importanza di un lavoro e di un impegno costante, mi ha fatto capire che nella vita spesso sono necessarie le rinunce per riuscire a raggiungere i propri obiettivi.

 

CURIOSITA' E ANEDDOTI

Albertini tutor

Demetrio, per personalità e attaccamento alla maglia, è spesso tutor dei giocatori nuovi – italiani o stranieri – che approdano al Milan e che devono impararne le regole.

La sfuriata con Ancelotti

Albertini ha carisma, lo si vede in campo e negli spogliatoi. Per il bene del Milan non esita, pur nel rispetto dei ruoli, a mettere in discussione le scelte dei suoi allenatori con cui ha un rapporto schietto ma sincero. Memorabile la sfuriata con Ancelotti (suo allenatore) che, sornione, lo lascia sfogare. Quando Demetrio capisce di essere ai margini del progetto rossonero; ma non le manda a dire nemmeno a Sacchi, Capelloe Zaccheroni.

Un campione finito?

E quando capisce, nel 2002, di non essere più al centro del progetto rossonero, reagisce con amarezza, ma con la consueta personalità si rimette in gioco, per dimostrare a sé stesso e soprattutto alla società Milan di non essere un calciatore finito. Madrid – sponda Atletico -, Roma e Barcellona sono tappe che gli consentono di conoscere mondi diversi (“A Madrid puoi passeggiare in città prima di una derby in assoluta tranquillità”, afferma sorpreso pensando alla realtà italiana) e di farsi apprezzare come calciatore ancora valido e uomo di grande curiosità e cultura.

Addio al calcio, festa a San Siro

Ma quando Demetrio decide di chiudere con il calcio lo fa pensando ancora al Milan. Benché gli offrano le chiavi del Camp Nou per la sua festa d’addio, è a San Siro che Albertini, circondato dai suoi amici, tra cui ben otto Palloni d’Oro, saluta nel marzo 2006 il calcio giocato di fronte a circa 40 mila tifosi intervenuti a salutare questo eterno ragazzo, che per classe e stile è destinato a offrire le proprie qualità al servizio di un calcio migliore. Diventa cosÌ dirigente della Federazione, sino a sfiorarne la presidenza nel 2014.

Albertini e i social

Demetrio è uomo che vive il proprio tempo: è molto presente sui social network e si fa notare sempre con il Milan nel cuore. A marzo del 2016, a dieci anni dalla festa di addio al calcio giocato, lancia su Facebook l’hashtag #INCURVAINSIEME per ricordare la bella serata vissuta a San Siro mentre a settembre il suo tweet “io non sono interista” apre in maniera clamorosa il dibattito tra i tifosi e le vecchie glorie rossonere sul prossimo ingresso in società, in concomitanza con il closing, di dirigenti dal passato nerazzurro.

Come ha avuto modo di confermare durante una intervista, “costanza e passione” sono le peculiarità di questo campione in campo e nella vita, sempre con il Milan nel cuore.

 

STATISTICHE ALBERTINI

Club: Milan (anni 1988/2002): Serie A, 293 presenze, 21 reti; Coppa Italia e Supercoppa Italiana: 46 presenze, 2 reti; Coppe Europee ed altre Coppe: 67 presenze, 5 reti; complessivo con Milan: 406 presenze, 28 reti

Altri club italiani: Padova (stagione 1990-91): Serie B, 28 presenze, 5 gol Lazio (stagione 2003-4): Serie A, 23 presenze, 2 reti; Coppa Italia, 4 presenze; Coppe Europee, 8 presenze Atalanta (2004 – gennaio 2005): Serie A, 14 presenze, 1 rete; Coppa Italia, 2 presenze, 1 rete

Club esteri (Spagna): Atletico Madrid (stagione 2002-3): Liga, 28 presenze, 2 reti; Coppa di Spagna, 2 presenze 1 rete Barcellona (gennaio 2005 – giugno 2005): Liga, 5 presenze; Coppe Europee, 1 presenza

Nazionale Maggiore (anni 1991/2002): 79 presenze, 3 reti

 

Di Enrico Maggioni e Matteo Ronchetti

CARRIERA CLUB

StagioneSquadra
Campionato
CompPresReti
Coppe Nazionali
CompPresReti
Coppe Continentali
CompPresReti
Altre Coppe
CompPresReti
Totali
PresReti
1988-89MilanSerie A1010
1989-90MilanSerie A1010
set-ott 1990MilanSerie A00Coppa Italia2020
1990-91PadovaSerie B285285
1991-92Milan Serie A283Coppa Italia50333
1992-93MilanSerie A292Coppa Italia60UCL71Supercoppa italiana10433
1993-94MilanSerie A263UCL111Supercoppa Ita+Uefa+Interc.3 (1+2+1)0404
1994-95MilanSerie A302Coppa Italia40UCL90Supercoppa Ita+Uefa+Interc.3 (1+2+1)0462
1995-96MilanSerie A300Coppa Italia30Coppa Uefa50380
1996-97MilanSerie A298Coppa Italia20UCL51Supercoppa italiana10379
1997-98MilanSerie A280Coppa Italia92372
1998-99MilanSerie A292Coppa Italia30322
1999-2000MilanSerie A261Coppa Italia10UCL50Supercoppa italiana10331
2000-01MilanSerie A120Coppa Italia20UCL112252
2001-02MilanSerie A240Coppa Italia40Coppa Uefa80360
2002-03Atletico MadridLiga282Coppa del Re21303
2003-04LazioSerie A232Coppa Italia40UCL80352
2004-gen 2005AtalantaSerie A141Coppa Italia21162
gen-giu 2005BarcellonaLiga50UCL1060
Matteo Ronchetti Direttore responsabile