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PM – Qui Siviglia: Puerta, dall’omaggio del Milan al ricordo nel quartiere rojiblanco

La peña sevillista in Calle Antonio Puerta

Il Milan sbarca oggi a Siviglia, rivale della Supercoppa Europea 2007, nella prima gara dopo la morte di Puerta: ecco come oggi si ricorda Antonio in città

Luca Fazzini

In pochi mesi, André Silva è passato dai pantaloncini sporchi (simbolica richiesta di Gattuso, utilizzando una delle metafore calcistiche più comuni) alla top five dei marcatori in Liga. Inevitabile, dunque, che allo store del Ramón Sánchez-Pizjuán, la casa del Siviglia, la sua maglia rosso fuoco campeggi in vetrina. Alla vigilia della sfida dei rossoneri in terra spagnola, infatti, il legame si intreccia anche con l’altra squadra della città, i Rojiblancos. In Andalucia, al momento, tutti sorridono pensando al portoghese, che con 7 gol ha sin qui trascinato gli uomini di Machín. Tanti sorrisi, da quelle parti, li hanno portati anche altri due ex milanisti come Adil Rami e Carlos Bacca, capaci di vincere rispettivamente una e due Europa League. Chi non ha lasciato invece un ricordo positivo è Vincenzo Montella, capace – si fa per dire – di essere esonerato dai biancorossi nella stessa stagione della cacciata dal Milan.

Il legame Siviglia-Milan, però, porta con sé un triste ricordo: il rullino del tempo riporta al 2007. Nella sfida del 25 agosto contro il Getafe, il giocatore Antonio Puerta subì un malore in campo. Venne soccorso dai compagni ed uscì dal campo con le proprie gambe, ma negli spogliatoi accusò altri cinque attacchi cardiaci in pochi minuti. La situazione – immediata percezione – era gravissima: il 28 agosto Puerta muore all’ospedale di Siviglia. Il giorno successivo, al funerale, parteciparono diverse società europee, tra cui il Milan. Quattro giorni dopo, invece, il 31 agosto, i rossoneri sfidarono proprio il Siviglia nella Supercoppa Europea di Montecarlo. Il finale, 3-1 per gli uomini di Ancelotti, passò in secondo piano considerato l’omaggio che la Curva Sud riservò al giocatore biancorosso. Una corona di fuori e diversi cori accompagnarono il tributo del tifo milanista allo sfortunato avversario deceduto pochi giorni prima, tanto che i tifosi spagnoli ringraziarono cantando: “Milan! Milan!”.

Oggi, per le strade della città andalusa, il ricordo è ancora vivo: proprio di fronte al Ramón Sánchez-Pizjuán, ecco una via intitolata all’ex numero 16, all’interno della quale si trova anche una peña sevillista, locale e punto di ritrovo dei tifosi biancorossi, con cimeli, sciarpe, gagliardetti e poster che rivivono i successi del Siviglia e ricordano Puerta. O meglio, Antonio. Perché tutti, da queste parti, lo chiamano così, come se fosse uno di famiglia. Non potrebbe essere altrimenti per un ragazzo nato e cresciuto a Siviglia, proprio nel quartiere di Nervión, dove si trova lo stadio. Qui incontriamo un cliente della peña: “lì – ci dice indicando un vecchio palazzo al di là della strada – abitano ancora i genitori di Antonio”. Simbolo di un legame che, almeno simbolicamente, continua ad esistere. Da via Antonio Puerta a tutta Siviglia, la memoria di Puerta è ancora viva. E nella sua (tragica) storia, c’è anche una sfumatura rossonera.

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