Intervenuto in conferenza stampa, Rúben Amorim ha voluto parlare di quella che sarà la futura stagione

- Milano
Gerry Cardinale, managing partner RedBird e proprietario AC Milan, accoglie il nuovo allenatore Rúben Amorim nel centro sportivo di Milanello

Milan, Amorim a Milanello: al centro sportivo lo accoglie il proprietario Cardinale

Il biglietto da visita di Amorim ha il sapore di una dichiarazione d'intenti che non ammette repliche. Nella sua prima conferenza stampa ufficiale da tecnico del Milan, andata in scena a partire dalle ore 15:00, l'allenatore portoghese non si è nascosto dietro la solita diplomazia di facciata, ma ha subito calcato il tema tattico che terrà banco per tutta la stagione.

Milan, Amorim: "Quando si vuole vincere non si può sfuggire alle responsabilità

A chi gli ha chiesto quale sia la vera differenza tra 'giocare per vincere' e 'giocare per non perdere', Amorim ha risposto tracciando un confine netto, citando un nome pesante del calcio italiano: quello di Massimiliano Allegri, ex allenatore del Milan oggi sulla panchina del Napoli:
"Dunque, cosa posso dire... Posso dire come voglio giocare io. Ho rispetto per Allegri, ha tantissima esperienza. Però non voglio pensare al passato e come giocava il Milan, ma posso dire come voglio giocare io. Dominare con la palla.
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Un chiaro cambio di rotta rispetto alle ultime stagioni. Amorim, infatti, non si nasconde e rivendica il diritto il diritto alla propria identità calcistica pur sapendo che dovrà adattarsi al materiale a disposizione:

Abbiamo idee diverse ed è normale, ogni allenatore ha le sue idee. Poi cambierò un po' perché alcuni giocatori me le faranno smussare. Voglio un calcio bello e divertente.

Il calciatore portoghese però, sa che servirà pazienza, soprattutto nelle prime settimane quando i carichi di lavoro e le nuove nozioni tattiche peseranno sulle gambe e sulla testa di tutti i calciatori. Tuttavia, Amorim mette subito in guardia lo spogliatoio su mentalità e sacrificio:

"All'inizio, con tutte le informazioni che vengono date, servirà un po' per far partire il motore. Quando si vuole vincere non si può sfuggire alle responsabilità. Calare di energia non si può".

Il pragmatismo dietro il bel gioco

Le parole di Amorim svelano la maturità di un tecnico moderno: l'obiettivo è un calcio spettacolare, offensivo, ma la via per arrivarci, come sappiamo, è fatta comunque di realismo. Il portoghese dimostra di non essere dogmatico ma un allenatore molto all'avanguardia. La vera sfida, però, sarà una sola: far digerire alla squadra la transizione tattica senza perdere punti all'inizio: riuscito il tecnico portoghese in questo intento?

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