Nel pomeriggio di oggi il primo faccia a faccia del tecnico portoghese con la stampa: inizia ufficialmente la nuova era rossonera. Le dichiarazioni in diretta
Milan, Amorim a Milanello: al centro sportivo lo accoglie il proprietario Cardinale
I riflettori del mondo calcistico sono tutti puntati sul quartier generale rossonero. La sala stampa di Casa Milan ha ospitato l'evento più atteso della stagione: la conferenza stampa di presentazione ufficiale di Rúben Amorim come nuovo allenatore del Milan. A testimoniare l'assoluta rilevanza del momento e la centralità del nuovo allenatore nel progetto societario, al fianco del tecnico portoghese siede una figura d'eccezione: il proprietario del Milan e fondatore di RedBird, Gerry Cardinale. Una presenza fisica e istituzionale di grande impatto, che sottolinea l'unità d'intenti tra la dirigenza e la nuova guida tecnica, nonché la volontà della proprietà americana di lanciare un segnale chiaro di vicinanza e investitura ufficiale all'ex tecnico di Sporting Lisbona e Manchester United.
Le aspettative attorno alle prime parole di Amorim in veste di tecnico del Diavolo sono altissime. I temi sul tavolo d'altronde non mancano:
- Identità tattica: le prime indicazioni sull'applicazione del suo celebre 3-4-2-1 e sull'adattamento della rosa attuale.
- Linee guida del mercato: il punto sulle trattative calde, la ricerca dei trequartisti ideali e la gestione dei big in rosa.
- Obiettivi stagionali: la roadmap tracciata insieme alla società per riportare il Milan a competere stabilmente per lo Scudetto e in Champions League.
08/07/2026 - 15:00
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Termina qui la conferenza stampa.
Quali sono gli sbagli che non deve assolutamente ripetere e cosa l'ultima esperienza gli ha insegnato: "La prima cosa è che è difficile spiegare gli errori. Dovrei spiegare i contesti. Sono l'allenatore del Milan e parlo del Milan, non so quali sono gli errori. Però ho imparato tantissimo. Sono orgoglioso di essere stato allenatore, ci sono cose che si potevano fare meglio, ho accumulato esperienza. Tutti imparano sulla base dell'esperienza. Poi c'è qualcosa che non si cambia, ma sarò un allenatore migliore".
Quanti acquisti pensa servano, magari sulla trequarti: "Allora, ci sono dei giocatori che giustamente rimarranno con noi. Chukwueze rimarrà con noi. A noi servono giocatori che sappiano fare l'1vs1 e lui è capace. Saelemaekers pure, può giocare a destra o sinistra. Non so cosa accadrà, però servono quei cinque o sei che non c'erano prima e troveremo in pre stagione. Conta poco da dove arrivano. Se si allenano bene e hanno le caratteristiche giuste, gli troveremo un posto. Prima di guardare fuori, guardiamo dentro. Poi capiremo, facendo attenzione al budget. Vogliamo fare le cose bene e scegliere i giocatori giusti".
Qual è la differenza tra giocare per vincere e giocare per non perdere: "Dunque, cosa posso dire... Posso dire come voglio giocare io. Ho rispetto per Allegri, ha tantissima esperienza. Però non voglio pensare al passato e come giocava il Milan, ma posso dire come voglio giocare io. Dominare con la palla. Abbiamo idee diverse ed è normale, ogni allenatore ha le sue idee. Poi cambierò un po' perché alcuni giocatori me le faranno smussare. Voglio un calcio bello e divertente. All'inizio, con tutte le informazioni che vengono date, servirà un po' per far partire il motore. Quando si vuole vincere non si può sfuggire alle responsabilità. Calare di energia non si può".
Se hanno un obiettivo per quando avere la rosa al completo: "Penso che il tema principale sia avere giocatori ancora al Mondiale o appena eliminati. Non possono avere tutti subito. Iniziare con questa squadra mi renderebbe felice. Ci saranno avversari forti, ma non ho ancora incontrato i giocatori. Devo vederli in allenamento. Più che la scadenza di quando avere tutto, è che voglio incontrare i miei".
Su Pulisic: "È un giocatore di talento. Si è fatto male, bisognerà fare valutazioni, ma è perfetto per il calcio in Italia molto spesso. Con squadre che si difendono bene e non danno spazio tra le linee. Ho le idee chiare su come vorrei vederlo giocare. Piede invertito, da sinistra. Molto dentro al campo, non sulla linea. Conosco i suoi punti di forza. Qualcuno l'ha criticato, ma recupererà bene e per noi è molto importante. Dicevo che non voglio parlare dei singoli, ma ci casco".
Quanto tempo serve per vedere il suo gioco: "Spero che possiate vedere qualcosa dall'inizio. So come funziona il calcio, non c'è mai tempo. Questo è un progetto a lunga scadenza, ma già dalla prima partita dovremo giocare in modo che la mano dell'allenatore si veda. Non possiamo cambiare l'idea dei tifosi in un giorno. Però per il gioco vado in quinta già dal primo momento. Dobbiamo dominare fin dall'inizio".
Vince chi è un grande uomo, al Milan manca qualcosa di questo tipo da anni, come pensa di mostrarsi nei confronti dei giocatori che hanno dubbi come Maignan e Rabiot e cosa pensa di dare umanamente a uno spogliatoio che deve ritrovarsi: "La cultura portoghese e italiani hanno a che fare col sentimento e il contatto. Sono fatto così. Con gli esseri umani è più facile avere collegamenti e contatti. Il mio contatto è sempre da vicino. Sarò sempre onesto con i miei uomini. Sarò equo e corretto. Difficile, ma si ottiene così la fiducia. Quando c'è connessione, le crepe si rimarginano. Penso di essere come voi. Mi piace il lato umano, il contatto. Abbiamo un gruppo eccezionale. Abbiamo tutto sotto controllo. Poi serve anche altro. La modalità più attraente di giocare: cerchiamo di farli giocare bene e aiuterà lo spirito di squadra".
Se gli hanno spiegato il contesto in cui è arrivato, due anni difficili e fallimenti. Cosa gli ha detto Cardinale per convincerlo e perché quest'anno il tifoso deve fidarsi del nuovo progetto, cosa è cambiato: "So che può essere dura per i tifosi uscire dal periodo. Conoscevo il contesto, ho studiato tanto anche l'atmosfera in città. So il contesto, che ha perso all'ultima partita. La cosa importante nelle riunioni è proprio come risolviamo la cosa. La risposta c'è stata ed è stata eccellente. Ora non posso dire che cambierà la vita e sarà meravigliosa. Ora bisogna lavorare. I tifosi sono intelligenti, non prendo in giro nessuno. Non posso dire che è tutto perfetto. Però prometto che farò il meglio per il Milan, che a volte non è quello che vogliono. Con gli errori fatti in passato, non farò il meglio per me. Farò il meglio per il Milan: si comincia lentamente, dal primo incontro. Vuol dire avere opportunità anche per i giovani. So l'affetto dei tifosi. Ho fatto errori, ne farò, non c'è da promettere nulla. Però c'è un percorso davanti. Sappiamo cosa vogliamo fare. Proveremo a vincere già dal primo. Poi il secondo, il terzo e così via. Mettiamoci al lavoro e vedremo".
Su Modric: "È un giocatore che vogliamo tenere, per la sua esperienza. Ci ho parlato due volte e se serve di nuovo non mi stanco. È fondamentale per noi. Non dico che giocherà e farà tutte le partite, bisogna osservare anche questa evoluzione. Però vogliamo contare su di lui. Ci ho parlato, ci hanno parlato i dirigenti, ora gli do qualche giorno per riposarsi".
Lui ha avuto Mourinho, che ha fatto bene a Milano, se avrà un approccio simile: "Io sono completamente diverso da Mourinho, una persona diversa. Ho imparato moltissimo da lui, ma non si può copiare nessuno. C'è uno stile diverso di gioco e spero di vincere. L'unica cosa in comune. Ho tanto rispetto per lui, penso di poterlo chiamare amico, ma sono diverso. Vedremo come andranno le cose, potrei dire più o meno cose. Tutti facciamo errori. Ho fatto errori a Manchester e posso imparare tanto.
Lui parte col vantaggio di essere presentato da Cardinale, cosa altro può aggiungere sul mercato e se ha deciso su Rafa Leao: "Non parlo di ogni elemento in particolare. Sono felice della squadra. Cardinale voleva far vedere quanto ci sta lavorando e quanto di lui c'è. Tutto questo ha a che fare col mercato. Noi dobbiamo valutare la squadra, valutare i profili e poi fare richieste. Poi tutti insieme decideremo la squadra migliore. Si può migliorare, possiamo approfondire le caratteristiche di ogni giocatore. Bisogna capire come giocano, ma come reagiscono. Se amano il calcio e vogliono stare qui. Bisogna capire questo, prima di tutto".
Se ha chiesto consiglio ai due portoghesi di due anni fa: "Li conosco, ma voglio fare qualcosa che porti avanti le mie idee. Devo toccare con le mie mani".
Cosa ha fatto sì che accettasse il Milan e come pensa di schierare la squadra: "Il primo ragionamento che ho fatto è stato: "non perché è il Milan". Sono andato alla prima riunione con certezze, so qual è la rivoluzione in corso. Gli ho detto che sono un allenatore, voglio farlo, ma prima di discutere del contratto è scattato qualcosa. Mi piacevano i principi. Bisogna fare più gol, prima di tutto. Poi c'è il percorso di ricerca per la squadra. Quando hai una storia come il Milan, quando c'è una squadra che vuole vincere, ci sono elementi per raccogliere la sfida".
Se la seconda stella è il suo grande obiettivo: "Ricordo sempre che quando ci si mette in gioco, ci si mette in discussione, bisogna vincere più partite possibili. Certo che vogliamo vincere. So che è difficile, ci sono mille ingredienti. Non so quale sia la sfida più importante. L'obiettivo ora è dominare il campionato".
Quando era allo Sporting c'era scetticismo e aveva detto "se andasse bene?", se se la sente di dirlo ora: "Sì, certo. Ci sono frasi piene di significato. Poi a parte il dire bisogna far corrispondere le azioni. So che è una sfida, ma è sempre più di un titolo. Appartenere alla storia di qualcuno è la sfida che mi piace. Posso dire che sono felice, anche se succedesse qualcosa, sono felice anche solo per aver provato. È qualcosa di personale, è difficile dire che raccolgo questa sfida. Avevo delle idee così come ne ho ora qui. Ero più giovane, forse ora ho più fame. Credo nel Milan, bisogna conoscere molto bene le caratteristiche del calcio italiano. Ora vediamo. Posso dire che tutto ciò che pensavo in quel momento è qualcosa in cui credo ancora oggi. Certamente andrà bene".
Su Goncalo Ramos e Rafa Leao: "Non voglio parlare di livello individuale. Certo, sono giocatori e c'è un costo. Non spetta a me dire perché è stato scelto. Facciamo ricerca attiva, non è solo il nome. Credo molto in lui. Avete visto con la Croazia, ha segnato con tre difensori addosso. Spesso in Italia succede proprio questo. Uno degli aspetti per quanto riguarda Goncalo è che le persone guardano il talento e basta. Io vedo un giocatore che gioca sempre bene, non solo cinque minuti. Serve questo tipo di lavoro. Bastano cinque minuti a guardarlo. Per me è più di un giocatore, è un messaggio. Bisogna fare questo sforzo. Sono felicissimo perché è stato veloce. Poi anche Rafa Leao ha giocato benissimo ed è uno dei migliori nostri giocatori. Lo dico in italiano, sono felice".
Se c'è un Milan del passato che lo ispira: "Innanzitutto Cardinale ha detto che vogliamo giocare a calcio, quindi niente pressione... Ancelotti lo ricordo, ma lo stile di Sacchi l'ho guardato tanto, ha cambiato tutto. Poi c'è Capello che ha la striscia di imbattibilità. Il passato del Milan non è solo la squadra, è il complesso anche coi giocatori. Quando si fa riferimento al Milan è la squadra in generale, le persone. Non riesco a scegliere un ricordo. Seguo il Milan da quando ero giovane. Sono tifoso delle mie squadre portoghesi, il Benfica, era una famiglia e questa anche. Ho bei ricordi, ora ci sono dentro e sento la responsabilità. Un campionato in cui è difficile vincere, è una bella sfida, vedremo".
Se ha avuto la sensazione che il Milan sia più un club, un'azienda o una famiglia: "Prima di tutto mi scuso di non parlare italiano. Per me è importante parlarlo, soprattutto per i tifosi. So l'importanza di essere allenatore del Milan e sapersi esprimere in italiano. Un onore essere qui. Sono felicissimo. Sento la città fatta di persone che ci seguono. Adoro Milanello, è strepitoso, eccezionale. Qualcuno dice sia vecchio, ma assolutamente no. C'è tutto. Il personale che ho incontrato è strepitoso, mi sento a casa e non potrei essere più felice".
Inizia la conferenza di Amorim.
Cardinale introduce Amorim: "È una giornata importante. Un piacere essere qui a Casa Milan a presentarvi il nuovo allenatore. Molte cose sono cambiate nell'ultimo mese, da fine stagione. Volevamo rivedere la nostra organizzazione. Ci sarà molto di nuovo. Il primo punto che mi sono posto è scegliere il meglio per l'allenatore. A volte si va prima dal capo, poi il DS, poi sotto. Abbiamo incontrato tantissime persone straordinarie in un mese, ma abbiamo fatto meeting di sei mesi. Vogliamo riportare il Milan al suo grande e glorioso passato. Questo è importante per noi, i giocatori e i tifosi. Dobbiamo respirare quell'aria, noi giochiamo per vincere, non solo per non perdere. Deve essere lo stile del nostro calcio. Attacco in ogni momento, calcio entusiasmante e bello da seguire. Vorrei creare una nuova cultura. Sono qui ora, basta col passato, in prima linea. Intorno a me c'è una squadra. Abbiamo lavorato per avere Amorim come pietra miliare. Il nostro team ha profondità. Da Almstad a Delmonte. Per me è importante parlare di loro, ho preso le mie persone migliori e le ho portate qui. Faremo sì che le azioni parlino da sole. Saremo felicissimi di iniziare questo percorso con voi e con Amorim. Lo ringrazio. Parola a lui".
Quasi tutto pronto per la prima conferenza di Amorim da allenatore del Milan
Alle ore 15:00, presso la sala stampa di 'Casa Milan', conferenza di presentazione del nuovo allenatore dei rossoneri, il portoghese Rúben Amorim. È quasi tutto pronto per l'inizio dell'evento.
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