Brocchi: “Non avrei esonerato Giampaolo: un allenatore ha bisogno di tempo”

Brocchi: “Non avrei esonerato Giampaolo: un allenatore ha bisogno di tempo”

Cristian Brocchi, ex giocatore ed allenatore del Milan, festeggia oggi un anno sulla panchina del Monza, compagine di Serie C capolista del Girone A

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN Cristian Brocchi, classe 1976, ex giocatore ed allenatore del Milan, festeggia oggi un anno sulla panchina del Monza, compagine di Serie C capolista del Girone A. Queste le dichiarazioni rilasciate da Brocchi ai microfoni di ‘gazzetta.it‘:

Sul 22 ottobre 2018: “Ricordo la firma negli uffici della Fininvest. E il giorno prima la telefonata di Adriano Galliani, abbiamo trovato l’accordo in 5 minuti. Si parlava di me fin da quando era cambiata la proprietà, ma non avevo sentito nessuno”.

Sul fatto di essere definito il cocco di Silvio Berlusconi: “Aveva apprezzato il mio lavoro nel settore giovanile, e allora? Conosceva le mie qualità, ho lanciato talenti come Gigio Donnarumma, Davide Calabria, Patrick Cutrone. Il Milan è una famiglia. E io sono in sintonia con l’idea di calcio di Berlusconi e Galliani”.

Sulla sua esperienza da allenatore al Milan: “La prima esperienza col Milan è stata breve, ma abbiamo giocato una grande finale di Coppa contro la Juventus: era la squadra che più si avvicinava alla mia idea di Milan”.

Sull’esonero di Marco Giampaolo: “Non l’avrei esonerato: un allenatore ha sempre bisogno di tempo”.

Sui suoi modelli di tecnico: “Fabio Capello è il mio mentore, gli ho rubato tanto dal punto di vista della gestione del gruppo. Da Carlo Ancelotti ho imparato i segreti del 4-3-1-2, da Cesare Prandelli la cura del dettaglio”.

Sulla definizione di predestinato datagli da Prandelli: “Da giocatore a me piaceva chiedere, ero curioso di tutto”.

Sugli ex centrocampisti allenatori migliori: “In generale sì, sono abituati a vedere il gioco da dietro”.

Sull’anno di esperienza in Cina con Capello: “Andare all’estero a lavorare ti aiuta a capire persone e realtà diverse”.

Sui paragoni con Capello: “Fanno parte del gioco, io ho modelli ma tengo le mie idee: sarei uno stupido se volessi scimmiottare Capello”.

Sul campionato del Monza: “Ho sempre giocato in squadre che avevano forti pressioni, ci sono abituato. E ho allenato il Brescia, che doveva salvarsi. Ma in Serie C le gerarchie si consolidano a fatica. I playoff sono un azzardo, la stagione è logorante”.

Sull’eventualità che Berlusconi non avesse comprato il Monza: “Non sarei andato in Serie C, avrei aspettato: non sono presuntuoso, ma ambizioso. Uno ambizioso sa quello che vale e ha un progetto in testa, uno presuntuoso si piace troppo, perde il senso della realtà”.

Sul momento più brutto con i brianzoli: “Il gol preso a tempo scaduto nella finale di Coppa che ci ha dato una posizione peggiore rispetto all’Imolese: l’abbiamo pagata nei playoff”.

Sul momento più bello: “Deve ancora arrivare, abbiamo vinto tanto, ma non basta”.

Sul suo rapporto con Berlusconi: “Prima della partita mi chiede come stanno i ragazzi. Li conosce tutti, ha voluto una scheda di ognuno. Consigli per la formazione? Mai dati, neppure nei due mesi e mezzo al Milan. Non vuole i tatuaggi? Non bisogna esagerare, io gli ho detto subito che avevo quello della Champions 2003. Radja Nainggolan nel Monza? Direi di no …”.

Su Davide Moscardelli, con quella barba … “Anche qui: serve la misura. I miei giocatori hanno la faccia pulita, da bravi ragazzi”.

Sul fatto se sia meglio giocare o allenare: “Giocare è il lavoro più bello del mondo, allenare ti dà, ma ti toglie tanto”.

Sulla vita a Monza: “Con Berlusconi l’attenzione mediatica si è ingigantita. Speriamo di rilanciare il senso di appartenenza brianzola”.

Su ‘San Siro’: “Va salvato, ricordo ancora i brividi della prima volta. Se va dato al Monza? Sarebbe una cosa romantica”.

Su Galliani: “Ha sempre tifato Monza: un bel modo per spiegare la sua scelta”.

Sul giocatore più romantico del Monza: “Andrea D’Errico, il capitano: è partito dalla D”.

Sul centro sportivo di ‘Monzello’: “Non ci sono camere, ma il centro è ottimo. E il ‘Brianteo‘ è stato abbellito, ora funziona anche l’ascensore. Stanno per arrivare le nuove luci. Avete presente lo stadio della Juventus?”. Il suo predecessore al Milan, Sinisa Mihajlovic, intanto prova un colpo di mercato clamoroso per il suo Bologna: continua a leggere >>>

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