Berlusconi a Sky: “Darò suggerimenti sul modulo a Giampaolo”

Berlusconi a Sky: “Darò suggerimenti sul modulo a Giampaolo”

Ecco le parole ai microfoni di Sky Sport, dell’ex presidente del Milan, Silvio Berlusconi

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

ULTIME MILAN – Silvio Berlusconi, ex patron e presidente del Milan, ha così parlato del momento attuale e passato dei rossoneri ai microfoni di Sky Sport: “Sarebbe bello che quello di oggi fosse il Milan degli immortali davvero. Ma tornando ai nostri tempi, il Milan ha fatto la storia della Serie A, cambiando il modo di giocare da un atteggiamento difensivista ad uno fatto di voglia di attaccare  e fare la gara. Dopo questo, è cambiato tutto il calcio europeo e mondiale”.

Sul suo primo Milan: “Poteva sembrare una follia pensare di costruire una squadra di quel tipo, ma lo era anche pensare ai progetti che ho dichiarato di voler realizzare, dato che ero sicuro di poterlo fare. Sia nelle televisioni, in politica, nelle costruzioni e anche nello sport. Tutti sorridevano, ma abbiamo raggiunto risultati incredibili”.

Sull’importanza del Milan nella sua vita: “Il Milan è stato un periodo importante della mia vita, nel quale ho cercato di essere parte di questa storia. È stata una storia in cui i protagonisti erano tutti coloro che erano intorno al Milan, non solo chi scendeva in campo. Ricordo tante cose di quel Milan, probabilmente la notte di Barcellona quando vincemmo la Coppa dei Campioni è stata forse la più bella della mia vita”.

Sul Milan odierno: “Il Milan di Maldini e Boban non lo posso guardare perché è il Milan che verrà. Ho guardato con dispiacere il Milan dell’ultimo anno perché era molto diverso dal Milan che avevamo creato noi, sia per i sentimenti con cui i giocatori scendevano in campo che per il modulo di gioco che non ho condiviso. Era un modulo troppo difensivo, con pochi tiri in porta”.

Su Marco Giampaolo: “Non so se sia l’uomo giusto per il Milan. Mi dicono che possa fare al Milan quello che il Milan chiede. Ho chiesto a Scaroni di poterlo incontrare con lui perché voglio passargli qualche suggerimento. Il primo è sul modulo, anche se so che nelle squadre che ha allenato ha già praticato questo modulo. Poi ho qualche suggerimento anche sui singoli giocatori, per il modo migliore in cui possono essere impiegati”.

Su Maurizio Sarri alla Juventus: “Il calcio ormai è un’attività professionale. Non c’è da stupirsi che un allenatore passi da una squadra alla sua rivale. Non posso fare altro che fare alla Juventus e a Sarri i migliori auguri”.

Una curiosità sul Milan di Sacchi: “Quando a Barcellona incontravamo lo Steaua in finale. Io uscii dallo spogliatoio per qualche minuto, dove restavo sempre prima delle partite. Quando tornai dissi che ero stato nella cappella dello stadio, mi guardarono dubbioso, io dissi che dovevo chiedere aiuto al padre eterno e poi che gli avevo ricordato che i nostri avversari erano dei comunisti, una cosa molto importante”.

Sulla cessione del club: “C’era la necessità per noi di non continuare con queste spese che con l’ingresso nel mondo del calcio dei proprietari del petrolio erano esageratamente elevate. Fummo costretti. La vendita al proprietario successivo, al cinese, fu determinata dal fatto che lui, tra i vari personaggi che avevamo sentito, era quello che si fece più avanti con decisione. Pensavamo però che si affidasse a una dirigenza diversa e che potesse assumere professionisti veri del calcio a cui affidare la squadra. Non è successo così. Ha avuto anche tanti guai dal punto di vista aziendale e le cose sono andate in questo modo. Ora c’è un fondo di previdenza che si sta interessando perché vuole portare il Milan ad essere protagonista in Italia e in Europa in modo tale da poterlo cedere poi a qualcuno che si faccia avanti e che abbia quelle caratteristiche di affidabilità necessarie per diventare proprietario di una squadra come il Milan”.

Su un suo ipotetico ritorno al Milan: “Non credo perché la vita passa purtroppo. Oggi sono impegnato in altre cose e il mio sogno è quello di convincere gli italiani ad una maggioranza che possa consentirci di fondare un governo che possa rendere l’Italia quella democrazia che non è stata negli ultimi anni e farci difendere i cittadini dalla pressione finanziaria, burocratica e giudiziaria”. Intanto, ecco le parole di questa sera di Arrigo Sacchi: continua a leggere >>>

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