Il Milan valuta Jaissle come piano B dopo Ruben Amorim. Focus sul 'gegenpressing' del discepolo di Rangnick, le cifre del contratto e la rivoluzione tecnica
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Come detto il primo nome per la panchina del Milan è quello di Ruben Amorim, ma aspettando la possibile ufficialità, restano in corsa anche altri nomi per i rossoneri. La prima alternativa è infatti Matthias Jaissle attuale allenatore dell'Al Ahli che all'età di 38 anni ha già vinto due Champions League asiatiche ed è uno dei volti nuovi del calcio tedesco. Jaissle proviene dal Salisburgo e dalla galassia Red Bull di Rangnick. Come scrive La Gazzetta dello Sport, Jaissle piace a tutti nel Milan, da Gerry Cardinale a Zlatan Ibrahimovic, passando per le agenzie di head hunter e finendo con gli analisti di big data coinvolti nella ricerca del nuovo allenatore rossonero.
Il fattore economico: la clausola rescissoria con l'Al Ahli
Ecco perché piace: è giovane, pratica un calcio in linea offensiva che valorizza i giovani talenti e ha una spiccata personalità. Il problema resta il costo che serve per liberarlo dall'Al Ahli: chiunque voglia prenderlo deve corrispondere al club arabo il valore residuo del suo contratto, quindi circa 12 milioni di euro. Una cifra molto alta, che il Milan potrebbe in parte investire per liberare Markus Krösche (primo nome per la dirigenza) e in parte sul mercato. A meno di sorprese o di aperture del club arabo, la trattativa resta complessa a livello economico.La lavagna tattica di Jaissle: gegenpressing e verticalità
Matthias Jaissle propone un calcio molto aggressivo che cerca i ritmi alti e la verticalità appena possibile, plasmato dalla filosofia del sistema Red Bull visto che è stato discepolo di Ralf Rangnick. La chiave tattica resta il recupero del pallone con un pressing importante e costante in fase di non possesso.Predilige la difesa a quattro, visto che può giocare con il 4-3-1-2 o il 4-2-3-1, ma i principi restano gli stessi. Aggressione importante in fase di non possesso, con il principio del 'gegenpressing' orientato sulla palla. Si vuole creare densità e superiorità di uomini intorno al pallone per recuperarlo il prima possibile, mentre si cerca di spingere gli avversari a giocare verso l'esterno per poi bloccarli. Al recupero del pallone si cerca subito la velocità e il gioco verticale, le due punte si muovono costantemente mentre i centrocampisti si abbassano in difesa per iniziare la manovra offensiva.
Rivoluzione Milan: il confronto e le gerarchie per la panchina
Jaissle porterebbe quindi un calcio totalmente diverso rispetto a quello visto in questa stagione con Massimiliano Allegri che prediligeva una squadra bassa dietro la linea del pallone e con un pressing praticamente assente. Al momento Jaissle resta la prima alternativa ad Amorim, totalmente favorito per diventare il nuovo allenatore del Milan.© RIPRODUZIONE RISERVATA