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Pulisic si è incartato nel Milan: il suo futuro tra il caso rinnovo e il diktat di Cardinale

Christian Pulisic, attaccante AC Milan, potrebbe lasciare i rossoneri nel calciomercato estivo 2026
Christian Pulisic al bivio tra il crollo nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri nell'ultima stagione e lo stallo sulle trattative del rinnovo di contratto con il Milan. Le richieste d'ingaggio e il piano di Gerry Cardinale per l'attaccante statunitense
Daniele Triolo Redattore 

Mancano pochissimi giorni al 13 giugno, data in cui Christian Pulisic farà il suo esordio ufficiale ai Mondiali 2026 guidando gli Stati Uniti d'America nella sfida inaugurale contro il Paraguay. Un evento storico, quello della kermesse iridata vissuta davanti al proprio pubblico, che con ogni probabilità ha finito per condizionare la seconda parte della stagione dell'attaccante con la maglia del Milan.

I dati statistici della sua ultima annata rossonera evidenziano una vera e propria inversione di tendenza nelle prestazioni di "Capitan America", divisa nettamente in due blocchi temporali:


  • Le prime 15 partite: un avvio devastante caratterizzato da ben 10 gol messi a segno e 2 assist vincenti.
  • Le successive 19 presenze: un crollo verticale nel rendimento, con appena 2 assist a referto e nessuna rete realizzata.
  • L'ultimo sussulto del classe 1998 in maglia rossonera risale addirittura al 28 dicembre 2025, nel rotondo 3-0 inflitto al Verona. Una volta tornato a respirare l'aria della sua Nazionale, tuttavia, Pulisic ha dimostrato di non aver smarrito il proprio smalto, mettendo subito a referto un gol e un assist nel test amichevole disputato contro il Senegal.

    Il diktat di Gerry Cardinale e il nodo geopolitico

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    La ferma intenzione della proprietà del Milan è quella di trattenere il giocatore a Milano per rilanciarlo centralmente nella stagione 2026-2027. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, questo rappresenta un vero e proprio diktat del proprietario Gerry Cardinale.

    Per il numero uno di RedBird, la permanenza del connazionale Pulisic va ben oltre il mero fattore tecnico. Bensì rappresenta un asset fondamentale per una questione di immagine, marketing e consolidamento del brand rossonero sul mercato statunitense. Dal lato del calciatore, però, la situazione si fa decisamente più ingarbugliata.

    La complessa situazione contrattuale e lo stallo sul rinnovo

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    Il contratto che lega l'attaccante al Milan scadrà ufficialmente il 30 giugno 2027. Il club rossonero vanta una clausola d'opzione unilaterale per estendere il matrimonio fino al 30 giugno 2028 alle medesime cifre attuali. Ovvero 4 milioni di euro netti a stagione più bonus. Nonostante questa garanzia burocratica, l'impressione diffusa è che il calciatore voglia sfruttare la vetrina del Mondiale casalingo per rispolverare la propria immagine internazionale e attirare nuovi estimatori all'estero.

    Non appare casuale il fatto che ogni dialogo per il rinnovo contrattuale si sia arenato per ben due volte, a causa di una serie di motivazioni profonde:

  • Le richieste economiche: si registra una distanza marcata sulle cifre dello stipendio, con indiscrezioni che parlano di una richiesta del giocatore superiore ai 5 milioni di euro netti all'anno, e fonti più estreme che quantificano la domanda addirittura a 8 milioni.
  • L'equivoco tattico: il giocatore è stato fortemente penalizzato dal sistema di gioco utilizzato nell'ultimo anno. Il 3-5-2 varato da Massimiliano Allegri ha progressivamente incartato Pulisic in compiti tattici non graditi, limitandone l'estro nell'ultimo quarto di campo.
  • Il fattore nuovo allenatore e le tempistiche del mercato

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    Il futuro dello statunitense potrebbe tuttavia essere riscaldato dall'imminente cambio della guardia sulla panchina del Milan. L'arrivo ormai probabile di un nuovo tecnico (conOliver Glasner in pole position), portatore di principi di gioco differenti e moduli più offensivi, potrebbe spingere Pulisic a rivedere i propri piani e a sposare nuovamente la causa milanista.

    Ogni scenario resta al momento congelato. La concentrazione del calciatore è rivolta esclusivamente alla rassegna iridata. Fino alla metà di luglio, difficilmente si muoveranno tasselli definitivi sul futuro del numero 11 rossonero.