Il Milan di Amorim e la linea dura sul mercato. I dettagli sui prestiti di Gimenez e Nkunku e il precedente pericoloso creato con Fikayo Tomori
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Uno degli argomenti del mercato estivo del Milan è stato quello degli esuberi. Ruben Amorim ha deciso di mettere fuori progetto alcuni calciatori senza che questi si potessero allenare insieme alla squadra: secondo La Gazzetta dello Sport se in futuro ci saranno elementi considerati non funzionali, la linea sarà la stessa usata per Tomori, Fofana, Nkunku e Santiago Giménez ovvero i calciatori non lavoreranno più con il gruppo.
Il retroscena Fofana e la formula dei prestiti
Fofana, che ha rifiutato di andare in Turchia, si è convinto all’ultimo minuto ad accettare il Siviglia per evitare di restare in tribuna fino alla sessione invernale. È stata una scelta molto divisiva quella del club che a conti fatti non ha proprio pagato sul mercato.
Tutti i giocatori fuori dal progetto di Amorim sono stati ceduti in prestito:
- Santiago Giménez: è l'unico per cui c'è la possibilità di un obbligo di riscatto se verranno raggiunte determinate condizioni.
- Gli altri casi: si tratta o di prestiti secchi o con diritto di riscatto senza obblighi garantiti.
Non c'è stato quindi un introito economico per il Diavolo, ma 'solo' un alleggerimento per quanto riguarda il monte ingaggi, comunque un fattore da non sottovalutare.
La strategia societaria e il cortocircuito sul caso Tomori
Se il Milan avesse tentato un approccio più soft sarebbe cambiato qualcosa? Impossibile saperlo con certezza, ma è possibile che i rossoneri avrebbero potuto incassare più soldi immediati senza dichiarare quasi pubblicamente quali calciatori fossero fuori progetto e quindi sul mercato. Chiaro che facendo così, i possibili acquirenti hanno il coltello dalla parte del manico e spingono per condizioni a loro favorevoli, come appunto prestiti senza obbligo.Il caso Tomori poi fa storcere il naso e aprire la discussione: se il calciatore è stato messo fuori progetto, con tutti i rischi del caso, poi reintegrarlo perché non si sono trovate soluzioni sul mercato, rischia di fare crollare tutta l'idea iniziale. Sicuramente Tomori sarà utile come alternativa dalla panchina, ma si lancia un segnale pericoloso e un possibile precedente: perché gli esuberi dovrebbero trovarsi una squadra se poi c'è sempre la possibilità di tornare in gruppo?
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