L'attaccante frena l'addio dopo il gol al Mondiale: previsto un vertice con Amorim che potrebbe valutare il passaggio al 3-4-3 per inserirlo nel progetto

- Milano
È uscita la nuova canzone di Rafael Leão, attaccante AC Milan

"Ho fatto la guerra con i miei demoni": la nuova canzone di Leão (girata a San Siro) fa discutere

Prima della partenza per i Mondiali, la rottura sembrava ormai insanabile. Lo strappo con il Milan e le numerose dichiarazioni in cui, in pratica, ha considerato finito il suo ciclo in rossonero hanno testimoniato a più riprese la sua voglia di salpare verso altri lidi, con una netta preferenza per la Premier League o la Liga spagnola. Ora, invece, Rafael Leão prova a "ricucire" con il club di Via Aldo Rossi. Se la toppa che ha provato a mettere dopo il match Portogallo-Uzbekistan di due sere fa reggerà, lo si capirà soltanto una volta conclusa la rassegna iridata.

Dopo la netta vittoria per 5-0 (la classica "manita") della Nazionale allenata da Roberto Martínez contro la selezione guidata da Fabio Cannavaro, alla quale Leão ha partecipato attivamente firmando il quinto e ultimo gol lusitano appena cinque minuti dopo il suo ingresso sul terreno di gioco, l'attaccante del Milan ha parlato ai media. Per la prima volta dopo settimane di gelo, il calciatore ha usato parole decisamente più concilianti nei confronti dell'ambiente rossonero: «Rúben Amorim è molto bravo, ha fatto bene in Portogallo, allo United non è andata come voleva ma resta un grande allenatore. Decido la mia vita dopo il Mondiale», ha dichiarato Leão.

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La parziale retromarcia di Leão e il fattore Rúben Amorim

Queste dichiarazioni hanno spinto più di un addetto ai lavori a pensare a una parziale retromarcia rispetto alle riflessioni proferite non tanti giorni fa. Il tono dei precedenti interventi, infatti, non lasciava spazio a molte interpretazioni: "Ho dato tutto al Milan, ho voglia di un altro campionato e di una nuova sfida: mi piacciono Premier League e Liga", oppure "Ho vinto in rossonero quello che volevo vincere, me ne andrò contento da qui".

Secondo quanto rivelato da 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, la situazione è in evoluzione. Come già accaduto per gli altri giocatori più rappresentativi e leader della rosa, Leão avrà un contatto diretto con il nuovo allenatore milanista, Rúben Amorim. I due si confronteranno faccia a faccia per capire se gli obiettivi personali del calciatore e i piani tecnici del club possono ancora coincidere o meno.

I nodi tattici: dal 3-4-2-1 al 3-4-3 per fare spazio a Rafa?

Il tecnico portoghese vuole comprendere a fondo se la reale voglia di andare via di Leão sia passata o se si tratti solo di dichiarazioni di facciata. Allo stesso tempo, qualora il classe 1999 avesse davvero riaperto alla sua permanenza al Milan, Amorim dovrà valutare se sia opportuno concedergli una nuova centralità nel progetto tecnico.

Un eventuale reintegro a pieno regime costringerebbe l'allenatore a rivedere parzialmente il suo assetto tattico di base. Il suo classico 3-4-2-1, che prevede due trequartisti puri a muoversi sotto la prima punta, dovrebbe trasformarsi in un 3-4-3. In questo modo si andrebbe a valorizzare il gioco con due esterni offensivi veri e propri, ruolo in cui l'ex Lille riesce a esprimere il massimo del suo potenziale in accelerazione e uno contro uno. Una transizione tattica assolutamente possibile, ma che si concretizzerà soltanto se il giocatore dimostrerà sul campo di essere incredibilmente motivato. In caso contrario, le strade si separeranno definitivamente.

Le cifre del mercato: la valutazione del Milan e la tentazione Arabia

Sul fronte del calciomercato, la posizione della dirigenza milanista resta ferma: per la cessione del cartellino di Rafael Leão si valuteranno offerte non inferiori a 50 milioni di euro. Tuttavia, stando a quanto riferito dalla 'rosea', al momento non si registrano offerte concrete o proposte ufficiali sulla scrivania del club di Via Aldo Rossi per il nativo di Almada. Club di prima fascia come Barcellona e Manchester United, destinazioni che il calciatore gradirebbe particolarmente per il suo futuro professionale, non hanno dato un seguito reale ai sondaggi esplorativi effettuati nelle scorse settimane. In questo scenario, l'unica opzione economicamente solida e rimasta valida porta in Arabia Saudita. Sullo sfondo c'è il pressing continuo di Theo Hernández, il quale starebbe spingendo l'amico Rafa a raggiungerlo all'Al-Hilal guidato in panchina da Simone Inzaghi, con l'obiettivo di ricostruire in terra saudita la celebre catena mancina denominata 'Theão'.

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