Santiago Giménez ha trovato l'intesa con il Porto. Il Milan ha rifiutato 15 milioni e ne chiede 20 con obbligo: André Villas-Boas gioca di strategia
Gli esuberi del Milan: chi li vuole, quanto costano e cosa potrebbe succedere
Il braccio di ferro tra il Milan di Gerry Cardinale e gli 'epurati' di Rúben Amorim si arricchisce di un nuovo capitolo: secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, mentre per Fikayo Tomori e Youssouf Fofana la situazione a Milanello resta in stand-by, l'attaccante messicano Santiago Giménez è diventato l'assoluto protagonista delle ultime ore di calciomercato. Il centravanti, escluso dalla lista della Serie A e costretto ad allenarsi a parte, ha già raggiunto un'intesa di massima con il Porto, club della Primeira Liga presieduto da André Villas-Boas. Resta tuttavia da colmare la distanza economica tra la dirigenza rossonera di Via Aldo Rossi e la controparte lusitana per evitare lo spettro di finire definitivamente fuori rosa dopo il 2 settembre, alla chiusura della finestra trasferimenti.
La proposta del Porto e il muro del Milan: ballano formula e milioni
A differenza dei suoi compagni di reparto, il 'Bebote' Giménez ha mosso passi concreti verso l'addio, definendo da giorni i termini contrattuali con i 'Dragões'. Il vero ostacolo alla fumata bianca è rappresentato dal mancato accordo tra i due club sulle cifre e sulla formula del trasferimento. La dirigenza del Porto ha presentato una prima offerta ufficiale basata su un prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. Una proposta giudicata insufficiente e rispedita immediatamente al mittente dal management milanista.Il Milan non ha intenzione di svendere l'attaccante e ha fissato le proprie condizioni: la base di partenza deve essere un prestito oneroso, con un diritto di riscatto pronto a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni sportive, per una valutazione complessiva di 20 milioni di euro. Una distanza di 5 milioni che, al momento, blocca l'intera operazione di mercato.
La strategia di Villas-Boas e il rischio di inserimenti dell'ultimo minuto
Dal Portogallo, per ora, l'ordine è quello di temporeggiare. Il club presieduto da André Villas-Boas non ha ancora formulato un rilancio ufficiale, preferendo adottare una strategia d'attesa. L'obiettivo dei lusitani è chiaro: sfruttare la pressione temporale delle ultime ore della sessione estiva, scommettendo sul fatto che il Milan, pur di liberarsi dell'ingaggio del messicano ed evitare di mantenere un separato in casa, possa cedere e accettare condizioni più vantaggiose.© RIPRODUZIONE RISERVATA