Le dichiarazioni integrali del tecnico rossonero in vista del match di San Siro: dai chiarimenti sul futuro di Rafael Leão alle parole d'amore per Adrien Rabiot, fino alla gestione del giovane Francesco Camarda

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Le parole di Rúben Amorim nella conferenza stampa alla vigilia di Milan-Venezia scuotono il calciomercato: il tecnico del Milan ha blindato Adrien Rabiot e annunciato l'esclusione di Rafael Leão dalle rotazioni immediate, facendo chiarezza sul futuro del portoghese prima della sfida di Serie A a San Siro.

Rivivi la diretta testuale del nostro inviato a Milanello Stefano Bressi, con tutte le dichiarazioni dell'allenatore rossonero su Camarda, la gestione del gruppo e i retroscena sulle ultime trattative estive.

Termina qui la conferenza stampa.

Se serve un altro attaccante: "Non mi piace parlare prima della fine del mercato, può succedere tanto. Sappiamo che Camarda ha bisogno di tempo, ma anche di spazio. Possiamo anche usare un falso nove. Da allenatore credo in lui e voglio trovarmi nella situazione in cui non ho altre opzioni oltre a Camarda, aiuterà me e la sua crescita. Ramos ora è un altro livello, Camarda si sta abituando al nostro gioco, ma ha bisogno di sentirsi importante e di essere il nostro secondo attaccante. Così nel momento di necessità è pronto. Quando ti senti importante è più facile. Avrà spazio per giocare e credo fermamente in lui. Ramos è un'altra cosa, è costato 70 milioni. È un nuovo progetto e a volte bisogna creare le condizioni per cui se manca un giocatore siamo costretti a mettere Camarda: deve sentirsi il nostro attaccante. Ci sarà, deve sapere che gioca al Milan e bisogna vincere, nonostante la giovane età. Deve essere pronto. Ci vuole tempo, anche da parte vostra".

Se si sente al sicuro con i difensori che ha, se sono quelli giusti per fare ciò che vuole: "In ogni squadra hai bisogno di giocatori veloci. Dipende dal campionato. Per esempio in Inghilterra se ha giocatori veloci, ma bassi, soffri. Credo che le qualità siano le stesse per ogni giocatore. Quando giochi in una grande devi essere veloce perché ci sono transizioni, devi essere bravo palla al piede per dominare la partita e anche nei duelli 1 vs 1. Le tre qualità sono velocità, capacità palla al piede e abilità nei duelli".

Se in settimana si è innamorato di qualcun altro: "Amo tutti allo stesso modo. Dovrei nominare qualcuno perché chi nomino segna, ma amo tutti. Lavorano tutti bene. Bisogna dar merito ai giocatori, ma anche all'allenatore precedente. C'è una cultura qui. Anche lo staff merita applausi. Io adoro tutti quelli che ho, a volte si parla troppo dei calciatori che devono arrivare".

La squadra ha assimilato bene i concetti, ma cosa non vuole rivedere: "Penso che negli ultimi 15 minuti abbiamo sofferto un calo fisico. Modric ha fatto pochi allenamenti e partite, anche Rabiot era arrivato da poco. I difensori centrali non erano abituati ad andare a prendere così alti gli avversari, serve tempo. Potevamo gestire meglio il possesso palla. Poi bisogna dare merito ad Abate e ai suoi, dovete ricordare anche che loro hanno messo dentro tanti giocatori offensivi. Adams era fresco, Chukwueze era stanco, ma avevamo fatto cinque cambi. Non possiamo risolvere tutti i problemi in una partita, ma sarebbe già un passo avanti arrivare a 80 minuti invece che 75. Abbiamo pressato, col Torino era facile leggere le intenzioni, era sistema contro sistema. Col Venezia sarà diverso".

Se sceglierà i quinti in base al Venezia e quali sono le coppie di quinti che ha: "Può giocare sia con che al posto di Chukwueze, ma è importante avere un giocatore con stesse caratteristiche. Se manca uno, l'altro non deve far sentire la mancanza. Possiamo giocare in alcune partite con due ali, magari anche alla fine per vincere. Però tendenzialmente contro una linea di centrocampo a 4 giochiamo con Bartesaghi per difendere a 4".

Se dobbiamo considerare Rabiot trequartista o centrocampista e quanti minuti ha Pulisic: "Pulisic non partirà dall'inizio, non sta ancora bene, però vedremo se giocherà qualche minuto. Rabiot può fare entrambe le cose, dipende dalla partita e cosa vogliamo fare. So che è abituato a giocare più arretrato, ma l'ho visto giocare davanti con il Marsiglia di De Zerbi e l'ha fatto molto bene. È molto intelligente, ha tiro da fuori. Anche col Torino, si è allenato tre volte, ma sapeva che Chukwueze l'avrebbe messa lì, è molto intelligente".

Se ha capito il motivo delle difficoltà del Milan lo scorso anno con le neopromosse e se ha cambiato qualcosa: "Penso che abbiamo parlato nella scorsa conferenza delle difficoltà. Penso che la squadra fosse concentrata con le grandi e poco con le piccole. Non può succedere di sottovalutare gli avversari, forse mancava umiltà. Non lo so, non c'ero. Ma ci sono 3 punti per ogni partita, ogni partita deve essere la più importante. Non possiamo sapere quale sarà la partita decisiva. Se restiamo concentrati in ogni partita, possiamo vincerle tutte. Altrimenti possiamo non vincere anche con una di Serie B: ci vuole umiltà. Ora il Venezia è la squadra più forte del mondo, bisogna avere questa mentalità. Poi possono succedere le sconfitte, ma solo perché gli avversari sono stati migliori, non perché non siamo stati umili".

Sull'estate di Maignan, come sta mentalmente e sullo status da capitano in discussione: "Una cosa che ho imparato è che devo vedere le cose con i miei occhi. Si possono leggere tante cose... Ho parlato con Maignan, è un leader e si vede in ogni allenamento, palle inattive, tutti i dettagli. È concentrato su tutto ed esige rispetto. È un giocatore molto importante, vogliamo rimanga, mi sembra molto felice, ha un'ottima relazione col preparatore dei portieri. Non ho i social e non mi importa cosa succede e si dice lì. Il modo in cui si allena, si pone con gli altri, è importante e sono contento sia rimasto".

Quanto Rabiot è importante e quanto ha voluto restare: "È fondamentale, amo tutto di lui. Non lo conoscevo prima di arrivare qui. L'abbiamo voluto tenere e vogliamo rinnovargli il contratto, lo sa. È professionale, è uno dei giocatori centrali anche nella sua Nazionale, una delle più forti al mondo. Aiuta anche i giovani in allenamento. Non è ancora al meglio, è cruciale per noi, è stato decisivo con pochi allenamenti".

Se è attraverso il bel calcio che vuole costringere a cambiare opinione sul Milan tutti e perché si mette sempre in ginocchio in panchina: "Non penso a come mi metto in panchina, mi metto in base a come mi sento. Non ho idea di cosa faccio in quel momento. Preferisco che le persone pensino che non siamo pretendenti. Abbiamo bisogno di tempo. Dobbiamo giocare senza che il livello scenda troppo. Una partita non cambia nulla. Una squadra può giocare bene una partita, bisogna tenere il livello. Bisogna mantenere il livello degli allenamenti alto, come adesso, così da migliorare tutti. Tutti devono sentirsi coinvolti. Difficile trovare questo equilibrio. Però sì, vogliamo giocare un buon calcio per vendere meglio il prodotto".

Se è attraverso il bel calcio che vuole costringere a cambiare opinione sul Milan tutti e perché si mette sempre in ginocchio in panchina: "Non penso a come mi metto in panchina, mi metto in base a come mi sento. Non ho idea di cosa faccio in quel momento. Preferisco che le persone pensino che non siamo pretendenti. Abbiamo bisogno di tempo. Dobbiamo giocare senza che il livello scenda troppo. Una partita non cambia nulla. Una squadra può giocare bene una partita, bisogna tenere il livello. Bisogna mantenere il livello degli allenamenti alto, come adesso, così da migliorare tutti. Tutti devono sentirsi coinvolti. Difficile trovare questo equilibrio. Però sì, vogliamo giocare un buon calcio per vendere meglio il prodotto".

Se è attraverso il bel calcio che vuole costringere a cambiare opinione sul Milan tutti e perché si mette sempre in ginocchio in panchina: "Non penso a come mi metto in panchina, mi metto in base a come mi sento. Non ho idea di cosa faccio in quel momento. Preferisco che le persone pensino che non siamo pretendenti. Abbiamo bisogno di tempo. Dobbiamo giocare senza che il livello scenda troppo. Una partita non cambia nulla. Una squadra può giocare bene una partita, bisogna tenere il livello. Bisogna mantenere il livello degli allenamenti alto, come adesso, così da migliorare tutti. Tutti devono sentirsi coinvolti. Difficile trovare questo equilibrio. Però sì, vogliamo giocare un buon calcio per vendere meglio il prodotto".

Le emozioni sulla prima a San Siro e che partita si aspetta: "Sarà un giorno speciale, sentirò la responsabilità. Sarò focalizzato sulla partita, ma spero di godermi il momento della prima volta a San Siro. Mi aspetto una partita difficile. Ho visto la loro prima partita, se guardate solo il risultato non capite che squadra sia. Abbiamo fatto vedere tante immagini ai giocatori. Ci sarà tensione a San Siro, loro vorranno il possesso. Dobbiamo essere intelligenti e umili nel modo in cui pressiamo e corriamo. Dobbiamo gestire bene la palla e anche cattivi con la palla. Faranno marcatura a uomo a tutto campo, soprattutto all'inizio. Mi aspetto una buona partita. La Serie A viene venduta male, qui ci sono ottimi allenatori con ottime idee. Il modo in cui si vende il prodotto è importante quanto la qualità stessa. Mi aspetto una partita in cui loro non hanno responsabilità, noi sì. I nostri tifosi vorranno che teniamo palla sempre. Se non dovessimo ragionale con la palla, potremmo soffrire. Umiltà è la parola chiave, bisogna fare le cose bene per vincere".

Se rimanesse Rafa Leao ci punterebbe: "Ne potremo parlare tra cinque giorni. Difficile parlare di situazioni individuali. Capisco voi, ma vi prometto che nella prossima conferenza parleremo di mercato. Rafa Leao è un giocatore fortissimo. Con la giusta mentalità può giocare in ogni squadra, ma bisogna averla. A volte arriva un momento in cui bisogna andare via. Noi siamo in mezzo. Sapete meglio di me cosa sta succedendo, un po' di pazienza. Pensiamo al Venezia, non stiamo parlando di loro, di Stroppa, della prima a San Siro... Io penso solo alla partita. Vi prometto che poi parleremo di mercato".

Se numericamente in difesa serve un giocatore: "Dobbiamo focalizzarci sulla partita. Abbiamo giocatori importanti, anche in difesa, anche giovani che hanno bisogno di minutaggio. Non possiamo concentrarci solo su una finestra di mercato per risolvere i problemi. Dobbiamo pensare che ogni azione influenza cinque anni, servirà tempo per sistemare tutto. Magari ci sono giovani che sorprenderanno. C'è tanta fretta, io sono vecchio stampo e preferisco prendermi tempo. Ci saranno giovani che faranno fatica in alcune partite, ma anche sorprese. Potevo pensare che Cisse non fosse pronto, giocava in Serie B, non l'avrei schierato, ma ha giocato bene. Tutto ciò che facciamo avrà un impatto sul futuro e possono esserci sorprese. Serve calma e pazienza".

Se quelli messi fuori dal progetto non trovassero squadra, sarebbero reintegrati: "Voi siete bravi a fare il vostro lavoro. Sapete che se anche uno non fa parte del progetto non è detto che debba partire. Non è che non sono buoni calciatori o persone, ma è impossibile reintegrarli. Perché saremmo troppi in allenamento, in 27, nessuno sarebbe pronto. Abbiamo una responsabilità però di mettergli a disposizione le strutture per allenarsi. Al momento il mercato è aperto, ma dobbiamo concentrarci sul Venezia.

Se è contento sia l'ultima partita con il mercato aperto, se è soddisfatto della squadra di oggi e un aggiornamento su Rafa Leao e Ricci: "Come ho già detto sono molto contento della squadra. Non so cosa succederà da qui alla fine, se dovesse arrivare qualcuno sarebbe perché potrebbe aiutarci nel presente e nel futuro. Rafa Leao ha fatto un solo allenamento e non è pronto. Cercherò di scegliere i migliori. Dobbiamo solo aspettare cinque giorni la fine del mercato, poi parleremo di tutto, non abbiamo niente da nascondere".

In amichevoli tanti cambiamenti, poi dal Manchester United la formazione è rimasta uguale, se serve per trovare identità di gioco: "Dobbiamo pensare a creare un meccanismo e creare stabilità. Non possiamo giocare sempre con la stessa squadra ogni tre giorni. Vogliamo essere competitivi, vincere trofei, quindi dobbiamo fare rotazioni e coinvolgere tutti. Anche gli avversari cambieranno ogni settimana, non troveremo le stesse difficoltà di settimana in settimana. Dobbiamo trovare caratteristiche diverse in ogni giocatore per avere più soluzioni".

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