Ieri il Milan è sceso in campo con il 4-4-2 invocato da molti, ma ancora una volta non è riuscito a battere il portiere avversario
<strong>TATTICA</strong>
L'esempio della Lazio, squadra rodata negli uomini e nel modulo ormai da diverso tempo non è casuale: per essere incisivi vicino alla porta non serve solo qualità nei singoli, ma un gioco ben organizzato in cui tutti abbiano bene in mente cosa devono fare. Ieri il Milan, tanto con Andrè Silva e Cutrone, quanto con Kalinic al posto di Silva, non è mai riuscito a organizzare la manovra in maniera equilibrata. I due attaccanti, spesso, si sono pestati i piedi andando a fare gli stessi movimenti nelle stesse parti del campo. In particolare nessuno tornava indietro per dare un appoggio al centrocampo, ma entrambi cercavano la profondità nel cuore dell'area di rigore, creando un ingorgo nella zona nevralgica del campo e consentendo ai difensori avversari di stare compatti e di marcare, con relativa facilità, tutto il fronte offensivo rossonero e non è un caso, quindi, che ieri il Milan sia riuscito a produrre la bellezza di 48 cross, ma che solamente il 15% di questi siano stati raccolti da un giocatore con la maglia rossonera.
CLICCA PER ANDARE ALLA PROSSIMA SCHEDA
© RIPRODUZIONE RISERVATA