Alla luce delle tante assenze il Milan e Rino Gattuso si sono trovati costretti a cambiare modulo, ma la difesa a tre ha tenuto botta

Le tantissime assenze, la necessità di concedere un turno di riposo al Capitano Alessio Romagnoli in vista della Juventus. Una serie di circostanze, dunque, hanno portato il Milan a scendere in campo in Europa League contro il Betis con un 3-5-2 quasi inedito. Una scelta, che non ha pagato per il "Diavolo", che nel corso del primo tempo ha subito costantemente il possesso palla e le iniziative degli avversari, passati meritatamente in vantaggio con Lo Celso.

All'intervallo, però, Rino Gattuso, ha cambiato le cose in corsa e pur mantenendo una linea difensiva a tre uomini ha cambiato il Milan. Borini è passato nel tridente offensivo e Laxalt ha alzato il baricentro della sua zona di azione: i rossoneri sono passati al 3-4-3, hanno pareggiato, ma soprattutto sono riusciti a non subire più costantemente le iniziative degli avversari. Su questi cambi tattici e in particolare sulla difesa a tre si è soffermata questa mattina "La Gazzetta dello Sport" che ha sottolineato come questo sistema di gioco abbia tenuto botta e anzi sia una valida alternativa in un momento complicato come questo da un punto di vista degli infortuni. Il Milan, che a inizio stagione giocava solamente con il 4-3-3, nelle ultime tre partite ha proposto tre sistemi diversi, dimostrando così una notevole duttilità a livello tattico.

Rino Gattuso, allenatore del Milan

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