Marco Fassone non si nasconde ed al termine della gara di domenica a Marassi, costata la seconda sconfitta consecutiva in trasferta, ci mette la faccia
(di Enrico Maggioni) - L'amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, stigmatizza apertamente lo sconcerto per quanto mostrato dai ragazzi di Vincenzo Montella contro la Sampdoria: abulici, svogliati, sempre sotto ritmo, mai in grado di impensierire la difesa blucerchiata al punto di non riuscire a fare un solo tiro in porta, i rossoneri hanno provocato la feroce reazione societaria che, di fronte ad un simile atteggiamento, non si è fatta attendere.
"Siamo il Milan e dobbiamo imporci con un atteggiamento diverso" tuona Fassone, che toglie alla squadra ogni alibi ("Samp meno forte di noi ed altrettanto stanca dopo il turno infrasettimanale") e chiede un immediato cambio di rotta in vista delle prossime delicate sfide di campionato ("Con Roma e Inter sfide da affrontare con ben altro piglio").
È chiaro come le parole espresse domenica pomeriggio, accompagnate dagli strali del Direttore Sportivo, Massimiliano Mirabelli, e ribadite nel vertice tecnico di lunedì mattina a Milanello, rappresentino una frustata per il gruppo e soprattutto per Vincenzo Montella. La fiducia di cui gode l'Aeroplanino presso la società è immutata ma altri passi falsi non potranno essere accettati a cuor leggero. Le parole forti spese dalla società dopo Genova sono di ben altro spessore rispetto a quelle sentite dopo il rovescio contro la Lazio: segno che anche nei confronti di Montella la pazienza non può essere infinita.
Tocca infatti al tecnico campano spiegare sia i cervellotici - e comunque ritardati - cambi di domenica pomeriggio sia il totale svuotamento mentale e atletico di alcuni giocatori. Il cambio di marcia richiesto da Fassone dovrà manifestarsi in maniera netta già da domenica nella delicatissima sfida contro la Roma di mister Eusebio Di Francesco: ci si aspetta che Montella prepari una squadra d'assalto con ruoli tattici ben definiti, con giocatori al posto giusto e con la consapevolezza di vestire una maglia gloriosa.
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