La Gazzetta dello Sport analizza il 5-1 di Vienna e la partita del neo-milanista Calhanoglu, promosso a pieni voti
Eccolo, finalmente. Dopo qualche uscita in chiaroscuro che aveva già fatto storcere il naso ai tifosi più critici, Hakan Calhanoglu è tornato a rispondere presente. Il turco lo ha fatto con una prova maiuscola in Europa League, segnando un gol e fornendo due assist ai compagni nel 5-1 di Vienna.
A promuoverlo è anche la Gazzetta dello Sport. Nel nuovo 3-5-2, varato ieri da Montella con sei dei nuovi acquisti, ognuno è collocato al suo posto e il tecnico può scegliere non chi sta meglio, ma chi può stare meglio in uno spartito definito. È un possibile dogma, non la panacea di tutti i mali, però è in grado di aiutare quel pensiero unico che il tecnico ha invocato, si legge sulla rosea.
Andando nello specifico della prestazione di Calhanoglu: chiaramente una verifica dovrà essere fatta conto avversari meno malleabili, ma stavolta - scrive la Gazzetta, definendolo nel titolo 'Geniale' - 'il possesso palla è parso meno masticato, per quel poco che è servito ci sono state maggiore rapidità, di gambe e di pensiero, in transizione difensiva e minore presunzione nei duelli a tutto campo. Calhanoglu può spargere la qualità del suo calcio anche da mezzala: pare disposto a garantire un minimo sindacale di sacrificio, ma in fase offensiva è abbastanza libero di andarsi a cercare momenti da aspirante trequartista, e dunque gli spazi che preferisce'.
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