A fine stagione rientreranno dai rispettivi prestiti sia Matri che Paletta, il difensore e l'attaccante potranno rendersi utili alla causa rossonera?
Gabriel Paletta e Alessandro Matri a fine stagione rientreranno dai prestiti, rispettivamente dall'Atalanta e dalla Lazio. Il loro rientro a Milanello potrebbe rivelarsi utile o si riveleranno solamente giocatori per far cassa? Ogni discorso inerente al futuro, finché non sarà chiara la situazione relativa alla guida tecnica del Milan nella prossima stagione, è molto difficile da affrontare, ma per ora ci si affida a un'eventuale conferma di mister Sinisa Mihajlovic.
Partiamo dalla situazione relativa al difensore italo-argentino, approdato a Milano dal Parma due stagioni fa, quando vennero versati nelle casse della società emiliana 3 milioni di euro. La prima stagione di Paletta in rossonero coincide con la disastrosa gestione Inzaghi, che vede concludere in decima posizione il campionato da parte dei rossoneri. Con l'arrivo di mister Sinisa e il rientro dal prestito dall'Avellino di Rodrigo Ely e Alessio Romagnoli, i posti disponibili si restringono e viene ceduto in prestito all'Atalanta. In questa stagione oltre a un grave infortunio, Paletta ha collezionato 19 presenze mantenendo secondo le pagelle Gazzetta una media del 6. Un rendimento nella media, che però potrebbe non essere abbastanza per migliorare il reparto difensivo milanista, che l'anno prossimo perderà sicuramente Mexes e probabilmente Alex, sempre più intenzionato a un ritorno in patria.
L'attaccante milanese, Alessandro Matri, approda a Milano sotto la guida Allegri e prende l'eredità di Zlatan Ibrahimovic grazie a una spesa di 9 milioni in favore della Juventus, dopo appena sei mesi viene subito rimpiazzato da Mario Balotelli da titolare e a fine stagione ceduto in prestito alla Fiorentina, passando nel giro di un anno tra Genoa, Juventus e Lazio. Alla Lazio quest'anno ha avuto più volte, grazie agli infortuni di Klose e Djordjevic, la possibilità di giocare da titolare e mettersi in mostra collezionando 28 presenze (tra campionato ed Europa League) e un totale di sei gol. Il suo ingaggio è uno dei più pesanti pagati dal club rossonero, si aggira intorno ai 2.7 milioni di euro netti all'anno. Il suo rendimento è stato ben al di sotto della sufficienza per tutta la stagione, e una volta rientrato a Milano la concorrenza sarà ben più fitta rispetto a quella romana, poiché si troverà a giocarsi il posto con Adriano, il pupillo del mister Niang e l'inamovibile Bacca, non dimenticando l'ammutinato Menez. Certamente l'investimento fatto in passato, difficilmente rientrerà del tutto, ma piazzarlo a una squadra di media-bassa classifica non dovrebbe essere un problema, fatto salvo per l'oneroso ingaggio.
Dopo aver analizzato la situazione dei due giocatore, pare evidente che per tornare ad ambire a un posto Champions, si debba investire su altri profili, lasciando camminare entrambi per vie diverse rispetto a quelle della società di Via Aldo Rossi, ma allo stesso tempo le vie del mercato sono imprevedibili, così come le offerte che potrebbero non arrivare.
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