Anche Mihajlovic sembra arrendersi dicendo che per Balotelli è un problema di testa. Poli velatamente lo attacca: per Mario l'ennesimo momento difficile.
Se non ci metterà troppo, l’aspetteremo tutta la vita. Balotelli, però, deve metterselo in testa: nella vita, e nel calcio soprattutto, la pazienza ha un limite. Non importa: tanto, per Mario, il giudizio della gente non conta. Lui, in fondo, lo sa: è bravo, bello e ricco. E allora, caro Mario, perché fai così? Cosa diamine ti manca? La sua immagine distorta, le sue bravate e stupidaggini, ora, sono finite. Ma il problema è un altro. Il numero 45 sulla ruota di Milano non esce da troppo tempo. Osservatelo bene quando gioca, Mario: cammina, aspetta inerme la palla sui piedi, non aiuta la squadra in fase di non possesso, non calcia in porta. Ma lo si potrebbe perdonare, se facesse uscire il suo genio, se strofinasse la lampada. Si, Balotelli i numeri e le giocate da campione le ha. O meglio, le aveva. Se Mihajlovic, giocoforza, chiede a Balotelli sacrificio, corsa, recuperare le seconde palle, fare la doppia fase, e giocare dietro a Bacca; i tifosi, a Mario, chiedono altro: passione, estro, genio e follia. Anche a costo di rivivere qualche “balotellata”. Perché Balo, quando le combinava, era pure più simpatico. Mario deve ascoltare il pallone, deve attirare la sfera a se. Deve dribblare, calciare, provare il colpo di tacco, calciare da trenta metri, battere tutte le punizioni e deve fare il fenomeno. Mario deve, Super Mario può.
Il Milan, alla fine, è ancora innamorato di Balotelli. Quel ragazzo che all’Inter, senza paura, dichiarava: io sono milanista. Tutti si ricordano la sua prima stagione in rossonero: Balo, arrivato a Milano a fine gennaio 2013, nel solo girone di ritorno segnò 12 gol in 13 partite. Numeri strappa lacrime, se si considera il rendimento attuale. L’anno dopo, il calciatore più decisivo del Milan in campionato fu, ancora, Mario Balotelli, che ha portato con i suoi gol 17 punti ai rossoneri, su 57 totali. Sempre Balo, con 14 reti, è stato il cannoniere stagionale in Serie A dei rossoneri.
Insomma, serve una svolta, a partire dalla testa. Ma Mihajlovic ha perso la pazienza: “Avrebbe la condizione fisica per giocare, ma ha un problema di testa. Se gli chiedo di svolgere un determinato compito, lo fa una volta e poi le altre se lo dimentica. Non so se potrà fare un salto di qualità, dipende da lui: noi lo aiutiamo, ma Mario deve aiutarsi da solo. Non voglio fare paragoni con Mandzukic, perché hanno caratteristiche diverse, ma ieri vedere la Juve contro il Sassuolo è stato un piacere: quella è una squadra. Dopo quattro scudetti e una finale di Champions, sono ancora lì compatti a dare il massimo, a correre, a difendere insieme. E le punte aiutano molto nella fase di non possesso”. Si, gli chiede questo Miha. La gente, come detto, gli chiede altro.
Il posto, fisso ormai, è solo un sogno. D’altronde siamo in Italia, è difficile il tempo indeterminato. Ma Balotelli, anche in Inghilterra, difficilmente troverà la panacea dei suoi mali. Jamie Carragher, ex leggenda del Liverpool, non ha risparmiato parole al vetriolo nei suo confronti: "Non posso credere che il Liverpool abbia acquistato Balotelli. Tutti dicono che faccia buffonate, ma che al contempo sia un giocatore di talento. Il problema è che io non l'ho mai visto giocare bene. Spero con tutto me stesso che qualche club cinese lo acquisti, visto che in Premier nessuno punterà su di lui". Anche Poli, che troverà il campo con il Chievo, lo ha punzecchiato in conferenza: “ Io entro e do il massimo, anche per 5 minuti. Tutti dovrebbero fare così”. E chissà a chi si riferiva. Si, caro Mario: così non va. Ora, tutti quanti, lo hanno messo di fronte alle proprie responsabilità. Da perdere non c’è più nulla. Ma il Milan, adesso, ha altro a cui pensare.
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