Da Donnarumma a Romagnoli, passando per De Sciglio e Locatelli: al Milan torna l'entusiasmo con la garanzia di una squadra per l'oggi e per il domani
Il Milan di Vincenzo Montella, secondo 'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina, è “italiano, ambizioso il giusto, sperimentale come un venticinquenne che cerca ancora la strada nella vita”. Il gruppo di giocatori italiani che hanno portato, finora, il Milan al secondo posto in questo primo scorcio di Serie A 2016-2017 ha, infatti, 25,5 anni di media e, per la 'rosea', ricorda il Diavolo della stagione 1985-86.
Quel Milan annoverava tra le propria fila i giovani Franco Baresi, Mauro Tassotti, Filippo Galli, il giovanissimo Paolo Maldini e, tra l'altro, era in un momento di transizione per il passaggio di proprietà, da Giussy Farina a Silvio Berlusconi: questo Milan, con i vari Gianluigi Donnarumma, Alessio Romagnoli, Mattia De Sciglio e Manuel Locatelli, in rampa di lancio ma non ancora superstar, lo ricorderebbe molto da vicino.
Milan-Juventus, per 'La Gazzetta dello Sport', potrà rafforzare il concetto, perché le grandi squadre si formano nelle grandi partite: il Milan del 1986 aggiunse, strada facendo, Roberto Donadoni, Giovanni Galli, Daniele Massaro, per poi mettere le marce alte l'anno successivo con gli olandesi; il Milan del 2016, invece, necessiterà giocoforza dell'iniezione di campioni, soprattutto stranieri, nel proprio organico ma, intanto, Montella si gode il suo nucleo tutto italiano: domani sera, al 'Meazza', sfiderà la Juventus con ben sette giocatori nel giro della Nazionale azzurra.
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