Sinisa Mihajlovic conta sulla voglia di riscatto dei suoi ragazzi in vista del posticipo odierno contro la Lazio: “Serve il giusto atteggiamento”
Questa sera, alle ore 20.45, allo stadio 'Giuseppe Meazza' in San Siro la 30esima giornata di Serie A andrà in archivio con il posticipo tra il Milan di Sinisa Mihajlovic e la Lazio di Stefano Pioli. Le due squadre attraversano un momento difficile: i rossoneri provengono da due partite senza vittorie che li hanno scaraventati lontano dalla zona Champions League ed in un mare di critiche, mentre i biancocelesti, addirittura, sono stati eliminati dall'Europa League dopo una sorprendente sconfitta interna (0-3) contro il non irresistibile Sparta Praga.
Milan-Lazio, pertanto, potrebbe rappresentare la gara del riscatto. Il tecnico rossonero, che ancora fatica a trovare una spiegazione alla recente frenata dei suoi ragazzi (“Non so se serva un motivatore, uno psicologo, uno psichiatra o un esorcista, me lo chiedo da mesi”, ha spiegato ieri durante la conferenza stampa di presentazione del match), conta sulla voglia di riscatto di Riccardo Montolivo e compagni: “Non possono assicurarmi una vittoria – ha evidenziato Mihajlovic ai cronisti accorsi a Milanello per il consueto appuntamento della vigilia delle gare del Milan -, ma possono assicurarmi una gara senza sbavature dall'inizio alla fine”.
Mihajlovic, poi, come sottolineato da 'La Gazzetta dello Sport' questa mattina in edicola, non avrebbe mollato di un centimetro: il tecnico serbo è ancora convinto che il suo Milan, al di là della finale di Coppa Italia del prossimo 21 maggio contro la Juventus (trofeo da vincere a tutti i costi per salvare la propria panchina), possa ancora recuperare posizioni in campionato, nonostante un distacco consistente in termini di punti: “Il sesto posto non ci soddisfa, giocando con il giusto atteggiamento possiamo ancora superare qualcuno. Il problema non è giocare nel Milan, ma fare bene il tuo lavoro: dovrebbe essere normale che un giocatore vada in campo e dia il massimo. Se sbagli atteggiamento non puoi giocare da nessuna parte. Balotelli e compagni hanno dieci partite per onorare la maglia ed il loro nome”.
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