Si è conclusa l'International Champions Cup del Milan con una vittoria ai rigori e due sconfitte: ecco cosa ha funzionato per i rossoneri
<strong>UNITA' DI SQUADRA</strong>
Reduce da tre stagioni negative, culminate in calando e tutte rigorosamente fuori dalle coppe europee, con l'aggiunta della sconfitta nell'ultima finale di Coppa Italia contro la Juventus, era facile pensare ad un Milan con il morale sotto i tacchi. Soprattutto alla luce di un particolare momento storico sul fronte societario, e con un mercato praticamente immobile per via della mancanza di fondi nelle casse del club. Al contrario, l'aria che si respira nello spogliatoio rossonero è davvero buono: c'è unità di squadra, i giocatori hanno fatto 'gruppo', lavorano duro e cercano di mettere sempre in pratica i dettami del nuovo tecnico, Montella. In campo, tutto questo si è visto anche negli Stati Uniti: pur sconfitto in due circostanze su tre, il Milan non si è mai disunito, non ha mai fatto 'brutta figura' contro compagini più attrezzate, ed i calciatori hanno sempre cercato di aiutarsi gli uni con gli altri. Nel prosieguo della stagione, tutto questo, servirà, eccome.
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