Intervenuto ai microfoni di Milan Channel, Rino Gattuso ha parlato di tanti argomenti, dall'Italia alla sua carriera da giocatore, con uno sguardo al futuro
Il suo Milan e quello di oggi
"La cosa migliore attualmente è avere una programmazione, la cosa più importante è parlare chiaro. In tanti anni il Milan è stata una macchina perfetta, invidiata da tutti e ci può stare un momento di transizione. I problemi si risolvevano sia in via Turati che nello spogliatoio, tra società e squadra si ragionava con una testa sola. Il segreto è stato quello. La personalità dei grandi campioni che c’erano ha influito sicuramente. C’erano delle regole da rispettare, grande senso di appartenenza. Le regole valevano sia per i giocatori di grande blasone, sia per quelli che ne avevano meno. Sapevano che sentivo molto le partite e Abbiati e Brocchi si divertivano a farmi arrabbiare, a farmi gli scherzi. Non mi piaceva il casino, pretendevo che tutti stavano in silenzio perché era sinonimo di concentrazione". CLICCA QUI
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