Il responsabile del settore giovanile rossonero, Filippo Galli, spiega il progetto di un Milan giovane e italiano, tratteggiato da Silvio Berlusconi. Il modello di riferimento è quello del Barcellona

"Il Barcellona è una vita che lo fa, il Milan è solo al terzo anno, ma i risultati cominciano a vedersi". A parlare è Filippo Galli, responsabile del settore giovanile rossonero. L'ex giocatore del Milan ora si sta occupando in prima persona del progetto giovani: un Milan fatto in casa è possibile.

Ecco come: "Abbiamo iniziato da poco, ma già adesso tutta l’attività agonistica e quella di base seguono lo stesso metodo di lavoro. Ci si allena come si vorrebbe giocare e si cerca di giocare come ci si allena: le nostre squadre devono essere protagoniste e comandare il gioco. Significa puntare sul possesso palla, l’occupazione degli spazi, la scelta dei tempi giusti. Certo, non sempre paga sul piano dei risultati perché, a maggior ragione coi ragazzini, tenere tanto palla può significare aumentare gli errori, ma noi pensiamo che sia la strada più formativa. Anche per allenare la personalità: questi giocatori un giorno dovranno saper ‘sopportare’ San Siro".

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Un progetto giovani che nell'ultimo periodo ha sfornato talenti dal sicuro avvenire, come 'Gigio' Donnarumma, De Sciglio, Calabria e in ultimo anche Manuel Locatelli, accostato a Pirlo per caratteristiche tecniche (ecco la sua scheda) e che secondo Mauro Bianchessi, responsabile scouting del Milan, diventerà entro tre anni il nuovo capitano del Milan (leggi qui le sue parole). 

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