Arrivato come una scommessa, El Shaarawy trascinò il Milan alla volata Champions. Lo sbarco a Milano di Balotelli lo limitò: ora i rossoneri lo salutano, con qualche rimpianto...
<strong>L'ADDIO</strong>
Flash forward: estate 2015: il Milan, reduce dal disastro Inzaghi riparte da Sinisa Mihajlovic e da un nuovo progetto, un progetto che prevede un 4-3-1-2 come dogma. Un modulo, questo, che mal si adatta alle caratteristi che di El Shaarawy, tanto che Silvio Berlusconi alla presentazione di Mihajlovic del 3 luglio dichiara: "Lavoreremo per rendere El Shaarawy una grande mezz'ala". Un progetto che non convince nessuno, fin dal primo giorno (forse lo stesso Mihajlovic) e che naufraga presto. Tra il "Faraone" e il Milan è rottura. I rossoneri non sanno come usare un ragazzo giovane e di talento, ma che si fragile di testa e ancora più di gamba, El Shaarawy non si riconosce più in un progetto che lo vede solo gregario, la cessione appare inevitabile.
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