Carlos Bacca non vede la porta da quattro partite, i compagni non lo aiutano ma lui non cerca più il pallone: servirebbe un partner ideale, ma senza Niang..
Eppure dicono che il digiuno faccia bene. Ma digiunare, alla fine, non cura nulla: è un periodo di riposo fisiologico, l’interruzione di ogni fatica; nient’altro. Per questo, a Milanello, preoccupa il digiuno di Bacca. Si, quattro partite senza inginocchiarsi e alzare le mani al cielo sono tante; soprattutto per lui, Carlos Bacca. Nato per segnare. Vivere per il gol. Questo è il colombiano. Simbolo della perfetta anatomia del centravanti, la sublimazione dell’attaccante. 'El Peluca' è la stella polare del Milan, è il punto di riferimento rossonero. I suoi gol hanno illuminato il cammino di una squadra in balìa di se stessa, da tre anni a questa parte. Il colombiano è stato bravo, ci ha messo poco ad entrare nel cuore del popolo milanista. Idolo dei bambini, modello di vita per i piccoli calciatori: da controllore sugli autobus, a padrone dell’area di rigore. Insomma, dalla strada a 'San Siro'. E qui, nella 'Scala del Calcio', i paragoni sono arrivati puntuali. Bacca, per la curva, sembra faccia i movimenti di Inzaghi. Per altri, invece, ricorda Crespo. Per Galliani, colui che l’ha calamitato a 'San Siro', è l’erede di Shevchenko: tiro secco e preciso. Un fenomeno.
Di testa, a giro, da lontano, a porta vuota o con la rabona; poco importa: perché i gol, quelli di Bacca, pesano. Il numero 70, nel rapporto tiri in porta e reti, è il re d’Europa: Bacca 50%, Higuain 43%, Cristiano Ronaldo 35% e Messi 32%. Mica male. Si, tutto molto bello, fino a quattro gare fa. Il colombiano, infatti, non ha gonfiato la rete contro Napoli, Torino, Chievo e Sassuolo. Esatto, Carlos Bacca non segna da quasi due mesi. E adesso, è davvero in crisi? Può essere. In fondo, in questo Milan, è difficile non farsi trascinare dal vento della malinconia e della rassegnazione. Ma sia chiaro: se i Sinisa boys fanno fatica a trovare la via del gol, non è di certo colpa del loro bomber.
O meglio, Bacca potrebbe essere messo sul banco degli imputati, ma ha diversi alibi dalla sua parte. Primo: manca Montolivo. Il capitano è il metronomo e l’equilibratore dei rossoneri. Ergo, a Bacca, arrivano pochi palloni. L’accusa, però, controbatte: va bene, ma Bacca non cerca più la palla, è indolente e timido. Vero. Ma il secondo alibi è eloquente: Il brutto colpo occorso al francese ha messo alla berlina le lacune rossonere. La coperta, a Milanello, è troppo corta. Insomma, è sotto gli occhi di tutti: per Mihajlovic sostituire Ninag è impossibile. Certo, ci sarebbero quei tre ragazzi: Balotelli, Luiz Adriano e Ménez. Ora, è lecito domandarsi: chi affiancherà Bacca da qui alla fine? Chissà, forse Mihajlovic lancerà i dadi. Difficile, perché il serbo dovrà spremersi le meningi.
La realtà, però, ha emesso dei verdetti incresciosi: Balotelli e Ménez sono avulsi dalla manovra, e le loro batterie durano troppo poco. Tutti gli esperimenti per la convivenza con Bacca sono falliti. Ma ora il serbo pare aver deciso: Luiz Adriano sarà la panacea per far rinascere Bacca. E Il colombiano, domenica contro la Lazio, dovrà cambiare marcia. Carlos, certamente, aveva ben abituato i suoi tifosi; per questo, ora, è inevitabile parlare di crisi. Questo è il calcio. 'El Peluca', prima di segnare, deve tornare a calciare; senza paura, anche a costo di essere egoista. Contro il Genoa sbloccò il risultato al suo primo tiro in porta, come gli è capitato 10 volte su 13 in campionato. Se Bacca non segna, il Milan non segna. Ma l’ex Siviglia è al sicuro: infatti, nonostante la carestia del colombiano, ad essere messi in discussione sono stati i suoi compagni, soprattutto gli attaccanti. Bacca, dunque, non è in crisi. Sta solo attraversando un calo, e tutta la squadra ne risente.
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