Un anno di transizione, con la precisa idea di rivoluzionare la rosa puntando su giocatori giovani e italiani, ha portato al primo successo di una nuova generazione. Milan, un anno di soddisfazioni

NIANG

M'baye Niang, attaccante del Milan
M'baye Niang, attaccante del Milan (credits: GETTY Images)

Indispensabile per Mihajlovic, sembra esserlo anche per Vincenzo Montella. Con il serbo era il cuore del Milan (3 gol e 3 assist negli 10 incontri disputati in campionato nel 2016), con lui in campo si parlava di Europa, senza di lui, dopo l'infortunio alla caviglia, i rossoneri hanno perso la loro identità. Le bravate non sembravano finite quando, quest'estate, ha mostrato a tutti, attraverso i social, il suo balconing; subito richiamato e valigie in mano fino all'arrivo di Vincenzo Montella che ha bloccato tutti. L'atteggiamento sembra essere definitivamente cambiato: alle buone prestazioni sembra aver unito gran voglia e spirito di iniziativa. L'inizio di stagione è stato sopra ogni aspettativa: 3 gol e 3 assist in 7 partite, un Milan in costruzione che si affidava totalmente alle sue giocate, ora un calo fisico e psicologico stanno condizionando questo ultimo periodo e l'hanno portato alla panchina in Supercoppa dopo aver sbagliato due rigori decisivi contro Crotone e Roma. La sosta arriva nel momento giusto perché il talento non è mai stato in discussione e il rilancio, con Montella, ci sarà.

Valerio Paini

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