Jérémy Ménez è tornato a segnare dopo 12 mesi, ma Cristian Brocchi ha salvato soltanto la prestazione del giapponese Keisuke Honda
Se si esclude la doppietta realizzata il 1° marzo, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Alessandria, il francese Jérémy Ménez, capocannoniere del Milan nella stagione 2014-2015 con 16 centri in Serie A, non andava in rete da oltre un anno. L'ultima gioia rossonera dell'ex Sochaux, Monaco, Roma e PSG, infatti, era datata, come ha ricordato questa mattina 'La Gazzetta dello Sport', 4 aprile 2015, nel 2-1 con il quale il Milan espugnò il 'Renzo Barbera' di Palermo.
Ménez ha provato anche a bissare la propria gloria personale, ma i suoi tentativi, al 'Bentegodi', si sono infranti talvolta sul portiere ospite, il bravo Pierluigi Gollini, talvolta sulla muraglia difensiva gialloblu (come evidenziato nel post partita da José Mauri, e come rammentato dalla 'rosea'), e, spesso, frustrati dall'arbitro Marco Di Bello, che ha fermato a più riprese Ménez in chiara posizione di offside. Nonostante il gol realizzato a Verona, la prestazione dell'attaccante transalpino non è stata positiva e, difatti, al termine dell'incontro, il tecnico rossonero Cristian Brocchi, per quanto concerne il reparto d'attacco, ha avuto parole al miele soltanto per il giapponese Keisuke Honda. “Uno dei pochi ad aver lottato con lucidità fino alla fine – il commento di Brocchi -: ha dimostrato voglia e qualità, purtroppo a volte non è stato accompagnato dagli altri”.
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