Mihajlovic, Galliani e Barbara Berlusconi, fonte foto acmilan.com
Mihajlovic, Galliani e Barbara Berlusconi, fonte foto acmilan.com
Il ritorno del trequartista, per un Milan molto simile a quello di ancelottiana memoria. Ma non quello con l'Albero di Natale, piuttosto un'evoluzione di quel 4-3-1-2 che aveva Kakà dietro alle due punte, Inzaghi e Schevchenko.NUOVO MILAN, NUOVE IDEE - Mihajlovic ha le idee chiare: difesa e centrocampo saranno fissi, davanti c'è qualche possibilità di scelta in più, ma la tendenza è quella di "avere due prime punte e un trequartista moderno, veloce e in grado di inserirsi", parole testuali Milan Channel.E allora, analizzando la rosa attuale rossonera, chi potrà essere questo nuovo (?) fantasista ad agire dietro i due bomber? Chi potrebbe beneficiare di questo nuovo schieramento?DIFESA - Partendo dalla retroguardia, in tre si contenderanno le fasce, cioè Abate, De Sciglio e Antonelli. Per i centrali, situazione in stand-by, con l'unico Paletta sicuro di restare e tanti nomi nuovi accostati alla casacca rossonera, tipo Hummels e Abdennour e molti in uscita.MEDIANA - A centrocampo, con la conferma di De Jong e il ritorno in pianta stabile di Montolivo, fari puntati su Kondogbia, l'unico nome che scalda i cuori dei tifosi e di Adriano Galliani. Il trio di base potrebbe essere quindi già deciso, con Poli e Bonaventura valide alternative e anche qualcosa di più. Il giovane Suso all'occorrenza potrà essere arretrato, mentre Muntari vuole rilanciarsi e Mastalli affermarsi.ATTACCO - E ora i tre davanti. Con Inzaghi, il Milan preferiva giocare con una punta centrale e due esterni per allargare il gioco. Con Mihajlovic le cose saranno diverse. Le punte saranno due, e anche di peso, mentre dietro è necessario un giocatore capace dell'ultimo passaggio, e che abbini freschezza, tecnica e velocità. Analizzando l'attuale rosa rossonera, in tre sono i candidati a ricoprire tale zona di campo: Menez, El Shaarawy e Honda. Un po' uguali, ma tanto diversi, ciascuno a suo modo interpreterebbe in modo differente quel ruolo. Imprevedibilità e testardaggine il francese, velocità e freschezza il Faraone, sagacia tattica e praticità il giapponese. Chi resta fuori? Con questa nuova disposizione tattica, il sacrificato sembra essere Cerci, che da sempre da il meglio di se sulla fascia.Toccherà a Mihajlovic risolvere gli ultimi dubbi e ridare al Milan una parvenza di squadra, quella che è mancata spesso nella stagione appena conclusa. dice MC. L'identikit di Menez o El Shaarawy

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