MILAN, L’ESPRESSO E I TANTI DUBBI SU MISTER BEE
MILAN, L’ESPRESSO E I TANTI DUBBI SU MISTER BEE
Donato Bulfon
Fonte foto: Instagram, profilo ufficiale di Bee TaechaubolTra i tanti che hanno sollevato dubbi sull'operazione che porterà il 48% del Milan a Bee Taechaubol, si aggiunge anche il settimanale l'Espresso, controllato da De Benedetti, acerrimo rivale di Silvio Berlusconi. Si legge, infatti, che “l’ingresso di mezzo miliardo di euro anonimi dall’estero in . una società italianaè seguito con attenzione dalla Guardia di finanza. Silvio Berlusconi, politico dalle sette vite e Pallone d’oro della comunicazione, ha infarcito la trattativa per la cessione dei rossoneri di fattoidi, fatti che non sono tali ma lo diventano se i giornali ne scrivono. Era l’unico modo per andare in prima pagina con il Milan sportivamente in declino delle ultime stagioni“.Secondo L'Espresso, infatti, Mr Bee non avrebbe i 480 milioni richiesti entro il 30 settembre, ma neanche i soldi per la caparra o l'eventuale penale. Lui è un broker, rappresenta altri che, ad oggi, nessuno conosce.Nessuno presterebbe oggi una tal cifra al thailandese, mentre non è credibile neanche il business plan proposto a Berlusconi che prevede in due anni il raddoppio della valutazione del Milan e ricavi quadruplicati. Cosa dovrebbe vincere di così importante da permettere queste super valutazioni?L'Espresso continua a snocciolare i dubbi in merito a tutta l'operazione, e parla di Pablo Victor Dana come personaggio fondamentale. Di matrice Fininvest se non Mediaset. Oppure "Valentino Valentini, ex Publitalia, responsabile dei rapporti internazionali di Forza Italia, noto come ufficiale di collegamento fra Berlusconi e l’entourage di Vladimir Putin. Licia Ronzulli, ex infermiera diventata eurodeputata, da aprile è anche vicepresidente di Fiera di Milano, la spa controllata dalla Fondazione Fiera presieduta da Benito Benedini. Fra la fondazione e la Fininvest c’è stato un grave incidente diplomatico sull’area del Portello opzionata come sede del nuovo stadio rossonero. In pochi giorni, dall’accordo tra il Biscione e la Fiera si è passati alla rottura dei rapporti e alle minacce di azioni legali per un presunto costo eccessivo della bonifca dell’area. L’altro nome emerso nella trattativa Bee è quello di Gerardo Segat. Cittadino italiano, Segat ha il ruolo di advisor. In concreto, il suo lavoro èoffrire servizi fiduciari e fnanziari grazie a una catena di società fra Lugano e Londra (T&F asset management, T&F capital trustees, T&F tax and fnance, T&F asset Uk)". E sullo sfondo ci sarebbe anche la Guardia di Finanza a tenere tutto sotto'occhio. Con la situazione in continua evoluzione, come d'altronde l'affare Ibrahimovic.