Bertolacci in allenamento, fonte foto acmilan.com
Bertolacci in allenamento, fonte foto acmilan.com
Andrea Bertolacci è partito da Roma, via Genoa, per arrivare a Milano sponda rossonera con l’ambizione di chi, a 24 anni (classe ‘91), dopo le esperienze di Lecce e Genoa sa di avere l’occasione di consacrarsi nel grande calcio. Più o meno è quello che tutti i calciatori sognano quando si trasferiscono da una piccola/media realtà, anche se il Genoa è pieno di fascino e blasone, a una che è nell’olimpo del calcio italiano, europeo e mondiale, anche se al momento in forte calo.Gli ostacoli, però, spesso si presentano fin dall'arrivo e così è successo anche al ragazzo cresciuto nelle giovanili giallorosse, denominato già 'Mister 20 milioni'. E’ innegabile che la pressione sia tanta: devi dimostrare di valere tutti quei soldi e, ancora di più, devi ripagare la tua nuova società dell’investimento. A Roma hanno stappato lo champagne quando è stato dato l’annuncio dell'addio, perché per tutti gli addetti ai lavori il prezzo è considerato esorbitante e sul web tutti si sono precipitati a definire Sabatini un mago e Galliani un pollo. Come si dice, ai posteri l’ardua sentenza.Per ora, però, il centrocampista rossonero ha deluso le attese. Acquistato come centrocampista tecnico dalle spiccate doti d’inserimento, non si è mai visto seriamente nelle aree avversarie e anche in mediana è apparso lento, impacciato e fuori dagli schemi rossoneri. Sia in fase di possesso che di non possesso. Possono esserci mille attenuanti del caso, compreso l’adattamento al nuovo allenatore e al nuovo modulo, visto che con Gasperini giocava diversamente, oltre ai carichi di lavoro estenuanti a cui si sottopongono a Milanello.In Italia spesso si danno sentenze sommarie, etichettando per brocchi giocatori che faticano in precampionato e magari esaltando chi segna qualche goal con formazioni di seconda o terza fascia. La pazienza non fa parte di questo mondo, dove invece bisognerebbe avere il modo e il tempo di far lavorare in pace questi ragazzi che non sono macchine ma esseri umani e che, come in ogni lavoro, hanno bisogno di tempo per ambientarsi.Il Milan ha creduto e crede in Bertolacci, così come Mihajlovic e Conte che, se lo tiene nel giro della Nazionale, vuol dire che ha visto in lui doti importanti che non possono essere sparite appena ha indossato la nostra maglia.Davide Benericetti

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