ANCELOTTI A MC: “IN ITALIA SOLO AL MILAN, MENEZ PUO’ DAVVERO ESSERE DECISIVO”
ANCELOTTI A MC: “IN ITALIA SOLO AL MILAN, MENEZ PUO’ DAVVERO ESSERE DECISIVO”
Donato Bulfon
fonte foto sport.sky.itSa sempre nei cuori di ogni tifoso rossonero, l'ex tecnico del Milan, Carlo Ancelotti, intervenuto telefonicamente a Studio Milan, su Milan Channel, ha parlato a cuore aperto su tutto quello che orbita attorno ai rossoneri:"Inzaghi allenatore del Milan? Ha davvero grande entusiasmo, è meticoloso e preparato. Ci possono essere errori ma è normale, è all'inizio di una nuova avventura e ora ci vuole pazienza, anche se la partenza è buona. Ora deve sempre prendere le decisioni con la sua testa: va bene ascoltare tutti, ma alla fine si decide da soli. Io ad esempio ho preso molto da Sacchi, mentre Pippo può darsi abbia preso anche qualcosa da me, soprattutto nella programmazione del lavoro.Berlusconi? Che bello parlare spesso con lui, abbiamo un ottimo rapporto. Lui non mi ha mai fatto mai le formazioni come dicono tutti, e qualche sua critica era volta solo al motivarci.Ritorno in Italia? In Italia tornerei solo al Milan, a Milanello se fosse possibile tornerei anche domani. Al Milan di oggi manca qualità nella costruzione del gioco, ma con Montolivo al rientro molte lacune saranno colmate. Non si può chiedere qualità a De Jong ed Essien, loro sono bravi in altre cose. Torres? Il segreto è la motivazione, Pippo deve toccare le corde giuste, Fernando è un professionista e non si abbatte facilmente. Diego Lopez? Grande portiere, lo cercammo in passato anche per sostituire Dida. Alex? Peccato per gli infortuni, ma quando è in forma è ancora un top player.Menez? Con Ibrahimovic al Psg ha giocato molto prima punta, perchè a Zlatan piaceva avere un punto di riferimento davanti, e poi Jeremy è velocissimo e rapido. Per sfruttare le sue qualità è meglio metterlo vicino alla porta piuttosto che sull'esterno, dove non riuscirebbe a sfruttare le sue caratteristiche che eccellono nell'attaccare la profondità. Menez sembra aver trovato l'ambiente giusto, e soprattutto motivazioni e continuità. Può fare davvero la differenza".