POVERO DIAVOLO: SCONFITTA GIUSTA E UMILIANTE, NELL’ANIMO PIU’ CHE NEL GIOCO
POVERO DIAVOLO: SCONFITTA GIUSTA E UMILIANTE, NELL’ANIMO PIU’ CHE NEL GIOCO
Redazione
www.qnm.itIl punteggio è giusto, la sconfitta meritata. Ma per quelle che erano le previsioni della vigilia (in molti pensavano a una umiliazione totale) e per come è stato l'andamento del match, il Milan non è uscito con le ossa rotte. Un rigore generosissimo e un gol in fuorigioco hanno spianato la strada a una squadra, il Barcellona, che di aiuti non ne avrebbe proprio bisogno. Ma contro i catalani, spesso, va così. Sono bravi, sono di un'altra categoria, ma - diciamolo - sono anche furbi e smaliziati. E certamente aiutati. Detto questo, il Milan ha fatto due tiri in 90 minuti (uno di Kakà, deviato fortunosamente in gol, e l'altro di Montolivo, fuori di poco). Stop. Troppo poco. Ma ad oggi c'è quasi da essere soddisfatti per non essere stati 'piallati', per aver tenuto discretamente il campo. Già, la società più titolata al Mondo è ridotta a questo. Ad esultare, quasi, perchè non è stata umiliata, nel gioco e nel risultato. Forse è anche per questo motivo che il Milan esce dal campo ancora più piccolo, contrariamente a chi pensa e sostiene il contrario. Non si può vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Il Milan di oggi è questo, purtroppo. Ridotto al lumicino. Costretto a brancolare nel buio, a navigare a vista. A lasciare in panchina il suo miglior giocatore perchè senza testa (Balotelli ndr). Adesso pure il Chievo è diventato un "avversario ostico, arrabbiato, da prendere con le molle". Allegri dixit. Ricordiamolo, perchè forse è sfuggito a qualcuno: il Chievo è ultimo, con 5 punti fatti e 8 sconfitte. Povero Diavolo.