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La bordata di Barbara Berlusconi covava sotto la cenere. Era lì, come un vulcano silente, pronto ad accendersi. E, inevitabile, è arrivata. Un mese fa, era il 30 settembre, la stessa Barbara aveva descritto Galliani come un "grande maestro". "Abbiamo un ottimo rapporto", aveva detto (https://www.pianetamilan.it/blog/2013/09/30/b-berlusconi-stiamo-cercando-di-costruire-qualcosa-di-nuovo-galliani-e-un-maestro-papa/). Oggi quel comunicato stampa all'Ansa, quelle parole sul 'cambio di filosofia aziendale', sono un chiaro segnale: l'allieva chiede spazio al maestro ed esplicita la voglia di Barbara di dare una sua impronta al Milan. Finora ha guardato, ascoltato, imparato, è sempre stata dietro le quinte, ma adesso è pronta per dare un'accelerata al progetto che ha in mente. Rilanciare la società la sua missione. Spostare la sede del club da Via Turati al Portello di Milano (in modo da avere un polo più vicino allo stadio, più rappresentativo e meno costoso) è stato solo il primo passo. E' stata a Londra, ha studiato le big europee e trovato nell'Arsenal il modello giusto per il Milan. Il prossimo, importante passo sarà quello di pensare a uno stadio di proprietà, su stile Emirates Stadium. Va bene anche San Siro, ma con una faccia diversa, più rossonera. E poi c'è la ristrutturazione interna, con Paolo Maldini in società e Clarence Seedorf in panchina. Due nomi con cui ripartire e re-instaurare lo stile-Milan. Il ritorno di Kakà già lo testimonia: basta 'mele marce' (per usare un termine utilizzato dal padre nel passato recente), spazio ai giovani, ma un certo profilo, anche morale. Nel nuovo Milan ci sarà spazio anche per Claudio Fenucci, consigliere della Roma e in scadenza di contratto. Potrebbe essere lui il nuovo amministratore delegato, al posto di Galliani, in scadenza in aprile. E poi massima attenzione a come si spendono le risorse, che ci sono ma vanno utilizzate meglio: basta, per esempio, ricorrere ai procuratori (Bronzetti prima, Raiola poi) per fare il mercato. Le loro parcelle pesano, e non poco, sui conti del Milan e i risultati non sono così evidenti. Meglio avere più osservatori e uno scouting più efficente, stile-Udinese. Arrivare prima sulla concorrenza, significa spendere meno e meglio. Il nuovo Milan, nonostante le resistenze, è già partito. Il piano di Barbara è chiaro. Ora la parola passa a papà Silvio. Il rapporto ultra-trentennale con Galliani è sempre saldo, ma molti aspetti del progetto della figlia ricalcano bene le idee del padre..

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