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Non un bell'inizio di stagione per il Milan, limitato dal cambio di modulo, falcidiato dagli infortuni e perseguitato dalla sfortuna. Non un bell'inizio di stagione neanche per il capitano Riccardo Montolivo, opaco nelle prime uscite dell'anno, l'ombra di quel giocatore che l'anno scorso ci ha deliziato con geometrie degne dei migliori registi al mondo, prove di sostanza e di qualità, che durante questo campionato ancora non si erano fatte vedere. Il ruolo di Montolivo è stato decentrato a causa del rientro di De Jong, per poi essere spostato dietro le punte nel 4-3-1-2 e il centrocampista di Caravaggio ha faticato ad ottenere la miglior forma. Tanto che qualcuno aveva già iniziato a darlo per scomparso, una meteora alla Nocerino per capirci, capace di grandi cose al primo anno e progressivamente scomparso dal gioco poi. Ma la responsabilità che pesava su di lui non l'ha minimamente spaventato e, piano piano, Riccardo ha iniziato e rimettersi in mostra, sfavillando poi nel cielo rossonero davanti alla difesa contro l'Udinese e nel ruolo di mezz'ala destra contro il Barcellona. Passaggi, chiusure, pressing, corsa e tanto cuore. Questo ciò che si è visto nelle due partite in cui il Milan era chiamato a risollevarsi, a mostrare tutta la sua rabbia e la sua cattiveria, questo ciò che ha spazzato via tutti gli scettici e ha ridato fiducia ad un ambiente demotivato e nervoso, bisognoso di ossigeno e di un'iniezione di autostima, questo ciò che il capitano, il nostro Capitano ha dato e si spera continuerà a dare, in un tour de force senza sosta iniziato con la nazionale e culminato con il match contro i blaugrana, dove a salire in cattedra è stato proprio Riccardo Montolivo.

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