fonte: lettera43.it"Ci mancano due rigori netti, e la punizione da cui è scaturito il gol del 3-2 è stata calciata sei metri avanti rispetto alla posizione corretta. Ci devono delle spiegazioni e anche delle scuse". A parlare è Adriano Galliani, evidentemente ancora scottato dalla pesante sconfitta del Tardini. Non tanto per il punteggio (3-2), quanto per i risvolti di classifica: il Milan è decimo, a meno 16 dalla vetta e a -11 dal terzo posto, un abisso. La partita con il Parma era stata catalogata da Massimiliano Allegri come 'fondamentale'. Doveva dare il là a una rimonta, un filotto di vittorie e invece nulla. Solita squadra molle e svagata nel primo tempo, senza carattere e idee. Poi nella ripresa qualche cambio e l'ormai consueta reazione di pancia. Zero schemi, solo soluzioni individuali, una continua carica a testa bassa. Ci permetterà Galliani, ma dopo 9 giornate il Milan ha raccolto solo 11 punti, è più vicino al fondo della classifica che alla Roma, ha la quinta peggior difesa della A (dopo Chievo, Sassuolo, Bologna e Parma) e ha incassato ben 16 gol. Il Parma poteva dilagare sullo 0-2. Ogni offensiva avversaria è un pericolo e la società è costretta a correre ai ripari già adesso (a ottobre) per assicurarsi un difensore per gennaio. Un difensore che, per altro, è stato messo fuori rosa dal Valencia e arriverà in prestito con diritto di riscatto. A zero arriverà pure Honda. Quanto potranno mai cambiare il volto di questo Milan? Quanto ancora il Milan potrà permettersi di andare avanti così, navigando a vista, con acquisti low cost e nessun campione? Il campionato è solo all'inizio e con il rientro di molti giocatori il Milan si risolleverà, ma ora urge una riflessione un po' più ampia di... 'l'arbitro ha sbagliato, siamo stati penalizzati'. Un tempo il presidente Berlusconi andava dicendo: bisogna essere padroni del campo e giuoco, più forti dell'invidia, dell'ingiustizia e degli avversari. Dov'è finito quel Milan?