Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic Milan 2012
Zlatan Ibrahimovic, attaccante Milan – Stagione 2011-2012 (credits: GETTY Images)

 

LEGGENDE ROSSONERE – ZLATAN IBRAHIMOVIC

 

LA SCHEDA

 

Nome: Zlatan Ibrahimovic

Soprannome: Ibracadabra

Luogo e data di nascita: Malmoe (Svezia), 3 ottobre 1981

Altezza: 195 cm

Peso: 95 kg

 

BIOGRAFIA E CARRIERA

E’ figlio di immigrati dalla Jugoslavia: il padre, Sefik, proviene dalla Bosnia-Erzegovina, la madre, Jurka, dalla Croazia. Il piccolo Zlatan cresce a Rosengaard, sobborgo di Malmoe, la sua città natale. Attualmente gioca nei Los Angeles Galaxy, squadra della Major League Soccer nordamericana.

 

VIDEO – TOP GOL MILAN: IBRAHIMOVIC, RETI, DRIBBLING E GIOCATE

SQUADRE DI CLUB

 

Balkan e Malmoe

Da bambino gioca nella squadra del Balkan, poi, nel 1995, la compagine della sua città, il Malmoe, se lo accaparra quando ha 13 anni. Esordisce nella serie A svedese (Allsvenskan) il 19 settembre 1999 entrando dalla panchina contro l’Halmstad, poi, il 30 ottobre, segna il suo primo gol contro il Vaestra Froelunda. L’anno dopo la squadra retrocede in Superettan (la serie B), ma lui diventa titolare e la trascina alla promozione immediata in Allsvenskan.

Ajax

Nel 2001 viene ceduto all’Ajax di Leo Beenhakker, che è il direttore tecnico, per 7,8 milioni di euro diventando a neanche 20 anni l’acquisto più costoso nella storia del club.L’8 agosto 2001 nell’andata del terzo turno preliminare contro il Celtic debutta nella competizione che rimarrà sempre il suo cruccio, la Champions League, che ha disputato ben 17 volte e dove non ha mai fatto meglio delle semifinali col Barcellona nel 2009-2010, e infatti gli scozzesi eliminano l’Ajax facendolo retrocedere nell’allora Coppa UEFA. Con i lancieri vince l’Eredivisie nel 2002 e nel 2004 e Coppa e Supercoppa nazionali nel 2002.

Juventus

Nell’estate del 2004 approda nel campionato italiano di Serie A: la Juventus allenata da Fabio Capello lo acquista per 16 milioni di euro. Nella prima stagione, con le sue giocate e i suoi gol spettacolari è determinante per la conquista di quello che allora è il 28° scudetto per i bianconeri. E’ più sottotono nel campionato successivo ma lo scudetto arriva ugualmente. A causa dello scandalo Calciopoli, poi, questo verrà assegnato all’Inter e quello dell’anno precedente verrà revocato.

Inter

Nell’estate del 2006 Ibra lascia la barca bianconera che affonda in Serie B e passa ai grandi rivali dell’Inter, per 24,8 milioni di euro. Vince subito la Supercoppa italiana e lo scudetto del 2006-2007, ripetuto anche nelle due stagioni successive: nel 2008-2009, il primo della gestione di Josè Mourinho dopo un biennio trascorso sotto la guida di Roberto Mancini, affianca allo scudetto un’altra vittoria nella Supercoppa italiana, inoltre vince la classifica cannonieri con 25 gol in 35 partite.

Barcellona

Ibra approda al Barcellona nell’estate del 2009 per la cifra clamorosa di 49 milioni di euro più il cartellino di Samuel Eto’o, valutato 20 milioni. Col club blaugrana vince di tutto e di più, meno – ovviamente – la Champions League: Liga, Supercoppa spagnola, Supercoppa europea (battuto ai supplementari lo Shakhtar Donetsk per 1-0) e il Mondiale per club, l’ex Coppa Intercontinentale (battuti in finale ai supplementari gli argentini dell’Estudiantes per 2-1).

Milan

All’inizio della stagione successiva lascia il Barça dopo alcune frizioni con l’allora allenatore catalano Guardiola e arriva in prestito al Milan, dove può tornare a giocare da leader. Esordisce in rossonero l’11 settembre 2010 perdendo a Cesena per 2-0 e sbagliando un rigore nella seconda giornata di campionato. Il 15 settembre 2010 segna i suoi primi gol con la sua nuova squadra in Champions League contro l’Auxerre. Con due giornate d’anticipo, col pareggio a reti bianche all’Olimpico contro la Roma, vince il suo quarto scudetto “ufficiale” in Italia (sei effettivi sul campo). A fine campionato arriva il riscatto dal Barcellona per 24 milioni di euro. Apre la stagione successiva il 6 agosto 2011 vincendo la Supercoppa italiana, battendo l’Inter per 2-1 e con un gol è decisivo per il risultato. Al termine del campionato è capocannoniere per la seconda volta in serie A con 28 gol ed è il primo a vincere questo riconoscimento con due squadre diverse, peraltro della stessa città, nel massimo campionato italiano, ed è tuttora l’unico straniero a essere riuscito in questa impresa. Il suo totale nella Serie A ammonta a 219 presenze e 122 gol nell’arco di sette stagioni.

Paris Saint-Germain

Altro trasferimento nell’estate del 2012, più esattamente al Paris Saint-Germain, con cui firma un contratto triennale di circa 14 milioni di euro a stagione, inoltre i francesi versano al Milan 21 milioni di euro. In quell’anno diventa il primo calciatore ad aver segnato con sei squadre diverse in Champions League, inoltre vince la Ligue 1 di cui diventa capocannoniere con 30 gol. Nel 2013-2014 vince la Supercoppa francese, cui aggiunge un altro successo in Ligue 1 e anche la Coppa di Lega transalpina ed è un’altra volta capocannoniere con 26 gol. Nel 2014-15 nuovo successo nella Supercoppa francese (è il match-winner segnando entrambe le reti del 2-0 contro il Guingamp), quindi fa il pieno di trofei nazionali aggiudicandosi Coppa di Lega francese, la Ligue 1 per la terza volta consecutiva, e la Coppa di Francia. Tris consecutivo anche nella Supercoppa di Francia all’inizio del 2015-2016 e nella Coppa di Lega verso fine stagione, ma in Ligue 1 fa poker e per la terza volta consecutiva è capocannoniere, con ben 38 gol. Ultimo trofeo con la maglia parigina la seconda Coppa di Francia consecutiva.

Manchester United

Dopo quattro anni al PSG, un vero e proprio record di permanenza per Ibra, all’inizio dell’estate del 2016 viene ingaggiato a costo zero dal Manchester United dove ritrova Mourinho, firmando un contratto annuale da 15 milioni di euro. Vince subito il Community Shield col decisivo gol del 2-1 contro il Leicester City, poi è la volta della League Cup il 26 febbraio 2017, con doppietta nel 3-2 contro il Southampton. In Europa League, contro l’Anderlecht, il 20 aprile subisce la rottura del crociato anteriore e posteriore del ginocchio, senza di lui in semifinale e in finale i Red Devils vincono il trofeo battendo per 2-0 nella sfida decisiva l’Ajax, la prima squadra dove è diventato grande. Si svincola dallo United a fine giugno ma meno di due mesi dopo le due parti, squadra e calciatore, fanno retromarcia, e Ibra torna in campo a sette mesi dall’infortunio entrando nei minuti finali dell’incontro di Premier League contro il Newcastle.

Los Angeles Galaxy

Lascia definitivamente lo United con rescissione anticipata del contratto il 23 marzo 2018 e approda in California, ai Los Angeles Galaxy. Nonostante segni 22 gol in 27 partite la squadra chiude al settimo posto la MLS rimanendo anche fuori dai playoff. A fine anno Ibrahimovic rinnova il contratto coi californiani diventandone il capitano.

VIDEO – IBRAHIMOVIC, LA SUA PRESENTAZIONE AI GALAXY

 

Nazionale

Debutta contro le Far Oer con la maglia della Svezia il 31 gennaio 2001, anno in cui partecipa con l’Under 21 alle qualificazioni europee di categoria totalizzando 7 partite e 6 gol, con l’Under 18 nel 1999 ha disputato 4 partite segnando 1 gol. Ha partecipato a due fasi finali dei Mondiali, 2002 e 2006, peraltro senza mai segnare, entrambe le volte arrivando agli ottavi, e a quattro fasi finali degli Europei, 2004, 2008, 2012 e 2016, e il miglior risultato l’ha ottenuto nella prima occasione approdando ai quarti di finale. Nel corso della sua carriera ha accumulato 116 presenze con la nazionale maggiore, indossando 57 volte la fascia di capitano, e segnando 62 gol, sesto per numero di partite e primo per numero di reti. A ottobre del 2006 rifiutò le convocazioni fino al marzo 2007 per essere stato cacciato dal ritiro dal ct Lagerbaeck in seguito a un’uscita notturna insieme ad altri due giocatori per festeggiare il compleanno del compagno di nazionale Mellberg. Altre frizioni ci furono dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2010: Ibra annuncia il ritiro dalla nazionale ma poi ci ripensa nel luglio successivo, venendo anche nominato capitano dopo che la prima fascia l’aveva indossata due anni prima.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

 

E’ uno degli attaccanti più completi, talentuosi e fantasiosi che si siano mai visti su un campo da calcio, oltre che in possesso di una grande potenza fisica. Nella primissima parte della carriera ha giocato da seconda punta e da regista offensivo, per poi passare a prima punta pura. Forte al tiro (e non solo) con entrambi i piedi, di testa, nel servire assist ai compagni e nel fraseggio, autore di molti gol spettacolari, anche di tacco, ma anche su punizione. E’ anche un grande rigorista: ne ha segnati 73 su 83. Insomma, un calciatore che “fa reparto da solo”, in questo caso in attacco.

VIDEO – IBRAHIMOVIC, I 10 GOL PIU’ BELLI CON LA MAGLIA DEL MILAN

CURIOSITA’

Ha realizzato la tripletta più veloce in Ligue 1 (9 minuti).

Ha il record di gol con la maglia del Paris Saint-Germain in un’unica stagione di Ligue 1 (38, nel 2015-16).

E’ l’unico ad aver vinto 11 campionati in 4 paesi diversi (Olanda, Italia, Spagna e Francia).

E’ l’unico ad aver giocato, vinto e segnato almeno un gol nelle Supercoppe nazionali di Italia, Spagna, Francia e Inghilterra.

E’ uno dei tre calciatori, insieme ai ritirati Adrian Mutu e John Carew, ad aver segnato con sette squadre diverse in competizioni UEFA per club: Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint-Germain e Manchester United.

E’ l’unico ad aver giocato in Champions League con sette squadre diverse: Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint-Germain e Manchester United.

Ha scritto due libri, “Io, Ibra”, la sua autobiografia (2011) e “Io sono il calcio”, testimonianze di calciatori e allenatori che hanno accompagnato la sua carriera (2018).

Ai tempi dell’Inter, con un ingaggio da 12 milioni di euro a stagione, è stato il calciatore più pagato al mondo.

Nel febbraio 2015 ha aderito con il Paris Saint-Germain alla campagna del Programma alimentare mondiale di sensibilizzazione sul problema della fame nel mondo, e per dare ulteriore importanza al progetto che affligge circa 805 milioni di perso si è coperto tutto il corpo con cinquanta tatuaggi temporanei rappresentanti i nomi di altrettante persone assistite dall’Agenzia della Nazioni Unite.

Sempre nel 2015 ma in ottobre, la sua interpretazione dell’inno svedese per uno spot della Volvo gli è valsa addirittura il disco d’oro, nello stesso mese ha lanciato la sua marca di profumi, la Zlatan Ibrahimovic Parfums.

Nel novembre 2016 gli è stata dedicata una statua presso la Friends Arena di Stoccolma.

IPSE DIXIT

Mancini mi ha detto che il mio gol era quasi bello come quelli che faceva lui… Ma non è vero, i miei sono più belli!” (Dopo Inter-CSKA Mosca 4-2 nel 2007)

Mourinho è l’allenatore più completo che abbia mai avuto, in campo e fuori. È attento a ogni particolare e la differenza si vede subito. È l’ideale per uno come me”.

Brocchi? È semplice: lui corre, io gioco”.

Ai giornalisti: “Voi parlate, io gioco”.

“Mi piace molto la mentalità che hanno qua (in Spagna, ndr). Esci ad allenarti e vedi Xavi, Messi, Iniesta e tutti che si mettono a giocare a pallone. In Italia, aspettavi che uscisse l’allenatore per parlare, seduto in panchina. Sono quasi come i bambini quando escono dalla classe”.

“Gli scudetti di Calciopoli sono miei e lo dico anche se ora gioco nell’Inter. E se non ci credete, vi porto a casa mia a vedere i due trofei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa”.

“Vidi Luciano Moggi cominciare a piangere davanti a noi durante lo scandalo di Calciopoli. Il mondo si era rovesciato. Noi stavamo portando a casa il secondo scudetto consecutivo e ci hanno tirato nel fango. Gli arbitri non ci favorivano, eravamo semplicemente i migliori e ci dovevano affondare, ecco la verità. […] Come sempre, quando qualcuno domina, altri vogliono tirarlo nel fango e non mi stupiva affatto che le accuse venissero fuori quando stavamo per vincere di nuovo il campionato. Stavamo per portare a casa il secondo scudetto consecutivo quando scoppiò lo scandalo, e la situazione era grigia, lo capimmo subito. I media trattavano la faccenda come una guerra mondiale. Ma erano balle, almeno per la gran parte”.

“Arsène Wenger venne a farmi visita a Malmoe e mi regalò una maglia dell’Arsenal con il numero 9. Per me fu un momento fantastico: l’Arsenal a quei tempi era una grande squadra […]. Wenger mi propose di andare a Londra per allenarmi con la squadra e fargli vedere di cosa ero capace. Non ci potevo credere. La mia reazione è stata ‘Assolutamente no, Zlatan non fa provini’. E così scelsi di andare all’Ajax. Ripensandoci ora, feci la scelta giusta. All’Arsenal o alla Roma probabilmente non mi sarei inserito così facilmente come mi è successo invece in Olanda”.

“Voglio il meglio per il Milan, stavo molto bene lì, mi sono sentito come a casa. Il Milan è uno dei club in cui vorrei tornare, se potessi scegliere oggi. Di solito non si torna in una vecchia squadra ma vorrei tornare al Milan. È un club fantastico. Mi auguro che la squadra faccia bene e torni al successo, posso solo sperare che tutto funzioni per il meglio. Se il Milan ha bisogno di aiuto, allora sanno dove trovarmi”.

“Un Mondiale senza di me è poca cosa, non c’è davvero nulla da guardare e non vale nemmeno la pena aspettarlo con ansia”. (Alla vigilia di Brasile 2014).

“Quello che Carew riesce a fare con una palla da calcio, io posso farlo con un’arancia”.

“La Champions League? Non è un’ossessione. Se lo fosse significherebbe che non avrei raggiunto i miei obiettivi. Invece ho fatto esattamente quel che volevo, al 100%. Ho vinto 23 titoli, ho sempre dato il massimo per vincere quanto possibile. Certo, sarebbe bello vincere la Champions, ma se finissi la carriera senza sarei comunque felice e fiero di quanto fatto”.

Zidane è di un altro pianeta. Quando lui entrava in campo gli altri dieci giocatori miglioravano improvvisamente. Semplicemente così”.

“Ovunque vada, la gente mi riconosce, mi chiama per nome, fanno il tifo per me. Ma ci sono dei nomi che nessuno si prende cura di ricordare, dei nomi per cui nessuno fa il tifo: sono quelli degli 805 milioni di persone che, oggi, soffrono la fame nel mondo. Ho tifosi che mi sostengono in tutto il mondo. D’ora in avanti, vorrei che questo sostegno andasse alle persone che soffrono la fame, perché sono loro i veri campioni. Così, ogni volta che sentirete pronunciare il mio nome, sarà a loro che dovrete pensare”.

“Con Mourinho ho vissuto un’esperienza super. Abbiamo lavorato insieme per un anno all’Inter e il feeling fra noi due era molto positivo. L’unico rimpianto è quello di aver lavorato insieme a lui solo una stagione, anche se abbiamo vissuto comunque dei bei momenti”.

“Questo Paese di merda non merita il PSG!”

“Qui mi vogliono bene? Certo, ma non credo che possano rimpiazzare la Tour Eiffel con una mia statua… Nemmeno i dirigenti ce la possono fare. Ma se ce la facessero rimarrei qui, promesso”.

“Senza ombra di dubbio è il Milan il club più grande in cui abbia mai giocato. Nel mondo tutti lo conoscono, ha una storia incredibilmente vincente […]. Si respirava un’aria di grandezza assoluta e la percepivi da tutti quei campioni di fama internazionale che affollavano il campo d’allenamento, qualcosa di veramente geniale”.

“Ho giocato per grandi squadre come Barcellona, Juventus e Milan, ma credo che lo United sia uno step in più […]. Non credo che ci sia nessuno che direbbe mai no allo United. Persino il nome suona bene, richiama qualcosa di massiccio. Rifiutare una sfida non è da me”.

“Io non accetto di perdere, non lo accetto proprio. L’ho imparato dalla vita. Per me contano la grinta e l’aggressività, la determinazione e la concentrazione sui propri obiettivi. Io ho la missione di vincere”.

“Per me Ronaldo è stato un esempio di quello che è il calcio. Tutto quello che faceva era davvero straordinario: come dribblava, come correva, come segnava. Era un vero e proprio ‘Fenomeno’. “Quello che ha fatto lui, penso che nessun altro sarà mai in grado di farlo, perché lui era naturale, non era ‘costruito’. Ronaldo non si è fatto, è nato per questo e si tratta di qualcosa per il quale non ti può allenare. Come Ronaldo non ci si diventa, ci si nasce. È davvero unico”.

“Anche uno come Ronaldo, ‘O Fenomeno, non l’ha vinta (la Champions League, ndr) e non penso si possa dire che sia un fallito. Se dovessi vincerla, sarà perché la mia squadra è stata la migliore, non perché Zlatan lo è stato”.

Capello appartiene alla scuola tradizionale, mi diceva che non segnavo abbastanza e che per lui l’essenziale era fare gol, non giocare bene. Mourinho invece appartiene alla nuova generazione e ti chiede anche di giocare bene. Questa è l’unica differenza tra i due”.

“Non credo di avere l’istinto del killer come attaccante. Anche se si può imparare. Filippo Inzaghi non è proprio un calciatore, però possiede un enorme istinto omicida davanti a una porta. È la sua qualità”.

“Dietro c’era tutta la mia squadra: facevano affidamento su di me, non potevo sbagliare! Davanti invece avevo il portiere e alle sue spalle la curva degli ultras dell’Inter. Erano come impazziti: urlavano, fischiavano, facevano di tutto per condizionarmi, alcuni di loro cercavano di accecarmi con i laser e mi arrivavano luci verdi su tutta la faccia. Zambrotta s’infuriò e andò dall’arbitro: «Come fa a tirare così?» Ma che cosa si poteva fare? Andare a frugare in giro per gli spalti? Certo che no, e poi io ero perfettamente concentrato, avrei potuto avere addosso anche dei fari abbaglianti o dei riflettori. Volevo solo prendere la rincorsa e tirare, sapevo esattamente dove: la palla sarebbe entrata alla destra del portiere. Rimasi immobile un paio di secondi e certo, sentivo di non poter fallire, ero obbligato a mettere in rete. Avevo cominciato la stagione sbagliando un rigore, non poteva succedere di nuovo. Ma non dovevo nemmeno pensarci. Non bisogna mai pensare troppo, in campo. Finalmente arrivò il fischio dell’arbitro, presi la rincorsa e tirai. Successe esattamente come avevo previsto, la palla andò in rete e io alzai le braccia e guardai gli ultras dritto negli occhi, tipo: ‘I vostri trucchi del cazzo non funzionano, io sono più forte!'” (Derby con l’Inter del 6 maggio 2012).

DICONO DI LUI

“Con Ibra c’era qualcosa in più. Lui ha un’agilità incredibile. Ci capivamo alla perfezione. Eravamo amici anche fuori dal campo e questo ci aiutava a migliorare la sintonia di gioco. C’è stato un anno in cui lui ha fatto 22 gol e io 19, per dare un’idea di quanto funzionasse l’intesa”. (Julio Cruz).

“Dicevano che non segnava! Me lo sconsigliarono tutti. E io, invece, l’ho preso, Ibra: un grandissimo, ha fatto la fortuna delle squadre in cui ha giocato. Lo bloccai a maggio 2004 a Montecarlo, grazie a Raiola”. (Luciano Moggi)

“Ibra ha un carattere difficile ma è un fuoriclasse straordinario e un lottatore esemplare. Avere Zlatan dalla propria parte vuol dire avere una marcia in più. Anche se litigavi con lui, e lo abbiamo fatto, sapevi che nel campo c’era ed era determinante”. (Ivan Cordoba)

“Ibrahimović? È un grandissimo giocatore, ma nessun calciatore è più grande di un club. Ibra all’Inter è diventato un giocatore importante, ma certi club sono più grandi di giocatori e allenatori”. (José Mourinho)

“Il mio rapporto con Ibrahimović al PSG è stato del tutto insignificante, perché lui non è quel tipo di giocatore che cerca di stabilire un contatto coi giovani e che dà loro dei consigli, ma si preoccupa solo di se stesso”. (Kingsley Coman)

“Lo volevo alla Roma, ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a Zlatan di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l’allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri. Nessuno ha la sua potenza. Lui e Marco van Basten sono identici nell’eleganza”. (Fabio Capello)

“Parliamo di un giocatore immenso, un giocatore di grande carisma. È un giocatore da NBA. È alto 1,96 ma ha l’agilità, la velocità e l’esplosività di un giocatore alto 1,70cm. È un calciatore unico. Se parliamo dei migliori al mondo ci sono Messi e Ronaldo, ma non sono prime punte. Il miglior centravanti del mondo è Zlatan”. (Leonardo)

“Pesava parecchio, anche se poi la formazione la faceva Allegri. Però quello che diceva Ibra non cadeva nel vuoto. Faccio un esempio: quando volevo lasciare il Bayern e presi i primi contatti con il Milan, so che Galliani chiese a Zlatan cosa ne pensasse del mio possibile arrivo, visto che eravamo quasi venuti alle mani al termine di un Olanda-Svezia. Zlatan disse: uno come Van Bommel è meglio averlo in squadra che contro”. (Mark van Bommel)

“Questo ragazzo è un fottuto idiota. Non mi piace, è un mucchio di merda. È come mio fratello, parla molto, ma non tiene fede alle parole. Tatuaggi fighi e lingua lunga”. (Noel Gallagher)

“Se noi alla Juve provammo a trattenerlo? Noi provammo, evidentemente sì; poi fu l’anno della B, conoscendo il carattere di Ibra, conoscendo che l’anno dopo sarebbe scaduto il contratto, conoscendo anche quello che lui aveva in mente per rinegoziarlo, eravamo consapevoli di non essere in grado in quel preciso momento storico di assecondarlo. Quindi abbiamo deciso di venderlo all’unica società che ufficialmente ha presentato un’offerta, al di là poi di tutta la letteratura che vogliamo fare a riguardo, l’unica società che si è presentata concretamente con un’offerta è stata l’Inter”. (Alessio Secco)

“L’olandese era forse più cinico in zona gol, ma per genialità Ibra non ha eguali, è più spettacolare di Van Basten. Lo vedi altissimo e pensi: ‘È il classico bestione dai piedi di marmo’. E invece fa cose da fenomeno. Fa numeri talmente pazzeschi che ho l’impressione di trovarmi di fronte a un uomo geneticamente modificato”. (Cristiano Lucarelli)

“Stavamo per vincere il titolo del 2013, dovevamo affrontare il Lione. Ancelotti era un po’ teso e Zlatan gli si avvicinò chiedendogli se credesse in Dio. Il mister disse di sì e Ibra rispose: “Bene, se credi in me allora puoi anche rilassarti”. Lui è così, ha tanta fiducia in sé stesso e questo lo aiuta ad essere un grande giocatore. Stiamo iniziando ad abituarci ai suoi meravigliosi gol. In allenamento lavora duro e ha un coordinamento e una creatività che ben pochi hanno”. (Marco Verratti)

Zlatan è il migliore. Quando eravamo compagni di squadra alla Juve spesso dormivamo nella stessa camera dopo le partite. Una volta, nel cuore della notte, si è svegliato e, agitato, si è messo a urlare: ‘Adi, sveglia! Ho avuto un incubo. Ho sognato che Ronaldo era più forte di me!’ Ho cercato di tranquillizzarlo ed è riuscito a riaddormentarsi solo quando gli ho detto: ‘No, Zlatan, no! Tu sei il migliore al mondo. Calmati…'” (Adrian Mutu)

“Ha un’energia incredibile, migliora col tempo. E quando può, va a fare pure caccia estrema. È disumano, nel senso che fa cose che gli umani neanche s’immaginano”. (Mino Raiola)

STATISTICHE

 

1999 Malmoe

Allsvenskan: 6 presenze 1 gol

Svezia Under 18: 4 presenze 1 gol

2000 Malmoe

Superettan: 26 presenze 12 gol

Coppa di Svezia: 2 presenze 1 gol

Gennaio-giugno 2001 Malmoe

Allsvenskan: 8 presenze 3 gol

Coppa di Svezia: 4 presenze 0 gol

Svezia: 3 presenze 0 gol

Svezia Under 21: 7 presenze 6 gol

2001-2002 Ajax

Eredivisie: 24 presenze 6 gol

Coppa d’Olanda: 3 presenze 1 gol

Champions League: 2 presenze 0 gol (nei turni preliminari)

Coppa UEFA: 4 presenze 2 gol

Svezia: 9 presenze 1 gol

2002-2003 Ajax

Eredivisie: 25 presenze 13 gol

Coppa d’Olanda: 3 presenze 3 gol

Champions League: 13 presenze 5 gol

Supercoppa d’Olanda: 1 presenza 0 gol

Svezia: 4 presenze 3 gol

2003-2004 Ajax

Eredivisie: 22 presenze 13 gol

Coppa d’Olanda 1 presenza 0 gol

Champions League: 8 presenze 2 gol (di cui 2 presenze e 1 gol nei turni preliminari)

Svezia: 11 presenze 5 gol

Agosto 2004 Ajax

Eredivisie: 3 presenze 3 gol

Supercoppa d’Olanda: 1 presenza 0 gol

Svezia: 1 presenza 1 gol

Agosto 2004-2005 Juventus

Serie A: 35 presenze 16 gol

Champions League: 10 presenze 0 gol

Svezia: 5 presenze 5 gol

2005-2006 Juventus

Serie A: 35 presenze 7 gol

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

Champions League: 9 presenze 3 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 0 gol

Svezia: 8 presenze 3 gol

2006-2007 Inter

Serie A: 27 presenze 15 gol

Coppa Italia: 1 presenza 0 gol

Champions League: 7 presenza 0 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 0 gol

Svezia: 3 presenze 0 gol

2007-2008 Inter

Serie A: 26 presenze 17 gol

Champions League: 7 presenze 5 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 0 gol

Svezia: 9 presenze 2 gol

2008-2009 Inter

Serie A: 35 presenze 25 gol

Coppa Italia: 3 presenze 3 gol

Champions League: 8 presenze 1 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 0 gol

Svezia: 5 presenze 1 gol

2009-2010 Barcellona

Primera Division: 29 presenze 16 gol

Coppa del Re: 2 presenze 1 gol

Champions League: 10 presenze 4 gol

Supercoppa di Spagna: 1 presenza 0 gol

Supercoppa europea: 1 presenza 0 gol

Coppa del Mondo per club: 2 presenze 0 gol

Svezia: 4 presenze 1 gol

Agosto 2010 Barcellona

Supercoppa di Spagna: 1 presenza 1 gol

Svezia: 1 presenza 1 gol

Agosto 2010-2011 Milan

Serie A: 29 presenze 14 gol

Coppa Italia: 4 presenze 3 gol

Champions League: 8 presenze 4 gol

Svezia: 6 presenze 5 gol

2011-2012 Milan

Serie A: 32 presenze 28 gol

Coppa Italia: 3 presenze 1 gol

Champions League: 8 presenze 5 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 1 gol

Svezia: 11 presenze 5 gol

2012-2013 Paris Saint-Germain

Ligue 1: 34 presenze 30 gol

Coppa di Francia: 2 presenze 2 gol

Coppa di lega francese: 1 presenza 0 gol

Champions League: 9 presenze 3 gol

Svezia: 10 presenze 8 gol

2013-2014 Paris Saint-Germain

Ligue 1: 33 presenze 26 gol

Coppa di Francia: 2 presenze 3 gol

Coppa di lega francese: 2 presenze 2 gol

Champions League: 8 presenze 10 gol

Supercoppa di Francia: 1 presenza 0 gol

Svezia: 8 presenze 7 gol

2014-2015 Paris Saint-Germain

Ligue 1: 24 presenze 19 gol

Coppa di Francia: 3 presenze 4 gol

Coppa di lega francese: 3 presenze 3 gol

Champions League: 6 presenze 2 gol

Supercoppa di Francia: 1 presenza 2 gol

Svezia: 7 presenze 8 gol

2015-2016 Paris Saint-Germain

Ligue 1: 31 presenze 38 gol

Coppa di Francia: 6 presenze 7 gol

Coppa di lega francese: 3 presenze 0 gol

Champions League: 10 presenze 5 gol

Supercoppa di Francia: 1 presenza 0 gol

Svezia: 11 presenze 6 gol

2016-2017 Manchester United

Premier League: 28 presenze 17 gol

FA Cup: 1 presenza 1 gol

League Cup: 5 presenze 4 gol

Community Shield: 1 presenza 1 gol

Europa League: 11 presenze 5 gol

2017-2018 Manchester United

Premier League: 5 presenze 0 gol

League Cup: 1 presenza 1 gol

Champions League: 1 presenza 0 gol

2018 L.A. Galaxy

Major League Soccer: 27 presenze 22 gol

2019 L.A. Galaxy

Major League Soccer: 1 presenza 1 gol

 

PALMARES

 

2001-2002 Ajax

Campionato olandese di Eredivisie

Coppa d’Olanda

2002-2003 Ajax

Supercoppa d’Olanda

2003-2004 Ajax

Campionato olandese di Eredivisie

2004-2005 Juventus

Campionato italiano di Serie A (revocato)

2005-2006 Juventus

Campionato italiano di Serie A (assegnato all’Inter)

2006-2007 Inter

Campionato italiano di Serie A

Supercoppa italiana

2007-2008 Inter

Campionato italiano di Serie A

2008-2009 Inter

Campionato italiano di Serie A

Supercoppa italiana

2009-2010 Barcellona

Campionato spagnolo di Primera Division

Supercoppa di Spagna

Supercoppa europea

Coppa del Mondo per club

Agosto 2010 Barcellona

Supercoppa di Spagna

2010-2011 Milan

Campionato italiano di Serie A

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Supercoppa italiana

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Campionato francese di Ligue 1

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Campionato francese di Ligue 1

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2014-2015 Paris Saint-Germain

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2015-2016 Paris Saint-Germain

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2016-2017 Manchester United

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Europa League

 

Sono innumerevoli i premi individuali vinti da Ibra ma forse il più significativo è quello di sportivo svedese dell’anno, vinto 4 volte nel 2008, 2010, 2013 e 2015. E’ stato per undici volte nominato miglior calciatore svedese, nel 2005 e dal 2007 al 2016. Sorprende il fatto che non abbia mai vinto il Pallone d’Oro, riconoscimento di solito assegnato a chi vince un Mondiale o una Champions League

 

Massimiliano Valle