Si passa alle vere spese grosse, forse le peggiori, della storia del Milan. Parliamo, ovviamente, di quelle durante il periodo della proprietà cinese e delle famose 'cose formali' del duo Mirabelli-Fassone. Per la stagione 2017/18, il Milan effettua una campagna acquisti faraonica e per il nuovo numero 9 spende più di 60 milioni di euro per due giocatori. Prima arriva il promettente André Silva per quasi 35 milioni e verso fine mercato l'acquisto di Nikola Kalinic per 27,5 milioni. Nessuno dei due è mai risultato decisivo e dopo un solo anno hanno lasciato il Milan.
Gli anni a stelle e strisce: investimenti seri, ma tanti insuccessi
—Negli anni successivi alla proprietà cinese, arrivano gli americani: prima il fondo Elliott e poi RedBird di Gerry Cardinale. Anche in queste stagioni i nomi sono tanti, ma nessuno ha mai veramente rispettato le aspettative. Si parte nell'estate 2018 con i 10 milioni di euro spesi per il prestito oneroso di Gonzalo Higuain dalla Juventus, che dopo 6 mesi abbandona la barca per passare al Chelsea. Per sostituirlo, il Milan punta su Krzystof Piatek pagandolo 35 milioni di euro dopo una prima parte di stagione strabiliante al Genoa. Il polacco parte bene, ma si perde dopo alcuni mesi e finisce per essere ceduto nel gennaio del 2020.
Mese importante che riporta al Milan Zlatan Ibrahimovic a parametro zero, fondamentale per gli anni successivi marchiati dal ritorno in Champions League e lo Scudetto 21/22. Titolo nazionale che porta la firma di Olivier Giroud, arrivato dal Chelsea per una cifra vicina al milione di euro. Nel mezzo anche l'esperimento fallito Marko Lazetic pagato 5 milioni di euro.
RedBird, quasi 100 milioni di euro spesi ma in estate non si può più sbagliare
—Dopo Giroud, ultimo vero grande attaccante rossonero nonostante non avesse numeri strepitosi, sono arrivati tre grandi nomi per sostituirlo ma nessuno ha lasciato veramente il segno. Si parte con Alvaro Morata e Santiago Gimenez la scorsa stagione, per i quali il Milan ha sborsato più di 40 milioni di euro in totale. In estate, come ammesso dallo stesso Igli Tare, il Diavolo cercava una punta dalle caratteristiche simili a quelle di Giroud. Alle fine, i piani sono cambiati e si è deciso di puntare su Christopher Nkunku per 37 milioni di euro. Pochi guizzi e tanta delusione da un nome che avrebbe dovuto portare qualità e giocate come ai tempi di Lipsia.
La prossima estate sarà fondamentale non sbagliare più la scelta: i nomi di alto livello ci sono e col possibile ritorno in Champions League il club rossonero ha tante carte da giocarsi per convincere un grande bomber.
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